Home / Analisi mercati / WTO alimenta guerra dazi e ribassi azionari #40

WTO alimenta guerra dazi e ribassi azionari #40

Linee Guida InvesPRO 2019

§ § §

Eventi & Mercati – settimana #40 (30 set – 4 ott)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

UE/EUROPA
Settimana decisamente pesante per l’azionario colpito a raffica da dati macro deludenti (ISM manufatturiero ormai in costante trend negativo da otto mesi e ora col calo peggiore da sette anni, ISM servizi, consumi tedeschi e altri) ma soprattutto dalla decisione del WTO che ha stabilito mercoledì che gli Stati Uniti possono imporre dazi fino a 7,5 mld di dollari sulle importazioni europee a cui però non si è accompagnato un rialzo del bund in ottica di asset rifugio; probabile che gli algo-system non erano stati settati su questo evento che nella sostanza è risultato del tutto inatteso.
Ci si consola pensando che 7,5 miliardi sono ben poca cosa rispetto ai 100 miliardi potenziali di ulteriori dazi sul comparto auto che Trump potrebbe decidere di imporre entro il 13 novembre.
Solo venerdì in coda al ritrovato ottimismo di Wall Street il selloff si è arrestato ma non è il caso di farsi illusioni sulla continuazione del bull market europeo e tedesco in particolare; molto più probabile una fase prolungata correttiva con ampi trend interni contrapposti.
Poichè di correzione se ne vede ancora poca manteniamo questa nota: “… malgrado il progressivo indebolimento economico complessivo, i mercati azionari sono in netta decorrelazione coi fondamentali correnti e futuri, per cui gli investitori privati – soprattutto quelli piccoli, detti anche “risparmiatori” (sic) – dovrebbero restare allertati …

DAX (indice) 
Il livello top a 12500 segnalato da oltre un mese ha tenuto anche martedì col terzo tentativo di sfondamento (fallito) in due settimane per cui sul grafico giornaliero ora abbiamo anche un triplo massimo di brevissimo. Dopo il test di martedì a 12497 è crollato fino a 11879 nell’intraday di venerdì per poi chiudere in pullback a 12013. Probabile che domani ci sia apertura in gap up sulla scia di Wall Street ma nei giorni seguenti dovrebbe tornare la calma e qualche nuovo timore.
Ricordiamo quanto scritto nel report precedente: “… si è formato un importante minimo relativo a 12142 … qualora ci fosse un test fallito di area 12500 o uno sfondamento del suddetto minimo si creerebbero le condizioni per l’apertura di posizioni ribassiste sia di breve che di medio periodo … il doppio massimo ravvicinato del 13 e 20 settembre costituisce un massimo discendente di medio periodo rispetto al massimo annuale di luglio. La rottura della media a 200 gg … sarà il primo segnale di una possibile inversione ... ”
Ora la media a 200 gg è a 11788; l’eventuale sfondamento darebbe un primo target in area 11500 e un secondo in area 11000
Trading di breve: sospendiamo l’operatività a breve perchè ci aspettiamo un aumento di volatilità
Trading di posizione: facciamo trading di posizione in ottica unicamente ribassista; come prospettato nel report precedente siamo entrati al ribasso martedì sul fallimento della rottura della resistenza; martedì 1/10 abbiamo comprato 500 ETF DAX  X2 Short a 3,65 per ora fissiamo solo uno stoploss ampio a 3,35 e successivamente definiremo anche un trailing stop; con l’eventuale rottura della media a 200 gg incrementeremo la posizione

BUND 10yr (future dicembre)
Settimana piuttosto piatta con scarsa propensione ad accodarsi al t-note che è in rally pieno. Si consolida ulteriormente area 174/175. Comportamento anomalo in una settimana ideale per correre verso il massimo annuale.
Nel breve periodo i prezzi dovrebbero mantenersi fra 173 e 177; la volatilità resta elevata ma in leggero calo.
Trading di posizione: ultimo trade chiuso il 13/9; restiamo sempre fermi in attesa di un segnale convincente con valenza di medio periodo; in linea di massima vorremmo entrare solo al rialzo e ci basterebbe che si formasse un nuovo minimo relativo per entrare col 50% delle posizioni disponibili con ETF a leva come nei trade precedenti

EURO (future dicembre)
Il trend ribassista prosegue implacabile ma senza strappi e il minimo annuale viene ritoccato martedì a 1,0940. Già da martedì iniziano le ricoperture e sicuramente qualche acquisto di euro da parte degli USA che non gradiscono affatto la forza inarrestabile della loro valuta. La settimana chiude a 1,1033 ma ben sotto la trendline ribassista di medio periodo. Solo la rottura decisa di 1,12 trasformerebbe l’attuale scenario ribassista in laterale correttivo.
indi un nuovo minimo annuale.
Si ricorda che la nostra “teoria” prevede una tenuta sostanziale nel medio periodo di area 1,10 in quanto si ritiene che la FED potrebbe intervenire con acquisti di euro per limitare il rafforzamento del dollaro.
Trading di breve:  come riportato nel report precedente siamo entrati al rialzo con un mini-future martedì 1/10 a 1,0981; stop a 1,097 in caso di discesa e attivazione di trailing stop di 40 tick a 1,1060

§ § §

ITALIA
Evviva, ora grazie al WTO e agli aiuti illegali della UE ad Airbus scoppia la guerra dei dazi con gli USA.
Se si venderà meno formaggio e vino agli yankee speriamo almeno che i prezzi al dettaglio in patria diminuiscano favorendo così l’aumento dei consumi interni, almeno questa dovrebbe essere la logica di mercato più ovvia.
Invece no, purtroppo siamo certi che i prezzi interni aumenteranno per “recuperare” il calo di export secondo la logica meno ovvia del taglio dei c…..ni per far dispetto alla moglie sperando che la nostra nuova ministra renziana ruspante riesca ad ottenere l’istituzione di un fondo compensativo per gli esportatori penalizzati dai dazi. Quindi ai cosiddetti “aiuti di Stato” ad un consorzio europeo (Airbus, di cui tra l’altro l’Italia sembra che non partecipasse e se così fosse avremmo tutto il diritto di sentirci cornuti e mazziati) verranno aggiunti altri aiuti di Stato per i grossi esportatori (e le briciole per i piccoli) colpiti dai nuovi dazi.
Ma attenzione: è necessario distinguere fra piccoli e grossi perchè qui si annida una fregatura colossale.
Ad esempio la Nuova Castelli – distributore unico del parmigiano reggiano e con una quindicina di unità produttive (cioè grossi casifici) che già da anni è partecipata all’80% dal fondo inglese di private equity Charterhouse (creatura della potentissima famiglia Rotschild) – dal maggio scorso il mega-gruppo alimentare francese Lactalis, tramite Lactalis Italia srl, ha rilevato per INTERO la Nuova Castelli.
ERGO: se la neo-ministra per l’agricoltura spinge per un fondo aiuti pro-esportatori di prodotti italiani, sa che questi soldi finiranno nelle tasche anche dei francesi?
Questione a dir poco ORRIBILE per cui speriamo di aver sbagliato a mettere insieme i pezzi del mosaico.

MIB (indice)
Movimenti e pattern quasi identici a quelli del DAX.
Il test della resistenza di area 22400 è fallito per la terza volta in pochi giorni e il minimo settimanale di giovedì ha sfiorato 21 mila mentre la media 200 gg è a 20841. Sempre grazie a Wall Street la settimana vede una riduzione delle perdite con chiusura in pullback a 20470. Primo supporto a ridosso della media a 200 gg.
Manteniamo questa annotazione fatta nei report precedenti: ” … il doppio massimo ravvicinato del 13 e 19/9  se fosse seguito da un immediato ritracciamento significativo, andrebbe considerato come terzo massimo (il primo a fine aprile e il secondo a metà luglio) e quindi come segnale ribassista di medio periodo con primo target in area 20500/20000 ... ” per cui ora abbiamo una prima conferma del terzo massimo di medio periodo e questo non è bello per i perma-bull e investitori …
Trading di breve: siamo entrati al ribasso con un mini-fib martedì 1/10 a 21890 appena sotto la media a 200 sul grafico orario; stop a 22.250 
Trading di posizione: siamo entrati al ribasso con 550 ETF MIB -2x Short a 2,937 e per ora fissiamo solo uno stoploss ampio a 2,886; con l’eventuale rottura della media a 200 gg incrementeremo la posizione

BTP decennale (future dicembre)
Settimana ancora assolutamente piatta con prezzi che hanno oscillato debolmente intorno a 145,5 e quindi fotocopia della settimana precedente. La stabilità politica interna e l’amore che ora ci lega alla von der Leyen fanno miracoli.
Trading di posizione:
dopo la svolta politica inattesa e conseguente comportamento dei mercati che hanno apprezzato l’uscita di scena della Lega l’investitore tradizionale deve fare un bagno di realismo e accettare che anche i titoli di Stato italiani non offrono più rendimenti reali positivi per cui comprare BTP significa solo assumere posizioni speculative al rialzo. I fondi pensione “garantiti” e i fondi obbligazionari puri ora sono completamente in balìa della volatilità e delle (in)capacità dei manager gestionali, esattamente come i fondi che trattano l’azionario.

§ § §

USA/Wall Street/materie prime
Settimana di passione con i dati macro dei primi quattro giorni tutti a favore di una recessione incombente conditi con la decisione del WTO di cui già detto sopra. Già lunedì l’indicatore dell’attività manifatturiera era sceso a 47,8 punti rispetto ai 49,1 di agosto e di molto inferiore al consenso degli economisti a 50,4 punti e poi a seguire altri dati ed eventi ribassisti che hanno creato una correzione significativa dell’azionario. Il tutto lasciava prevedere un GDP del terzo trimestre ben sotto il 2% tant’è che i future sugli indici hanno segnato giovedì poco dopo l’apertura (per noi notturna) un profondo minimo che però non si vede sui grafici degli indici cash che aprono alle 15.30 nostrane.
Questo perchè giovedì stesso si correva a mettere una pezza al selloff spargendo moderato ottimismo sui negoziati con Pechino, che ripartiranno la prossima settimana visto che sono state rinnovate le esenzioni dazi per gli acquisti di cereali. Ma non solo: c’è stato anche un intervento distensivo di Clarida, vice-governatore della FED, che ha ha mandato in reversal tutti gli algo-system facendo chiudere la giornata in positivo in attesa del job report di venerdì. E grazie ai buoni e sorprendenti dati sull’occupazione venerdì pomeriggio sono partite a raffica le ricoperture dei ribassisti con un pullback dell’1,4% circa che hanno permesso di ridurre della metà la perdita settimanale realizzata sui minimi di giovedì.
Abbiamo l’impressione che nel breve periodo gli indici rimarranno impantanati fra il doppio massimo di luglio/settembre e i minimi di inizio agosto con volatilità alta.

SP500 (future dicembre)
Dai massimi di tre settimane fa intorno a 3020 giovedì il future ha realizzato un minimo periodale, quindi significativo quanto meno nel brevissimo periodo, a 2855 cioè -5%; nulla di allarmante per gli investitori ma una discreta delusione per i trader perma-bull. Poi venerdì parziale riscatto con chiusura intorno a 2950.
La volatilità resta elevata e le occasioni per ampi movimenti sono veramente tante e spesso conseguenti a fatti del tutto inattesi per cui evitiamo di fare scenari a brevissimo.
Trading di breve: ricordando quanto scritto nel report precedente: “… preferiamo ignorare al momento possibili segnali ribassisti; entriamo al rialzo sopra 3035 o in caso di eventuale formazione di un minimo sotto 2950 …giovedì 3/10 abbiamo aperto al rialzo 2 micro-future a 2899 con uno stop a 2932 per 1 micro e stop a 2898 per l’altro
Trading di posizione: sempre fermi; i venti di recessione USA e una certa stagionalità ci spingono a valutare seriamente un’entrata al ribasso in caso di nuovo test fallito dei massimi annuali; valuteremo anche un’entrata al rialzo in caso di test e tenuta di area 2830

t-Note 10yr (future dicembre)
Settimana tutta al rialzo e recupero quasi completo del selloff della prima metà di settembre per cui ora si è vicinissimi al test del massimo del 3/9 a 132,4.
Il nuovo rally è stato alimentato inizialmente dalla debolezza dell’attività manifatturiera ed è proseguito nei giorni seguenti con la decisione del WTO sui dazi USA-UE si è assistito in pratica ad una corsa continua agli acquisti in ottica di asset rifugio e in netta correlazione negativa con gli indici azionari e non sono bastati i buoni dati sul lavoro di venerdì per fermare il trend.
Trading di posizione: abbiamo acquistato 10 ETN il 4/2 a altri 10 ETN il 19/3 a 91,57 e gli ultimi 10 pezzi il 1/4 a 94,64; prezzo medio di carico è 91,83; dato il contesto di politica monetaria restiamo in posizione per ora senza stoploss e senza determinare nessun livello di attivazione di trailing stop; si tratta di un investimento di lungo periodo; prezzo di riferimento di fine settimana a 114,55

PETROLIO WTI (future novembre)
Le forniture sono tornate regolari e da lunedì i prezzi hanno cominciato a crollare passando da quasi 57 a 51 (-10%) in quattro giorni. Il minimo intraday di giovedì seguito da un debole pullback potrebbe rappresentare un doppio minimo di medio periodo (il primo minimo è quello del 7 agosto a 50,45) ma occorre conferma.
Intanto il monarca saudita lancia una minaccia biblica, cioè che i prezzi saliranno a livelli che noi umani non abbiamo mai visto in caso di nuovo attacco terroristico, ma la speculazione non ha preso in considerazione questa boutade. Notare comunque che dall’ultimo dato del COT gli hedge fund e money manager hanno ora una posizione netta rialzista +198.109 contratti mentre la settimana precedente erano ribassisti anche se con solo 15 mila contratti.
Trading di breve: sospendiamo il trading fino a che la volatilità storica a 20 gg vada calando e arrivi almeno al 50%, adesso siamo al 60%
Trading di posizione: nel report precedente si diceva: “… considerato il permanente rischio geopolitico (possibili nuovi atti terroristici anche in un prossimo futuro) entreremo solo al rialzo ma solo se ci sarà il test e tenuta di area 51 ... ” nelle due ultime sedute della settimana c’è stato il test seguito da un debole pullback; questo potrebbe essere il segnale che cerchiamo ma occorre una prima conferma per aprire la posizione

ORO (future dicembre)
Inizio di settimana in pesante ribasso con rottura significativa del supporto di area 1500 e formazione di un minimo relativo confermato nelle due sedute seguenti a 1465 tuttavia il
 calo di Wall Street ha spinto gli hedge fund a tornare in acquisto e il ritrovato ottimismo di venerdì relativo ai buoni dati sul lavoro ha consentito ai prezzi di recuperare e chiudere a 1513 praticamente sullo stesso livello della chiusura della settimana precedente.
Il deciso breakout del supporto ha disegnato un pattern ribassista di breve con due minimi decrescenti (13/9 e 1/10) e due massimi decrescenti (4/9 max annuale e 24/9) e probabile target nell’area 1400/1450 da considerarsi come forte supporto valido anche per il medio periodo. Area 1550/1580 è resistenza importante.
Notare che dal giugno 2019 quando la grande speculazione ha iniziato a riallocare fortemente sull’oro in ottica di asset rifugio e di conseguenza a spingere con forza le quotazioni, la volatilità storica a 100 gg è cresciuta del 50% riportandosi ai livelli del 2016/2017; questa evidenza implica un maggior rischio di forti ritracciamenti anche in un quadro complessivo di mercato toro che riteniamo abbia una buona base razionale per continuare nei prossimi mesi.
Match gold/Goldman di settimana 40: 0-0  (cumulato 13-30).
Trading di posizione: ultimo trade chiuso il 9/9; ora restiamo fermi in attesa di segnali convincenti in entrambe le direzioni

§ § §

L’operatività è basata sui principi del Trading Money Management – TMM
Il trading di breve periodo è fatto con mini-future se non sono specificati strumenti diversi
Il trading di posizione è fatto invece esclusivamente con gli ETP elencati QUI

 

_______________________________________________________________________________________________

in evidenza:

Lo spread BTP-BUND come falso ideologico

________________________________________________________________________________________________________

Prossimo webinar: da definire – partecipazione gratuita ma occorre richiedere invito via e-mail
investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

Check Also

USA-Cina sempre protagonisti, purtroppo… #41

Linee Guida InvesPRO 2019 § § § Eventi & Mercati – settimana #41 (7 – …