Home / Analisi mercati / Tutti pazzi per la UE: vive la France! #21

Tutti pazzi per la UE: vive la France! #21

    • Eventi & Mercati – settimana #21 (24 – 28 mag)

      Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

        • USA: inflazione su (da paura), reddito pro-capite giù (da spavento)
        • AZIONARIO:  Wall Street sale poco convinta e l’Europa passa in testa
        • RENDIMENTI BOND: in calo grazie alla FED che non aumenterà i tassi a breve malgrado l’inflazione crescente
        • MATERIE PRIME: sostanzialmente rientrate nella loro volatilità storica
        • MATERIE SECONDE: l’oro ringrazia e raggiunge quota 1900

Europa
Riportiamo l’ennesimo esempio di quanto i mercati azionari siano decorrelati dai fondamentali economici di quest’ultimo anno: il CAC francese.
Sappiamo che l’apparente irrazionalità conseguente a questa decorrelazione (cioè la bolla) è frutto soprattutto della pioggia di denari elettronici che continuano ad esondare nell’industria finanziaria (grazie al QE e tassi azzerati) e delle dinamiche speculative mediate dai sistemi di trading che funzionano in totale autonomia con logiche algoritmiche e che influenzano con immediatezza la maggior parte degli indici internazionali.

Giovedì la Francia, seconda potenza economica europea dopo la Germania, ha comunicato il PIL (PIB, produit intérieur brut) del primo trimestre 2021: -0,1% peggiore delle stime, quindi è in recessione tecnica con prospettive reali dei comparti trainanti piuttosto fosche.

Notare che fino al 2019 le variazioni sono state contenute come è nell’ordine normale delle cose ma poi è successo qualcosa di straordinario – il covid e paure collegate – che ha destabilizzato lo status quo al pari di una nuova guerra mondiale. E altrettanto calanti sono le esportazioni e il potere d’acquisto delle persone (RDB, revenu disponible brut).
Quindi non si può certo dire che l’economia francese sia in buona salute, anzi … e l’indice azionario, invece di esprimere incertezze sul futuro magari con una fase di ampia lateralizzazione tipo quella riscontrabile sullo SSE cinese, è in continua crescita iperbolica dal marzo 2020.

Quindi per l’azionario si sta vivendo nel migliore dei mondi possibile tant’è che anche questa settimana si sono visti continui ritocchi dei massimi, ora praticamente a ridosso del top assoluto di inizio millennio quindi al culmine della bolla internet (dot.com).

Vediamo altri due indici, DAX e MIB
Negli ultimi vent’anni il DAX ha triplicato riflettendo in pieno la forza economica tedesca ma notare l’andamento dell’ultimo anno: assolutamente iperbolico malgrado una ripresa economica asfittica; ma grazie alle politiche BCE e alle attese per la prossima inondazione di denaro proveniente dalla UE (recovery plan) i big trader hanno continuato a gonfiare i prezzi dei titoli.
Notare qui sotto le previsioni di Trading Economics, incluse pure quelle del DAX che risulta sempre in calo nei prossimi 12 mesi. Non viene da pensare che siamo veramente in bolla?

Invece l’Italia (Stato più corrotto & mafioso del G20 e con la più elevata evasione fiscale) sconta una pesantissima sotto-performance del MIB da inizio millennio mentre nell’ultimo anno mostra un buon rialzo come gli altri indici europei (grazie sempre alla BCE e alla UE).

Morale: sul lungo periodo i mercati azionari hanno tenuto conto dell’andamento economico, della rischiosità del debito pubblico e della affidabilità della politica di Francia, Germania e Italia ma nell’ultimo anno la crescita rilevante degli indici è da considerarsi una prevalente forzatura della BCE e della UE (e negli USA, della FED e del Congresso).

USA
Settimana interessante perchè imbarazzante grazie ai numeri degli indicatori economici sorprendenti e contradditori per certi aspetti. Gradita sorpresa è stata anche l’esternazione di Biden di chiedere al Congresso un nuovo piano di aiuti per 6 mila miliardi per il 2022, praticamente un’altra carotona per convincere i big trader che si può espandere ancora di più questa magnifica bolla secolare.
In estrema sintesi: mentre le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione continuano a scendere e la previsione per il GDP del II trimestre è del 9/10% (il dato provvisorio relativo al I trim. è 6,4%),  gli ordini dell’industria di aprile tornano in negativo, le spese personali sono cresciute ad aprile pochissimo (+0,5%) e il reddito pro-capite (personal income) evidenzia un crollo storico del -13%
Questo proprio nessuno se lo aspettava, anche i numeri sono impazziti.
Il tutto sotto l’alone di un’inflazione crescente: il CPE anno/anno (Core Personal Consumption Expenditure Price Index) che misura i prezzi al consumo ha superato le stime attestandosi al 3,1%.
Da chiedersi: come interpretare questi dati? segnalano un reale rafforzamento dell’economia USA?

Forse qualche dubbio comincia a farsi strada in un numero sempre più ampio di big trader tant’è  che Wall Street questa settimana ha continuato a mantenersi vicino ai massimi con movimenti dei prezzi molto contenuti che riportano la volatilità vicino ai minimi annuali, ma con altri 6 mila miliardi a pioggia come si possono trasformare i dubbi in paura e panico?

Indici azionari

USA future
I triangoli orizzontali evidenziati nel report scorso sono stati sostituiti da triangoli rialzisti grazie alla salita degli indici; tuttavia a differenza degli indici europei non c’è stata alcuna forzatura per segnare nuovi top annuali

SSE Shanghai
3601: dopo la bull trap della settimana precedente mercoledì si è materializzata un’impennata che ha confermato la rottura del recente laterale proiettando l’indice verso il top annuale in area 3710

MIB
25169: continua la positività con nuovo top venerdì a 25186; se l’indice si mantenesse stabilmente sopra 25 mila si può azzardare uno scenario di continuazione rialzista di almeno altri 2 mila punti nel breve/medio periodo

DAX
15520: ora è a contatto col top annuale e storico, che dire? aspettiamo la partenza di un nuovo missile o di un altro mini-storno. Ma con l’aria che tira non si capisce proprio da dovrebbe arrivare la tegola che fa precipitare i mercati

Materie prime

ORO future
1906: il ribasso agosto 2020/marzo 2021 di 400 punti/dollari al momento è ritracciato al 50% esatto; la tendenza di breve resta nettamente rialzista con un primo target in area 1950/1960; questo rialzo è al momento sostenuto da tre fattori: dollaro debole, inflazione in crescita e promessa della FED di non rialzare i tassi a breve; interessante il COT e l’analisi di Mish

OIL WTI future
66,3: buon rialzo settimanale che riporta la quotazione sui massimi annuali grazie ad un calo delle scorte e a nuove tensioni alimentate dall’Iran relativamente alla questione dell’uranio arricchito; tecnicamente il grafico giornaliero è identico a quello di molti indici azionari

Bond

BTP rendimenti decennale
0,91%: settimana in netto calo ma l’uptrend in atto dal febbraio scorso resta per ora inviolato

t-NOTE rendimenti decennale
1,58%: lieve calo malgrado il dato sull’inflazione, quindi sempre dentro al laterale 1,5/1,7%

Valute

DOLLARO USA dollar index
90,04: valore invariato da una settimana all’altra ma la volatilità intra-week è cresciuta; martedì/mercoledì si è avuto un doppio minimo a 89,60 e venerdì il dato del CPE ha fatto impennare fino a 90,40 ma poi il focherello è stato subito spento; probabile che il supporto 89/90 si sia rafforzato; interessante questa lettura sulla volontà di Powell e Biden/Yellen di mantenere debole il dollaro a lungo

EUR/USD future
1,2197: discorso esattamente opposto per il cross con un nuovo doppio massimo a 1,2265 e bottom venerdì a 1,2140; il trend da inizio aprile resta nettamente rialzista

§ § §

Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

§ § §

investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

Check Also

Adesso dolore

Liliana se ne è andata mia compagna di vita devastata da un male atroce Un …