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Vertical Spread

Descrizione

Schema tattico (posizione)
Acquisto di put (o call) generalmente con strike vicino at the money (near ATM) e contemporanea vendita di un’altra put (o call) più out the money (OTM) rispetto alla prima, entrambe con identica scadenza. Spesso si aprono spread anche molto lontani perchè costano pochissimo e talvolta si aprono spread già in the money (ITM). L’opzione acquistata la chiamiamo pilastro e quella venduta spalla.  Questa è una posizione interamente coperta che comporta un addebito in quanto il pilastro presenta sempre un premio maggiore rispetto a quello della spalla per cui l’incasso della spalla non copre interamente il costo del pilastro. Il vertical spread può essere costruito indifferentemente con call o put in base alla strategia che il trader vuole adottare. Il vertical spread è una posizione che comporta sempre un costo iniziale (spread a debito).
Esempio: con sottostante mini-future SP500 marzo 2017 che prezza 2.265 si monta un put spread a debito (costa 142$ vedi tabella sotto alla voce Premium Paid) con pilastro 2250 e spalla 2240 scadenza 17/3/2017

Strategia (scenario atteso di mercato)
Montare un vertical spread significa adottare una strategia direzionale nei confronti del sottostante: il trader ribassista aprirà un put spread mentre il rialzista aprirà un call spread. Il vertical put spread dell’esempio precedente è una posizione ribassista.

Analisi

Guadagno
A differenza di un trader tradizionale che può attendersi dalla posizione aperta con strumenti diversi dalle opzioni (es. future) un guadagno teoricamente illimitato, l’opzionista che opera col vertical spread può attendersi solo un guadagno massimo limitato. Il guadagno massimo è dato dalla differenza fra il costo iniziale sostenuto per l’apertura della posizione e l’incasso che si avrà a scadenza qualora tutto lo spread finisca in the money (ITM).
La liquidazione totale dello spread prima della scadenza (cioè chiusura anticipata della posizione) può generare un guadagno solo se l’incasso conseguente sarà superiore al costo iniziale. Ricordare che la liquidazione anticipata genera un guadagno solo in determinate condizioni di mercato e in ogni caso l’eventuale guadagno rappresenta sempre una modesta frazione del guadagno massimo teorico.
Il guadagno massimo si consegue solo a scadenza con pilastro e spalla ITM. Nell’esempio del put spread il guadagno massimo è di 7,17 punti (vedi tabella sotto alla voce Maximum Return) corrispondenti a 358$.
Però qualora il trader lasciasse scadere la posizione e solo il pilastro risultasse ITM allora non si potrebbe mai ottenere il guadagno massimo: nella migliore delle ipotesi si potrebbe avere un guadagno parziale (rispetto al massimo teorico) solo se il pilastro finisse ITM per un’ampiezza tale da generare a scadenza un incasso (vedi Nota 2 sottostante) superiore al costo iniziale. Il pilastro finito ITM genera sempre un incasso (Nota 2) a scadenza con accredito sul conto il giorno del regolamento. La spalla finita OTM invece scade a valore zero.
Se l’andamento di mercato risultasse in linea con la strategia adottata e di conseguenza il vertical spread finisse anche profondamente ITM, il guadagno massimo resta sempre limitato in quanto il guadagno teoricamente illimitato del pilastro è sterilizzato dalla perdita teoricamente illimitata della spalla, cioè: per valori di sottostante superiori allo strike della spalla il vertical spread genera contemporaneamente guadagni del pilastro e perdite della spalla in egual misura tali da annullarsi.
Nota 1: alcuni trader preferiscono accontentarsi di un guadagno teorico limitato perchè un vertical spread può essere “dimenticato” fino al momento della scadenza senza richiedere interventi di money management o aggiustamenti di varia natura in quanto il costo iniziale sostenuto rappresenta il massimo rischio del trader, per cui il vertical spread “dimenticato” può essere considerato una scommessa al pari dell’acquisto di un biglietto della lotteria; il trader tradizionale invece per operare correttamente dovrebbe gestire la posizione con stop-loss e stop-profit; malgrado possa essere dimenticato, almeno pochi minuti prima della scadenza l’opzionista deve obbligatoriamente monitorare la posizione per capire se il vertical spread è interamente ITM o OTM oppure se è entrato solo parzialmente ITM; nei primi due casi non si deve fare nulla mentre nel caso di ITM parziale occorre intervenire immediatamente qualora l’opzione preveda l’assegnazione di un future
Nota 2: entrata parziale ITM significa che solo il pilastro scade ITM; le opzioni negoziate al CME hanno tutte come sottostante un future per cui a scadenza le opzioni ITM non generano di fatto un incasso ma determinano l’assegnazione del future sottostante: un pilastro call ITM verrà convertito il giorno del regolamento con un future rialzista (long) e un pilatro put ITM verrà convertito con un future ribassista (short); l’opzionista deve assolutamente impedire che possa verificarsi questa conversione (cioè assegnazione) per i rischi che comporta; l’unico modo per contrastare questo automatismo e tagliare ogni rischio è l’apertura immediata di una posizione in future uguale per quantità e contraria per segno: così facendo l’assegnazione dei future da parte del broker che avviene sempre di lunedì ad un’ora imprecisata per le opzioni che scadono di venerdì (da questa tempistica si dovrebbe capire quali rischi potenzialmente enormi si possono correre) trova già nel conto dell’opzionista future di segno contrario che si estinguono automaticamente. Esempio: il vertical put spread 2250/2240 scade di venerdì alle h. 14.30 e il mini-future SP500 alle 14.30 prezza 2245 per cui il pilastro risulta ITM e la spalla finisce OTM; il lunedì successivo il broker immetterà nel conto dell’opzionista un future short al prezzo di carico uguale allo strike del pilastro cioè 2250; quindi alle 14.30 di venerdì l’opzionista si trova in guadagno di 5 punti (250$) sul future ma ovviamente non può sapere cosa varrà lo stesso future il lunedì al momento dell’assegnazione (se valesse 2300 avrebbe una perdita di 2500$) per cui appena battute le h. 14.30 l’opzionista – sapendo che verrà assegnato con future short – comprerà subito un future (long) assumendo una posizione rialzista temporanea; supponendo che il prezzo di carico del future long sia 2244, il lunedì ricevendo un future short a 2250 avrà una compensazione automatica fra i due future pari alla differenza dei due prezzi carico che in questo caso consiste in un accredito di 6 punti (300$); poichè lo spread è costato 142$ (vedi tabella sotto alla voce Premium Paid) il guadagno netto è di 158$; se invece il future long compensativo fosse stato comprato malamente per un ritardo supponiamo a 2253, il risultato contabile del regolamento si traduce in una perdita di 3 punti (150$)
 che va ad aggiungersi al costo iniziale (perdita complessiva di 292$) e da qui si dovrebbe comprendere l’importanza del non perdere tempo per prendere posizione col future compensativo

Perdita
La perdita massima per un vertical spread che scade interamente OTM è pari al costo iniziale; un vertical spread che scade invece parzialmente ITM può generare una perdita inferiore al costo iniziale che dipende unicamente dal prezzo di carico del future compensativo che si compra/vende al momento della scadenza come spiegato nella Nota 2 precedente.
Esempio: il put spread dell’esempio è costato 142$ (vedi tabella sotto alla voce Premium Paid) e 142$ è la massima perdita in caso di spread interamente OTM; se però a scadenza il sottostante mandasse ITM il pilastro e l’opzionista comprasse il future compensativo  a 2248, il regolamento del lunedì comporterà un accredito di 2 punti (100$) riducendo così la perdita a 42$ 

Punto di pareggio
Il punto di pareggio (break even) è desumibile dal grafico o da un semplice calcolo aritmetico ma resta fondamentalmente un concetto e non un target operativo. In generale l’opzionista quando ritiene che la posizione sia seriamente minacciata non opera mai per raggiungere un break even ma pensa solo a difendere la posizione e a recuperare il denaro speso per la difesa e il mancato guadagno. Nel caso del vertical spread l’atteggiamento mentale e comportamenti conseguenti possono essere radicalmente diversi rispetto ad una posizione scoperta minacciata ma non è questa la sede per entrare nel merito

Gestione del rischio
Nella precedente Nota 2 è riportata l’essenza della gestione del vero rischio di un vertical spread ovvero finire parzialmente ITM e restare passivi inconsapevoli di quello che può capitare al momento del regolamento.
La gestione del rischio intesa come aggiustamenti da effettuarsi per ridurre/annullare il costo iniziale non può altro che comportare l’apertura di nuove posizioni obbligatoriamente scoperte e che ovviamente trasformano la natura del vertical spread apportando rischi nuovi e diversi descritti in altre schede.
C’è però un’altra situazione che all’opposto comporta il rischio di veder sfumare con l’avvicinarsi della scadenza un guadagno massimo teoricamente già raggiunto durante la vita della posizione.
Esempio: supponiamo che il put spread dell’esempio a dieci giorni dalla scadenza sia interamente e ampiamente ITM per cui il trader spera che la sua strategia ribassista e schema tattico risultino vincenti al massimo grado; tuttavia il sottostante potrebbe iniziare un’inversione di tendenza e vanificare in toto le speranze; l’opzionista in determinate condizioni potrebbe intervenire per rendere matematica già prima della scadenza una quota di guadagno assumendo una posizione contraria (in questo caso rialzista); l’unica condizione di mercato favorevole per l’apertura di una contro-posizione (che chiamiamo contro-spread assicurativo) si verifica quando il put spread è ITM “abbastanza” profondamente in modo che l’apertura di un contro-spread rialzista (call spread in questo esempio) abbia un costo sufficientemente piccolo da generare un guadagno complessivo matematico prima della scadenza; supponendo che il contro-spread rialzista venga aperto con sottostante a 2225 e che tale call spread “2240 pilastro/2250 spalla” costi 3 punti (150$) allora possiamo dimenticare completamente la posizione (anche a scadenza e quindi ignorando la Nota 2) sapendo che questa posizione in doppio spread genera matematicamente un guadagno minimo di 358 – 150 = 208$; ma se addirittura a scadenza il sottostante avesse un prezzo compreso fra 2250 e 2240 potrebbe generare un guadagno aggiuntivo e soprattutto il trader è assolutamente esentato dall’apertura a scadenza di future compensativi perchè già una posizione costruita in questo modo (spread e contro-spread con identici strike) è auto-compensativa per quanto riguarda l’assegnazione dei future al momento del regolamento.

Greche

Delta (variazione prezzi sottostante)
Dalla lettura di quanto sopra dovrebbe essere evidente quanto la posizione risenta ampiamente delle variazioni di prezzo del sottostante

Gamma (velocità di variazione)
Per semplicità pratica (qui non si vuole fare accademia) diciamo che il gamma è completamente ininfluente per l’operatività di un’opzionista privato

Teta (tempo residuo)
Il trascorrere del tempo non dà nessun vantaggio o svantaggio alla posizione

Vega (volatilità)
Per semplicità pratica (qui non si vuole fare accademia) diciamo che anche la volatilità è completamente ininfluente per l’operatività di un’opzionista privato

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Esempio pratico:  il 18/1/2017 si apre un vertical put spread a debito, sottostante mini-future SP500 marzo, scadenza 17/3/17 h. 14.30, pilastro put 2250, spalla put 2240; costo 142 $

 

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