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Teatro dell’assurdo #31

Eventi & Mercati – settimana #31 (27 – 31 lug)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

  • Sempre più evidente la distorsione fra valutazioni dell’azionario e prospettive economiche covid-dipendenti
  • Oro dopo nove anni ritocca il suo massimo storico
  • Incrementate le vendite speculative del dollaro USA
  • Cali a doppia cifra del GDP USA e UE

Settimana ricca di eventi, dati e conferme. E la distorsione fra finanza ed economia reale  (cioè Wall Street vs. Main Street) continua come pure continua l’iper-valorizzazione degli asset azionari.

Visti i crolli delle economie occidentali, considerato che la pandemia è fuori controllo in molte aree del pianeta economicamente rilevanti e visto l’andamento degli asset azionari sempre in controtendenza con l’aspettativa di una recessione lunga e distruttiva e con l’accumulo di asset rifugio, ci viene spontaneo fare un parallelismo con la drammaturgia e paragonare l’attuale situazione dei mercati finanziari al teatro dell’assurdo:
niente più logiche consequenziali (=anche con recessione prolungata azionario sempre verso nuovi massimi storici),
abbandono dei valori tradizionali (=rifiuto degli standard predefiniti di valorizzazione degli asset),
personaggi che vivono senza ideali in una società alienata dove si percepisce l’assurdità dell’esistenza (=investitori sempre più costretti a scegliere asset di dubbio valore, fortemente manipolabili e quindi altamente rischiosi)

Anche la forte rivalutazione dell’euro degli ultimi ottanta giorni non ha logiche sottostanti convincenti visto l’andamento dell’economia europea. Per capire occorre pertanto prendere in considerazione solo il dollaro che è in balìa di vendite speculative conseguenti ad interventi manipolativi di svalutazione organizzati dalla FED per dare maggior competitività all’export USA.

Solo i bond USA e l‘oro consentono all’investitore di fare allocazioni appena più ragionate:
– i primi riflettono la prospettiva che i tassi resteranno intorno allo zero per anni (e questa evidenza sostiene l’ipotesi di una recessione prolungata) oltre al fatto che sono sempre oggetto primario degli acquisti della FED per cui i prezzi del fisico e degli ETF correlati sono sui massimi storici
– l’oro, che questa settimana ha svettato appena sopra la psico-soglia di 2000 stabilendo dopo nove anni un nuovo massimo storico, è acquistato in forma “cartacea” come hedging di portafoglio dagli investitori istituzionali e a titolo speculativo dagli Hedge Fund, mentre il fisico è sicuramente comprato anche da diverse banche centrali (riserva) e dai dealer della gioielleria (speculazione); il forte incremento di prezzo è in parte dovuto anche alla svalutazione del dollaro USA.

Seguono alcune note

FOMC
Mercoledì: è stata ribadita la totale disponibilità della FED ad acquistare qualunque asset pur di sostenere il mercato azionario e mantenere azzerati i tassi per tempi lunghi, il tutto in funzione dell’andamento della pandemia. E l’azionario è tornato al centro degli acquisti ma non mancano le critiche.

Economia USA
Giovedì: è continuata l’ondata di nuovi disoccupati ed è stato certificato che il calo monstre del GDP del secondo trimestre 2020 rispetto a quello del 2019 è stato “solo” del -32,9% visto che era stimato un calo del -34% l’azionario USA è stato nuovamente comprato grazie anche ai buoni utili del settore tecnologico. Diminuisce anche il reddito pro-capite e aumentano le insolvenze per i mutui ipotecari.

Economia UE
Giovedì/venerdì: anche la (dis)Unione Europa non ha brillato con cali del GDP a doppia cifra (Q/Q).  I cali Y/Y sono stati più vistosi: Austria -12,8%; Belgio -14,5%; Germania -11,7%; Francia -13,8%; Spagna -22,1% e Italia (Little Italy) -17,3%. Mercati azionari europei meno manipolati di quelli USA per cui il pessimo dato tedesco (calo superiore alle stime) ha portato giovedì un discreto sell off ben confermato venerdì in chiusura.

COVID made in USA 
Epidemia sempre fuori controllo soprattutto negli Stati repubblicani; Trump ha provato a paventare con un tweet un posticipo delle elezioni ma le reazioni contrarie non sono mancate tant’è che dopo poche ore ha parzialmente rivisto la sua posizione.


Indici azionari

NASDAQ100
Tentativo in corso di stabilire nuovi record storici tuttavia al momento il grafico giornaliero mostra un pattern laterale di breve dove l’eventuale formazione di un triplo massimo di breve potrebbe innescare nuove prese di profitto

SP500
Anche qui è in corso un tentativo di superamento del recente massimo in area 3300 con potenziale formazione di un doppio massimo di breve in caso di insuccesso

DOW JONES
Nelle due ultime giornate si è dimostrato alquanto debole per cui permane un quadro lateral ribassista in netto contrasto con gli altri due indici maggiori

SSE
Settimana caratterizzata da un discreto pull back rialzista ma il grafico giornaliero disegna un trend ribassista di breve con tre massimi relativi e due minimi relativi decrescenti

DAX
Giovedì forte correzione in area 12300 per il dato sul PIL tedesco senza nessun recupero venerdì; importante supporto fra 11700 e 12000 la cui eventuale rottura cancellerebbe l’attuale pattern rialzista di breve

MIB
Correzione come il DAX che ha determinato una chiusura sul primo supporto di area 19000; l’eventuale discesa sotto 18000 disegnerebbe un nuovo pattern lateral ribassista di medio periodo; intanto Borsa Italiana intesa come ramo aziendale del London Stock Exchange è in vendita

 

Asset

ORO
Nuova settimana impulsiva con modeste prese di profitto in chiusura dopo aver superato per un attimo giovedì la soglia di 2000; nell’immediato potrebbe esserci uno storno significativo se proseguissero gli short covering sul dollaro

OIL WTI
Sempre inchiodato in area 40 con un accenno di prese di profitto conseguenti alla pubblicazione del PIL europeo e USA

BTP 10
Rendimenti ancora in discesa che a tratti sono scesi sotto l’1%

t-NOTE 10
Rendimenti in discesa con chiusura allo 0,54% quindi sempre più vicino al minimo storico del marzo scorso (0,50%)

DOLLARO USA
Segnato ad inizio negoziazioni di venerdì nuovo minimo a 92,5 e poi sono seguite venti ore di coperture che hanno spinto in chiusura a 93,4; nel report precedente si diceva che “il prossimo target ribassista è area 92 dove ci attendiamo lo sviluppo di una nuova guerra valutaria in particolare con l’euro“.

EUR/USD
Andamento ovviamente opposto per il cross che ha segnato venerdì mattina un massimo relativo a 1,1920 per poi chiudere a 1,1786; ricordiamo che secondo noi il superamento della psico-soglia di 1,20 dovrebbe generare reazioni e/o interventi europei in difesa del proprio export

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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