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Tensioni sull’azionario #26

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
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ITALIA/EUROPA
E’ stata una partita con due squadre in campo: UE con 27 attaccanti contro Italia con un portiere.
Probabile che la firma di Conte all’alba sia stata messa per sfinimento ma soprattutto per mantenere i buoni rapporti formali di vicinato con chi lo ha ignorato e soverchiato.
Non se l’è sentita di alzarsi per andare a coricarsi prima degli altri senza aver adempiuto al dovere di firma che avrebbe posto l’Italia in una situazione delicatissima. D’altra parte non s’è deciso nulla se non quello di rimandare a decisioni bilaterali. La Germania cercherà di fare accordi con 14 Paesi Italia esclusa e questo potrebbe essere uno dei motivi del “gradimento al 70% ” del Ministro degli Interni: Germania, Francia e Austria non potranno mandare in Italia immigrati fuorusciti “illegalmente” dai nostri confini senza il nostro consenso. Praticamente l’ennesimo fallimento di una UE che resta unita solo per una moneta comune e per certo potere impositivo ormai acquisito definitivamente da Bruxelles.
Da questo punto di vista Conte non poteva altro che subire e accettare suo malgrado le angherie degli altri che non hanno coste vicine alla Libia. D’altra parte aver concesso al governo Merkel ancora qualche mese di vita potrebbe essere una mossa a buon rendere nel momento in cui si dovranno presentare i conti pubblici e sperare che la prossima “manovra” non sia rovinosa per il potere d’acquisto delle fasce medio-basse e che si possa pure evitare l’aumento automatico dell’IVA.
Dando per scontato che la questione immigrati è sotto controllo (in un modo o nell’altro) e che sul breve non darà luogo a fratture ufficiali con la UE resta la questione conti pubblici assolutamente primaria e potenzialmente deflagrante per il nuovo governo con ripercussioni certe nei mercati finanziari, in un senso o nell’altro.
Il nuovo risorgimento italico per liberarsi dal giogo straniero resta sempre un buon soggetto per gli autori di fantascienza.

MIB
Area 21mila tiene visto che a 21200 si notano tre minimi di breve periodo. Tuttavia la facilità con cui l’indice possa essere schiacciato, oltre ad essere arcinota, è sempre materia di preoccupazione per l’investitore tradizionale e pure per il rialzista convinto, soprattutto quello si picca di fare stock picking ragionato senza disporre di informazioni “riservate” cioè da insider. Se Wall Street e il governo nostrano tenessero, allora la dèbacle con tendenza 16mila è solo rimandata (al massimo entro il 2019). E finchè tengono resta spazio per le montagne russe con possibile ritorno in area 22500
Manteniamo quanto scritto in precedenza: “… area 21300 è supporto e appena sotto se ne trova una altro a 20500 ma rotto anche questo resta area 19000 a tenere aperta la speranza che peggio di così non può essere … non si capisce cosa dovrebbe cambiare per vedere ancora il MIB splendente… a 24500″
Manteniamo sempre questa posizione:
” … il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo”
Il nuovo investitore e quello non di primo pelo ma con memoria corta guardino a quanto successo nel 2011.
Chi invece è già passato dal crollo del 2011 subendo passivamente il mercato e ora – dopo sette anni –  rivede i suoi vecchi prezzi, per favore, cerchi di non restare incastrato nuovamente e agisca da trader di posizione e non da cassettista…”
Suggerimento: day trading solo per esperti, seguire le regole del TMM 

BTP 10yr
Ancora nessun segnale punitivo dai mercati anche se qualche Paese del nord UE farebbe già pressioni su Draghi per non comprare BTP. Se questo fosse vero (si usa il condizionale solo perchè non c’è pubblico riscontro ma voci ben informate non lasciano spazio a dubbi) si capisce che l’era post-Draghi sarà assai problematica per governanti e risparmiatori. Lo spread col BUND si mantiene ancora sotto 250 e il momento in cui il nuovo governo presenterà i conti alla UE si avvicina per cui manteniamo questo avvertimento: Durante l’inevitabile contrattazione che ne seguirà potrebbero intervenire nuove recrudescenze della speculazione e delle agenzie di rating.
Manteniamo anche questa posizione:
“… se proprio si vuole avere BTP in portafoglio che almeno siano a scadenza media, col giusto compromesso fra rendimento teorico positivo e rischio default. Meglio invece non avere proprio bond bancari, quindi liquidarli e rollare su industriali o meglio su enti sovranazionali tassati come i BTP
 …”
Suggerimento: raccomandabile per l’investitore tradizionale liquidare progressivamente tutti i bond pubblici/privati italiani o aprire posizioni di protezione del capitale (hedging) con ETF short pur sapendo che in questi casi l’ETF è uno strumento assai limitato sotto vari punti di vista; d’altra parte un tradizionalista non potrebbe mai convertirsi in trader su derivati e in particolare su opzioni put con sottostante BTP

DAX
Settimana con tendenze schizofreniche: è in atto un consolidamento in area 12200 ma con oscillazioni molto ampie, a testimoniare l’incertezza imperante e il sostanziale sentiment da bicchiere mezzo vuoto. Area 11800 è sempre più vicina e sarebbe interessante se ci arrivasse di impulso in quanto darebbe la possibilità ai trading system di avviare un potente pullback senza però alcuna pretesa di inversione. Lo sfondamento di 11800 sarebbe un durissimo colpo per l’investitore tradizionale.
Suggerimento: mantenere i riabassi con le regole del TMM  e valutare un modesto reversal poco sotto 12000

BUND 10yr
Sempre acquistato e rendimento sempre in frazionale calo, ora allo 0,3%. 

Suggerimento:
solo day trading per esperti con ETF o derivati 

USA
Wall Street
Durante la settimana precedente (25/29 giugno  #25) si sono realizzati nuovi minimi periodali su tutti gli indici principali corretti di pochissimo nell’ultima seduta. Quindi grande cautela degli operatori ma soprattutto incertezza per il futuro delle transazioni commerciali visti i dazi promessi da Trump. Difficile pensare ad un immediato cambio di programma viste le incombenti elezioni di medio termine.
DJ e SP500 confermano sempre che il loro territorio di oscillazione resta saldamente compreso fra i massimi e minimi annuali.  NASDAQ e RUSSEL malgrado il recente ritracciamento si mantengono invece saldamente in un canale rialzista anche di medio periodo. Ovviamente tutti sono sempre e solo in bull market.
Per la prossima settimana assisteremo nuovamente a screzi giornalieri fra rialzisti e ribassisti giusto per prendere tempo in attesa dei prossimi meeting FOMC ma soprattutto quello di settembre.
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: day trading solo per esperti, no investimenti tradizionali cioè rialzisti e passivi (cassetta)

T-Note 10yr
Sempre nessun cambiamento sostanziale rispetto a settimana scorsa; rendimento poco sotto 2,9%.
Suggerimento: sempre liquidi ma pronti per andare al rialzo in caso di qualche nuovo storno sull’azionario

EURO
Si diceva nel report scorso: chiari segnali di fine discesa
La settimana precedente ha confermato quanto sopra essendo trascorsa per intero in congestione stretta 1,16/1,18. Probabile che la speculazione voglia prender tempo prima di implementare un nuovo trend importante, fra un mese BCE e FED si riuniranno nuovamente ma non sono attese novità rispetto alle ultime riunioni. Saranno quindi i dati sul lavoro e inflazione USA a fornire spunti operativi nonchè le questioni legate ai dazi incrociati.
Suggerimento: stare liquidi, al momento è buono solo per lo scalping

PETROLIO WTI
E’ bull market come detto anche QUI
L’attuale rialzo ha natura impulsiva e il ritocco dei massimi annuali rialimenta il trend rialzista iniziato nel 2016.
Suggerimento: seguire il rialzo sempre in trailing stop magari aiutandosi col grafico orario che mostra pattern ripetitivi delle dinamiche speculative giornaliere, utile per per definire puniti di entrata e uscita

ORO
Venerdì primo stop al downtrend sempre più vicino al target di area 1240. Da settimana prossima si dovrebbe capire se questi livelli di prezzo saranno supporto di medio periodo dando quindi il via ad un nuovo ciclo semestrale con primo target rialzista in area 1280. Invece la rottura di 1240 avrebbe come nuovo target ribassista area 1200
Suggerimento: seguire al  ribasso in trailing stop; valutare piccolo reversal su test e tenuta di area 1240 

 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

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Prossimo webinar da definire – partecipazione gratuita ma occorre richiedere invito via e-mail

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Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

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