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Wall Street come un videogame: ora il parco buoi fa paura #4

Eventi & Mercati – settimana #4 (25 – 29 gen)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Se il 1930/31/32 sono stati gli anni della Depressione  (US GDP 1930: -8,5%/1931: -6,4%/1932: -12,9%)
    • Se il 2009 è stato l’anno della Grande Recessione (US GDP -2,5%) …
    • … il 2020 è stato solo un anno del c…o(vid)? (US GDP -3,5%)
    • Wall Street vacilla pressata dalla rivolta del Parco Buoi e dalla visibilità intergalattica della bolla
    • I presunti asset rifugio resistono

Il fatto della settimana
Nel report scorso, e quindi in tempi non sospetti, si diceva che Wall Street è territorio di caccia senza limiti dove ormai il bull market è sempre più simboleggiato dal lupo piuttosto che dal toro.
Lunedì e martedì abbiamo raccontato dell’insurrezione del Parco Buoi per sostenere i prezzi di GameStop (GME) e di un altro manipolo di titoli coi conti disastrati ed oggetto di pesantissime vendite allo scoperto (short interest) aperte dai classici lupi di Wall Street ovvero gli hedge fund.
La guerriglia fra rialzisti (parco buoi) e ribassisti (hedge fund) ben rappresentata dalla vignetta di apertura è durata tutta la settimana e si è arricchita di nuovi sviluppi come la limitazione delle contrattazioni decise dalla piattaforma privata Robinhood e non dalla SEC!!! (incredibile …)  e le prese di posizione di esponenti del Congresso e quindi si è passati dalla cronaca finanziaria ad affare di Stato.
Al momento il parco buoi può vantare la vittoria in una battaglia epica (GME in poche settimane è passata da $6 ad un top intraday di giovedì di oltre $480 e chiusura a $325) che conta pure vittime eccellenti: Melvin Capital e Citadel.
Tuttavia la pressione degli short interest resta enorme per cui è probabile che il caos, per ora limitato a titoli marginali con infima capitalizzazione ed EPS tendenti a valori negativi, continuerà.
Intanto Wall Street assiste inebetita a questo evento-cigno nero che porta alla luce la sua vera ragion d’essere, ovvero di bisca, prima clandestina col banco che vince sempre e ora esposta al pubblico ludibrio ma col banco che continuerà a vincere, for ever and ever and ever
Una buona sintesi di questa guerriglia ce la fornisce WOLF STREET che chiude l’articolo con un suggerimento ai trader-buoi del forum Reddit-WallStreetBets: “they have to sell their shares to get out of their positions … at those insane valuations”.
   Da non perdere nemmeno questo post di Mish con tanti di spunti di riflessione, ad esempio “americani popolo di scommettitori”.
Ultima cosa e poi (forse) non ne parliamo più: il meccanismo con cui gli hedge fund creano short interest superiori al numero di azioni circolanti di un determinato titolo è illegale ma i profitti che realizzano le società di brokeraggio che prestano le azioni  per andare short – fra cui grandi nomi come Goldmann Sachs – sono tali che in un contesto di totale deregulation la SEC non controlla o non interviene (nel 2017 Trump nominò il nuovo manager, tale Clayton che ha attuato a largely deregulatory agenda). Poichè Biden ha promesso di porre qualche limite a questa deregulation potrebbe nascere il sospetto che lo “scandalo” degli short interest gonfiati (altra bolla!) su GameStop sia il risultato di un piano ben congegnato della nuova amministrazione presidenziale.
Un mese fa Clayton ha dato le dimissioni (aveva ancora un anno di mandato) e Trump ha nominato alla guida della SEC Elad L. Roisman persona molto riservata, forse troppo

Oltre a questa storia bestiale di lupi e buoi, la settimana ha regalato altri due eventi di un certo peso ma che da soli non sono ancora riusciti a far scoppiare la bolla: il FOMC di cui abbiamo già detto QUI e il dato sul GDP

GDP 2020 peggio del 2009

Rimandiamo i commenti a questo report ma impossibile non dare nel contempo una rapida occhiata al passato, ad esempio a queste parole di Harry Truman, presidente USA dal 1945 al 1953:

Nobody can ever convince me that Government can spend a dollar that it’s not got

                                                            “Nessuno potrà mai convincermi che un Governo può spendere un dollaro che non ha”
Già, Truman veniva dalla campagna, era molto concreto e infatti nel ferragosto del 1945 nuclearizzò lo stupidissimo Giappone di allora e l’anno dopo non approvò alcuna spesa per sostenere il crollo dell’economia post-bellica, e il GDP americano segnò un pesante -11,6%.
Ma grazie alla fine del gold standard stabilito prima con il Bretton Woods Agreement del 1994 (Roosvelt) e definitivamente sepolto con lo Smithsonian Agreement del 1971 (Nixon) le cose sono leggermente cambiate con la FED abilitata a creare dollari senza garanzie sottostanti – cioè dal nulla – e col continuo aumento del debito pubblico. E’ dal 1971 che finanza ed economie globali sono rette dal dollar standard.
Innegabile che grazie all’allargamento della base monetaria senza garanzie legali è stato possibile impedire al GDP americano di scendere sotto il -10% nel 2009 e 2020 ma prima o poi ci sarà un prezzo da pagare per questa interferenza che va oltre ai numeri ufficiali distorcendo l’andamento dei cicli economici.
Tutto rimandato ai posteri e il prezzo potrebbe essere la progressiva fine del dollar standard e relativa sostituzione con un nuovo standard russo-cinese.

Intanto rilassiamoci con questa foto emblematica del Washington Hotel di Bretton Woods, New Hampshire (tratta dalla collezione della Library of Congress) che ospitò i delegati che si accordarono tra l’altro per istituire il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale sotto stretta osservazione di un gregge di pecoroni, forse precursore dell’attuale Parco Buoi


Indici azionari

Wall Street
E’ il terzo venerdì consecutivo che gli indici chiudono in correzione ma questa volta sembra che non siano stati solo i daily / weekly trader a star fuori dal weekend. Comunque sempre di poca cosa si tratta e ben altro ci vorrebbe per far venire i brividi ai rialzisti. Ad esempio SP500 finchè resta sopra 3200 tutto bene anzi benissimo perchè su questi livelli torneranno forti acquisti quindi per ora e salvo eventi dirompenti il PTF AZIONARIO USA resta invariato. Tuttavia una discesa sotto 3500 sarà un primo importante campanello di allarme per rivalutare il pattern di breve.

SSE Shangai
Settimana fuori dal coro, tutta ribassista con test del bordo superiore della vecchia fascia di lateralizzazione in area 3500; tuttavia l’attuale pattern rialzista di medio periodo con origine il 3 novembre scorso resta intatto con valori sopra 3400

MIB
Settimana ribassista con cinque giorni su cinque con massimi decrescenti; ha chiuso a 21573 confermando la rottura del debolissimo supporto di area 22 mila e ora pronto al test dei 21 mila che stabilisce il confine fra il bene e il male …
Probabile che nei prossimi giorni si apra una posizione ribassista nel PTF BASE

DAX
Anche il DAX ribassista – ovvio – con la linea del Piave a 13 mila, bastano 500 punti per sfondarla, che non è poco ma nemmeno tanto

Materie prime

ORO future
Dopo l’analisi del report scorso qui basta dire che la settimana #4 è pausa totale quasi in congestione; interessante sapere che i gioiellieri indiani sono ottimisti

OIL WTI future
Proprio come l’oro, anzi peggio nel senso di piattezza, mai visto un crollo di volatilità così prolungato


Bond

BTP rendimenti decennale
Al di là della inevitabile volatilità intraday dovuta alle nostre vicende politiche la settimana ha chiuso con un rendimento praticamente identico a quella precedente

t-NOTE rendimenti decennale
Sono tornati gli acquisti ma senza esagerare comunque i rendimenti sono scesi di qualche punto base ora all’1,07%

Valute

DOLLARO USA dollar index
Una settimana intera per salire da 90 a 90,5 senza volatilità, quindi non si muove ancora nulla

EUR/USD future
Ha chiuso a 1,2149 con movimenti ridottissimi; tenere presente che l’ampia area 1,20/1,18 è forte supporto

EUR/CHF forex
Il supporto di 1,075 è stato toccato e ha resistito alimentando gli acquisti che hanno fatto segnare una chiusura a 1,08 quindi anche qui nessun segnale operativo

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I buoi inseriti nell’icona del post che compare nella home page sono stati presi da questo dipinto di Giovanni Fattori

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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