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Virus! #4

Eventi & Mercati – settimana #4 (20 – 24 gen)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

Questo report verrà aggiornato domani per qualche commento post-elettorale, a caldo

Linee Guida InvesPRO 2020

Portafogli

Trading Money Management – TMM

Settimana caratterizzata da due importantissimi non-eventi: meeting BCE soporifero (leggi quanto si diceva nel report scorso al paragrafo “Bund”) e settimana bianca a Davos per il jet set finanziario e politico dove però è dolorosamente mancato il nostro Primo Ministro, ancora turbato dalla foto in seconda fila a Berlino e costretto a presidiare le elezioni regionali.

Ciò che invece ha dato qualche motivo per vivacizzare i mercati è stata Madre Natura che si è inventata un nuovo patogeno (RNA ricombinante il cui genoma ha prodotto antigeni virali non riconoscibili dal sistema immunitario umano) in un laboratorio costituito da certi serpenti e pipistrelli di cui i cinesi (e altri orientali) – essendo notoriamente dei buongustai – ne sono ghiotti, famosa prelibatezza è ad esempio la zuppa di pipistrello che ha dato un discreto contributo anche alla diffusione della SARS nel 2003 che determinò un calo del GDP comunista di oltre l’1% .
Chi non ha dimestichezza finanziaria o non ha tempo per memorizzare certi eventi dovrebbe trovare buffo che un’epidemia in grado di compromettere le attese di vita di migliaia di umani abbia anche incrinato il trend parossistico di Wall Street con una correzione settimanale (apertura/chiusura) – udite udite! – dello 0,8%. L’ultima correzione più ampia risale alla quarta settimana dell’agosto 2019. Ben cinque mesi fa.

A guardare solo il forte incremento dei prezzi dei bond e il forte ribasso del petrolio (ricordiamo che nel febbraio/marzo 2003 perse circa il 40% per la SARS) ci si poteva immaginare che anche l’azionario avrebbe dovuto scontare significativamente un evento esogeno potenzialmente devastante per l’economia globale, ingigantito inoltre dalle incredibili misure di protezione adottate dalle autorità cinesi: un cordone sanitario immenso che trova eguali solo nella lunghezza della Muraglia e nei racconti di certa fantascienza e addirittura l’abolizione dei festeggiamenti per l’avvento dell’anno del Topo (ma sono ben strani questi cinesi, nello Zodiaco ci mettono pure animali portatori di leptospirosi e peste, se le vanno proprio a cercare…).
Invece no, nessuna correzione importante, solo una modestissima pausa di una crescita abnorme e in divenire malgrado le evidenze sulla massiva divaricazione fra fondamentali e prezzi di borsa di cui più sotto continuiamo a dare il nostro modestissimo contributo.

Pensiamo che per riportare i prezzi di WS su livelli più consoni in rapporto al GDP e EPS attesi ci voglia ben altro che un coronavirus orientale fuori standard.
E in attesa che qualcuno si accorga che battere le previsioni ribassiste degli utili societari preparate ad hoc dagli analisti non dovrebbe essere poi un gran motivo per alimentare i rialzi visto che gli utili per il 2020 saranno comunque calanti, vediamo ora qualche grafico: i primi tre presi da ZeroHedge QUI e QUI e l’ultimo fatto in casa.

1. Rapporto indice SP500/fatturato società quotate: siamo agli stessi livelli dell’inizio dello scoppio della bolla dot.com a fine XX secolo e addirittura è raddoppiato rispetto alla bolla finanziaria del 2007

2. Rapporto capitalizzazione di borsa/GDP USA: massimo storico, significativamente superiore al top del 1999

3. Confronto fra EPS (utili per azione) e indice azionario globale MSCI: dal 2004 a fine 2018 si nota una sostanziale correlazione ma dal 2019 i prezzi di borsa in forte crescita si decorrelano dagli utili sottostanti che sono calanti, e vale la pena A) rimarcare che questo comportamento non ha precedenti nel periodo considerato e B) ricordare che i prezzi di borsa dovrebbero essere fortemente influenzati dagli utili attesi e conseguiti

4. Settimanale SP500 con angoli di Fibonacci (trend line tratteggiate): fino al novembre 2017 le variazioni dei prezzi rispetto alla trend line centrale (che di fatto possiamo considerare come una retta di regressione, cioè una specie di media lineare dei prezzi) sono state contenute mentre nei due mesi successivi e nel periodo aprile/settembre 2018 sono intervenute importanti forzature rialziste seguite da marcate correzioni (nel trimestre ottobre/dicembre 2018 si è avuta una correzione del -20%). Ora lo scostamento sopra-trend ha andamento iperbolico e anche in questo caso è un fenomeno senza precedenti per ampiezza e assolutamente ingiustificato dalle prospettive di utili calanti (30% of companies with a market cap over $10 billion have already reported negative earnings growth…) e da un’economia globale stabile ma con rischi al ribasso ancora ben presenti. Chi obietta che l’economia USA è forte e per nulla vicina alla recessione dovrebbe anche spiegare perchè allora la stima EPS 2020 è inferiore al 2019

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Fra le curiosità attese per la prossima settimana ci limitiamo ad evidenziarne tre:
– le nostre elezioni regionali, che potrebbero far crescere il rischio-Paese percepito dai mercati
– i lavori di costruzione in sei giorni di un nuovo ospedale cinese (facile notare qualche similitudine con la Genesi…) al momento si nota un movimento terra spettacolare che evoca scenari qui indicibili ma una domanda per la serie “a pensar male…” ce la vogliamo porre: il nuovo ospedale sarà corredato anche da un inceneritore funerario? (che entrerebbe in funzione ben prima del nosocomio, magari fra sei giorni… se così fosse significherebbe che il governo cinese prevede migliaia di decessi)
quanto gli algoritmi sosterranno ancora la bolla azionaria visto che l’epidemia cinese già ora è oggettivamente causa di una revisione del GDP cinese 2020 ben sotto il 6% e sarà anche motivo di revisione al ribasso degli utili 2020 di molte società quotate? Il calo del 10% del WTI negli ultimi quattro giorni e del 7% del rame negli ultimi sei giorni, unitamente alla forte risalita dei prezzi dei bond non dovrebbero tranquillizzare i perma-bull e gli ultimi scommettitori entrati nel parco “Tori & Buoi”

ITALIA
MIB (indice)
Resta in congestione nella stretta fascia 24200/23500 in atto ormai da un mese e mezzo. Ha chiuso a 23969.
Primo supporto importante in area 22700. Sulla base delle considerazioni sopra esposte (oltre a quelle riportate nei report precedenti) le probabilità di una prosecuzione duratura del trend rialzista sono da considerare molto scarse mentre aumentano quelle di una forte correzione a breve. Domani ci sarà un’apertura in gap down a prescindere dal risultato delle regionali. Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo con SP500, entreremo anche col MIB in se si creasse una qualche decorrelazione strutturale con SP500

BTP decennale (future marzo)
Settimana nettamente rialzista grazie agli acquisti generalizzati dei mercati di bond sovrani, sia ad alto rating che ad alto rendimento, praticamente tutti…
Ha chiuso a 144,47 appena sopra al doppio massimo novembre/dicembre 2019. Se l’Emilia Romagna rimanesse a chi l’ha governata negli ultimi sessant’anni ci aspettiamo un sostanzioso breakout rialzista. Nel caso opposto i prezzi rientreranno nella fascia di lateralizzazione 141,5 /144,5 (iniziata nel novembre scorso). Grafico
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ATTENZIONE
L’investitore tradizionale deve fare un bagno di realismo e accettare che anche i titoli di Stato italiani non offrono più rendimenti reali positivi per cui comprare BTP significa solo assumere posizioni speculative al rialzo.
L’incremento di capitale derivante dall’incasso delle cedole è solo teorico in quanto la tassazione e le spese bancarie tendono ad azzerare gli introiti.
I fondi pensione “garantiti” e i fondi obbligazionari puri ora sono completamente in balìa della volatilità, dei costi opachi e delle (in)capacità dei manager gestionali, esattamente come i fondi che trattano l’azionario.
Stabilito che l’acquisto di BTP da parte di un privato per ottenere un rendimento reale positivo dalle cedole è prospettiva vana e quindi comportamento errato, ne deriva che questa operatività ha sempre senso ma è da intendersi unicamente come posizionamento rialzista finalizzato ad ottenere un guadagno in conto capitale. Esattamente come l’investimento in azioni. E per ottenere questo risultato occorre che i titoli acquistati:
1.  incrementino il loro valore
2. vengano venduti in guadagno e obbligatoriamente prima della scadenza
Tenere i titoli fino a scadenza significa quasi sempre regalare soldi alla banca, ottenere un rendimento reale negativo e per quelli con scadenze lontane (oltre i cinque anni) ci si assume anche un maggior rischio di ristrutturazione del debito pubblico (il possibile ricorso al MES da parte del governo comporta inevitabilmente l’applicazione delle Clausole di Azione Collettiva da parte degli investitori istituzionali) e quindi di perdita.

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EUROPA
DAX (indice)
Continua a presentare velleità rialziste rimanendo abbarbicato all’area top 13500 avendo chiuso a 13564. Tuttavia occorre notare che la chiusura dell’indice ha preceduto di un soffio venerdì l’inizio del selloff dei future di Wall Street che a partire grosso modo dalle h. 17.00 hanno perso mediamente l’1% dopo un inizio di giornata come al solito scoppiettante, trainante e di fatto carogna per gli indici europei. Grafico

BUND 10yr (future marzo)
Decollato. Ha chiuso sulla forza a 137,28 e ora si trova nel pieno della fase iniziale ascendente di un nuovo ciclo mensile. In questa fase storica con Wall Street sempre più vicina allo scoppio della bolla è meglio non darsi dei target rialzisti, potrebbe anche superare i massimi 2019Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo col t-note, entreremo anche col bund se si creasse una qualche decorrelazione strutturale col t-note 

EURO (future marzo)
Il nuovo ciclo mensile iniziato il 10 gennaio continua a procedere al ribasso essendo nella sua fase terminale che porterà a concomitante chiusura anche il bimestrale (iniziato il 29/11/19) e il quadrimestrale (1/10/19). Il cross ha chiuso a 1,1058 ormai vicinissimo al bottom 2019 di 1,1014 corrispondente alla partenza del quadrimestrale.
Questo per quanto riguarda l’andamento del future marzo ma se guardassimo il grafico giornaliero del future continuo avremmo target ben diversi: il bottom 2019 e partenza del quadrimestrale si trova a 1,089. La sostanza non cambia, al momento i mercati comprano dollari come asset rifugio e il cross non accenna ad arrestare il ribasso. Ma cavillosamente l’analisi ciclica sul marzo vede al momento un quadrimestrale lateral ribassista mentre sul future continuo il ciclo è da considerarsi al momento ancora lateral rialzista. Quindi solo una precisazione formale. Grafico

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USA / Materie prime
SP500 (future marzo)
Settimana contrastata (e già questa è una novità…) e quasi laterale compresa fra il top storico a 3337 toccato due volte (doppio massimo di brevissimo) e 3300. Ma venerdì qualcosa è cambiato: i big trader hanno aspettato la chiusura dell’Europa e poi hanno iniziato a prender profitto facendo chiudere a 3291 ma con minimo intraday a 3280, livello questo corrispondente alla fase di accumulo creatasi fra il 9 e il 15 gennaio che di conseguenza costituisce supporto di brevissimo, e infatti gli algoritmi l’hanno riconosciuta determinando un vistoso pullback intraday fra le h. 20.00 e 22.00 (i future chiudono alle 23.00).
Lo sfondamento confermato di 3280 sarà sinonimo di indebolimento dell’alta pressione che alimenta la bolla mentre il superamento confermato del doppio massimo dovrebbe essere un buon motivo per le persone normali che investono i propri risparmi sull’azionario per procedere alla liquidazione immediata e in guadagno di almeno la metà delle posizioni. Grafico
Portafoglio Base: siamo aperti con una posizione tattica ribassista Xtrackers S&P500 -1x  sempre in perdita ma non si è ancora verificata la condizione prevista dalla CAP per la chiusura in stoploss
Portafoglio Hedged: siamo aperti con Boost S&P500 3x Long e put vertical spread

t-Note 10yr (future marzo)
Settimana fortemente rialzista. Il 24 dicembre è iniziato il ciclo mensile corrente e ora si trova nella sua fase secondaria ascendente con un andamento complesso e con una durata presunta ben superiore alle 25 giornate di negoziazione. Sarà sicuramente un ciclo rialzista (minimo di chiusura nettamente superiore a quello di inizio). Al momento non siamo in grado di individuare un top ciclico credibile.
Area 128 è sempre supporto fondamentale la cui rottura confermata potrebbe essere anche conseguenza di dichiarazioni inattese da parte della FED. Grafico
Portafoglio Base: siamo aperti con Boost Us Treasuries 10y 3x Long

PETROLIO WTI (future marzo)
Settimana disastrosa con chiusura a 54,20. E pensare che il buon Trump in qualità di mandante della terminazione del generale iraniano aveva dato un discreto aiuto al comparto con un rialzo appena sopra 65$. Ergo: dal top annuale siamo sotto del 17%. Nel 2003 causa SARS la correzione è stata di circa il 40%. Oggi lo stesso crollo porterebbe il prezzo a 39. Questi conteggi solo per curiosità. Ma se già nel 2019 il fallimento di molte piccole società estrattive USA di shale oil è cresciuto rispetto al 2018, difficile immaginare le conseguenze di una discesa prolungata sotto i 50 e figuriamoci sotto i 40. Grafico
Portafoglio Base: la posizione è stata chiusa come previsto dalla CAP (ma il ptf verrà aggiornato a fine mese)

ORO (future febbraio)
Settimana in rafforzamento con chiusura a 1570 e quindi senza entrare ancora in fase di test per il superamento della psico-area 1600 ma la probabilità di vedere nuovi massimi già settimana prossima è elevata. Grafico
Portafoglio Base: 
siamo aperti con Boost Gold 3x Long

RAME (future marzo)
Ciclo mensile corrente in fase terminale iniziato il 7 gennaio come secondo tempo del bimestrale iniziato il 4 dicembre. Il top ciclico/annuale è a 2,87 e con la chiusura settimanale a 2,68 sui minimi assoluti di periodo il primo target di chiusura è 2,60 e il secondo in area 2,50 dove si trova un forte supporto e dove si chiuderebbe anche un ciclo semi-annuale. Il rame è un buon indicatore anticipatorio dell’economia globale più affidabile del petrolio. Grafico

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ASIA
CINA SSE
Contrattazioni sospese per una settimana per il Capodanno del Topo (e del Virus…) riapre venerdì 31 gennaio. Dopo la forte discesa dell’aprile 2018 i prezzi hanno oscillato in un’ampia fascia lateral rialzista con ampi trend interni. Il ciclo bimestrale iniziato ai primi del dicembre 2019 è nella fase terminale che presenta al momento una discesa del 5% dal top ciclico. Grafico

GIAPPONE NIKKEI
Al momento il grafico giornaliero presenta un doppio massimo recente dicembre/gennaio appena sopra area 24000 e il ciclo mensile iniziato il 3 gennaio è in fase terminale con concomitante chiusura del bimestrale partito all’inizio del dicembre 2019. Probabile una chiusura neutrale in area 23000 dove è collocato un forte supporto con conseguente ulteriore ribasso nei prossimi giorni di almeno due punti percentuali. Grafico

 

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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