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Trading Money Management – TMM

Il Trading Money Management (TMM) è una metodologia di approccio all’investimento dinamico che richiede conoscenze, aggiornamento e attuazione di regole comportamentali.
E’ dedicato esclusivamente a chi vuole gestire in proprio il denaro da impiegare in strumenti finanziari.
Tuttavia obiettivo di questo sito è anche fornire un aiuto all’investitore a compiere scelte ragionate facilitando in una certa misura i suoi sforzi cognitivi.
Una scelta “ragionata” è un atto consapevole basato su presupposti razionali derivati dalle peculiarità di natura fondamentale e tecnica dei mercati in cui si opera. 

PREMESSA
A differenza dell’investitore tradizionale, l’investitore dinamico (trader di posizione):
non è un cassettista e quindi non lascia aperte le posizioni sine die senza logica perchè sa che ad un determinato livello di prezzo andranno chiuse, sia per limitare eventuali perdite o per trasformare dei guadagni teorici in guadagni effettivi
non affida i propri denari a gestori terzi perchè non ha sufficiente fiducia nelle competenze e onestà altrui, e soprattutto vuole avere in portafoglio solo asset e strumenti negoziabili nei mercati regolamentati con facilità e immediatezza
– ma non per questo deve ritenersi obbligato a diventare un tecnico professionista della gestione di denaro quindi non deve compiere studi e pratiche particolari; per una buona gestione personale spesso basta il buon senso supportato da un minimo di conoscenze riguardanti i mercati in cui si è posizionati:ad esempio se un mercato azionario cresce ininterrottamente da anni, il  buon senso dovrebbe spingere alla prudenza la quale dovrebbe tradursi con la chiusura parziale di posizioni in guadagno o con l’allocazione di nuove posizioni ma in percentuali ridotte (il concetto di “ridotte” ovviamente è del tutto soggettivo) rispetto all’intero capitale

STRUTTURA
Il TMM si svolge in ordine temporale secondo la seguente articolazione che rappresenta un percorso metodologico che guida ad investire con la massima consapevolezza e con una sufficiente capacità di controllare i rischi conseguenti a movimenti sfavorevoli delle quotazioni:

1. preparare uno scenario di mercato (es. considerare altamente probabile che nei prossimi due anni la politica monetaria della BCE esaurirà il quantitative easing ed inizierà ad aumentare i tassi)

2. ricavare dallo scenario una strategia coerente (sapendo che l’aumento dei tassi e la fine del quantitative easing avranno effetti depressivi sui prezzi dei bond la strategia che ne deriva può essere solo ribassista relativamente al mercato dei bond e rialzista su euro per il mercato valutario)

3. in base alla strategia si sceglie lo strumento finanziario idoneo (se si opera con ETF perchè sono facilmente negoziabili e consentono di partecipare in tutti i settori di mercato, per implementare una strategia ribassista si metteranno in ptf solo ETF short liquidi (cioè con frequenti negoziazioni giornaliere), ma occorrerà decidere se scegliere ETF a leva o senza leva)

4. in base allo strumento scelto se ne studia l’andamento dei prezzi guardando un grafico (a candele) settimanale a cinque anni e giornaliero a due anni per ricercare eventuali trend in corso e possibili aree di supporto e resistenza di lungo/medio/breve periodo (per nostra convenzione si considera lungo periodo: oltre un anno; medio periodo: oltre tre mesi; breve periodo: da due settimane a tre mesi)

5. in base all’analisi grafica si definisce a priori il prezzo esatto o una fascia ristretta di prezzi per:
–  aprire la posizione ed entrare a mercato
–  chiudere la posizione per limitare eventuali perdite (stop loss) qualora l’andamento delle quotazioni risultasse sfavorevole OPPURE
–  chiudere la posizione per limitare l’annullamento di eventuali guadagni teorici (stop profit) qualora l’andamento delle quotazioni, essendo risultato
favorevole per un certo periodo, raggiunga un livello ritenuto insuperabile (target, corrispondente di solito ad un’area di resistenza/supporto) o inizi una fase
correttiva, ricordarsi SEMPRE questa regola di buon senso:
una posizione in guadagno va sempre chiusa in guadagno, piccolo a piacere ma sempre in guadagno

6. Il momento più opportuno per aprire una posizione è spesso indicato come timing ma in realtà per gli asset finanziari e per alcune materie prime il fattore tempo non  ha alcuna importanza, è invece un dato livello di prezzo che ha implicazioni decisionali (trigger). Il prezzo trigger di apertura deve essere stabilito per via razionale secondo una o più modalità di approccio; con questo si vuol dire che un investitore, per non essere allo stesso tempo anche uno scommettitore, dopo aver definito lo scenario di mercato e scelti strategia e strumento, deve obbligatoriamente ricorrere all’analisi grafica per decidere il prezzo di apertura. Per molte materie prime oltre al prezzo occorre definire anche in quale periodo dell’anno aprire la posizione per adeguarsi alla stagionalità.
L’analisi grafica consente di evidenziare possibili aree di supporto e resistenza senza ricorrere a calcoli matematici. I supporti e resistenze sono i parametri fondamentali a cui riferirsi per aprire e chiudere le posizioni.

7. lo stop loss può essere predefinito come percentuale massima di perdita sopportabile (se accetto di perdere una massimo del 5% sottraggo al prezzo di carico il 5% e definisco il livello di prezzo prezzo raggiunto il quale la posizione va obbligatoriamente chiusa) o qualora l’andamento dei prezzi di mercato superi certi livelli (ad esempio rotture di supporti/resistenze/linee di trend) sempre definiti a priori durante lo studio dei grafici

8. la definizione dello stop profit è invece una procedura complessa che deve essere compresa e applicata obbligatoriamente se si vuole evitare che un guadagno teorico prima svanisca e poi si trasformi in perdita. Ci sono due categorie di stop profit:
– la prima prevede la chiusura totale o parziale della posizione se viene raggiunto quella soglia di prezzo che si ritiene insuperabile e che pertanto si considera il target di guadagno massimo della posizione (per convenzione interna chiamiamo questo prezzo take profit); questo comportamento è molto difficile da mettere in atto per le implicazioni psicologiche e non per fattori tecnici: normalmente l’investitore tradizionale non chiude mai una posizione appena questa procura un guadagno significativo sia perchè non ha idea di cosa sia un supporto o una resistenza, sia soprattutto perchè entra in uno stato emozionale dove prevale la speranza di guadagnare sempre di più e dove l’avidità impedisce di accontentarsi secondo il detto del “meglio poco e subito“.  Il trader di posizione – che pur avendo conoscenze e un approccio metodologico è sempre essere umano – per evitare di uscire completamento dal mercato col timore quindi di aver sbagliato timing può semplicemente chiudere metà della posizione sul livello del primo take profit e definire un nuovo take profit per la chiusura dell’altra metà della posizione qualora il guadagno continuasse ad incrementare. Se invece le quotazioni di mercato iniziassero a correggere e il guadagno della posizione residua a diminuire, potrà sempre chiudere questa posizione residua al prezzo di carico (punto di pareggio o break even) o ad un prezzo intermedio fra il break even e il take profi (per convenzione interna chiamiamo questo nuovo livello di chiusura trailing stop) assicurandosi un altro guadagno
– la seconda categoria di stop profit è appunto il trailing stop. Si supponga che la posizione vada in buon guadagno e si avvicini al take profit senza raggiungerlo e poi le quotazioni inizino a correggere riducendo immediatamente i guadagni: poichè nessuno conosce il futuro nulla vieta di pensare che la correzione in atto possa spingersi fino allo stop loss con grande disappunto di chi già sperava di ottenere il massimo guadagno una volta raggiunto il take profit. Proprio per ovviare a questa sgraditissima eventualità l’investitore-trader deve ancora una volta predefinire dei livelli intermedi di stop profit, cioè i trailing stop, per garantirsi un’uscita senza perdite.

9. In pratica la definizione dei trailing stop si fa così:
– una volta aperta la posizione (supponiamo: prezzo di carico 100, take profit 115 e stop loss 95) si definisce l’incremento necessario di prezzo per fissare il primo trailing stop; supponiamo che questo incremento sia +4 per cui al raggiungimento di 104 si annulla lo stop loss e si porta il prezzo di chiusura al break even cioè a 100. Così facendo si potrà chiudere la posizione senza perdite in caso di correzione. Supponendo che l’andamento favorevole di mercato porti la quotazione a 108: ancora una volta verrà annullato lo stop messo sul break even e fissato un nuovo livello di trailing stop, ad esempio a 103. In questo caso l’eventuale correzione consentirà di chiudere la posizione con un guadagno di +3. Notare quindi che solo il primo trailing è definito a priori (cioè quello che annulla lo stop loss portando la chiusura al break even) e che i successivi vengono fissati solo quando i guadagni teorici aumentano e soprattutto che il trailing stop è sempre più basso del prezzo di mercato che ne determina l’implementazione. Trailing significa spostarsi a seconda del mercato, più dinamici di così…

IN SINTESI
– Il TMM consente all’investitore dinamico che intende gestire personalmente il suo patrimonio di avere un approccio da trader di posizione e quindi di contenere le eventuali perdite e di assicurarsi dei guadagni anche in caso di correzione del mercato.
– L’investitore/trader di posizione deve monitorare con regolarità i prezzi per l’apertura e chiusura delle posizioni nonchè per la definizione dei trailing stop.
– L’adozione di uno schema metodologico implica necessariamente il rispetto delle regole predefinite e l’attuazione dei comportamenti richiesti (disciplina comportamentale)
– in questo sito verranno pubblicate con periodicità variabile schede operative a titolo di esempio ma aggiornate alla situazione corrente dei mercati

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 “una posizione in guadagno va sempre chiusa in guadagno, piccolo a piacere ma sempre in guadagno

non lasciare che una piccola perdita teorica diventi una grande perdita, tagliala con lo stop loss

gli stop loss e stop profit vanno sempre rispettati con la chiusura immediata delle posizioni,
questa è disciplina comportamentale che ti aiuta a limitare i rischi