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SP500: aggiornamento #1

 

“Dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria ha scatenato la speculazione algoritmica dando un primo segnale di allerta agli investitori istituzionali che finora non hanno partecipato al crollo di inizio febbraio; questi, a differenza del passato,  potrebbero farsi più cauti con gli acquisti in questa fase correttiva e non alimentare nuove spinte rialziste avviate dalla speculazione”

“A Wall Street molti pensano che la decisione del Congresso di ridurre le tasse ed aumentare la spesa pubblica – in una fase in cui l’economia è accompagnata dalla piena occupazione – possa far crescere l’inflazione”
(Many on Wall Street think that actions by Congress to cut taxes and increase spending – at a time when the economy is already close to full employment – may lead to higher inflation)

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Al 22 u.s. 431 società quotate su 500 hanno pubblicato i bilanci del quarto trimestre 2017 da cui si evidenzia una crescita complessiva degli utili anno su anno del 14,9%. Se questo dato già molto significativo verrà confermato, sarà il sesto trimestre consecutivo di crescita (fonte). Il comparto energetico continua ad essere la componente del listino a maggior crescita

Durante il crollo di inizio mese questa tendenza di forte crescita degli utili societari era già ben evidente per cui è obbligatorio dedurre che la grande speculazione già prezzava ampiamente questo dato insieme a quello di un’ulteriore crescita degli utili 2018 sia per una crescita globale dell’economia, sia per la recentissima riforma fiscale; quindi l’attenzione era rivolta altrove e cioè verso i nuovi dati economici e del lavoro direttamente correlati con l’andamento dell’inflazione la quale a sua volta può condizionare le scelte di politica monetaria della FED in termini di aumento complessivo dei tassi per l’anno corrente.
Commenti sul crollo, cause e prospettive, sono riportati nei nostri report settimanali intermarket (QUI l’ultimo).
In questa analisi si vuole invece evidenziare due aspetti dell’andamento di SP500 significativamente difformi rispetto a situazioni analoghe di questo rialzo “secolare” iniziato nel marzo 2009

1. Uptrend parabolici e iperbolici
Guardando un grafico settimanale si nota come tutte le onde impulsive rialziste dal 2009 hanno un pattern parabolico (convessità a sinistra della curva di crescita), ovvero forte crescita iniziale e progressivo calo di forza a formare top periodali arrotondati, sintomatici di una imminente fase correttiva il più delle volte “fisiologica” cioè di natura tecnica per prese di profitto. Solo le correzioni del 2011 (tsunami Giappone) e del 2015-2016 (crash borsa cinese) potevano essere considerate come conseguenze di eventi potenzialmente capaci di porre fine al mercato toro in atto.
L‘ultima onda impulsiva iniziata nell’agosto 2017 presenta invece un pattern iperbolico dal dicembre scorso – cioè opposto a quello parabolico con convessità a destra della curva di crescita – caratterizzato da una forza in crescendo continuo fino a disegnare una sorta di verticalizzazione dei prezzi che è segno inequivocabile di un comportamento speculativo parossistico tipico delle fasi terminali di una bolla a cui segue sempre una correzione violenta e amplificata dai sistemi automatici di trading algoritmico; anche la fine di una bolla è evento potenzialmente in grado di invertire il trend rialzista secolare, come fu nel 1999 (fine bolla internet) e nel 2007 (fine bolla del credito spazzatura sub-prime)
Questo pattern difforme dai precedenti è anomalia strutturale che potrebbe significare l’inizio di una pausa prolungata del mercato toro qualora svanissero i timori di un’inflazione crescente o addirittura preludere ad un’inversione di lungo periodo in caso di stagflazione (inflazione crescente nella fase terminale del ciclo economico espansivo)

2. Crollo del 2016 
Nel gennaio e febbraio 2016 si verificò un doppio crollo con correzione più ampia di quella vista recentemente ma senza superare la soglia cruciale del -20% considerata da tutti (per convenzione) come il limite oltre il quale il mercato toro viene considerato definitivamente terminato e sostituito dal mercato orso che ha target ribassisti più ampi. Il doppio minimo 2016 risulta ben evidente sul grafico settimanale e altrettanto evidente (e per molti sorprendente) è la fortissima reazione rialzista che ne è seguita con formazione di un’onda impulsiva di grado primario e di lungo periodo terminata a 2873 lo scorso 26 gennaio.
Il crollo recente si è limitato finora a produrre un doppio minimo di brevissimo intervallato da pochi giorni e il rimbalzo conseguente non evidenzia ancora la forza reattiva del febbraio 2016. Ciò potrebbe significare che la speculazione non è ancora pronta a spingere verso nuovi massimi fintanto che un valido pretesto tecnico (doppio minimo sul settimanale che ha valenza di lungo periodo) o fondamentale (politica monetaria FED più accomodante delle previsioni, ad esempio nessun aumento dei tassi nel prossimo FOMC del 21 marzo) si concretizzi.
Anche questo attendismo è sintomo di una cautela speculativa da non sottovalutare.
Il mercato comunque è pronto a muoversi in modo “pesante” qualora i dati USA sull’economia e lavoro del 9 marzo risultassero diversi dalle stime; un indicatore chiave sarà la retribuzione media: in caso di incremento inatteso produrrà nuovi ribassi

Pattern e segnali
Dopo lo zig zag correttivo di inizio febbraio terminato il 2/9/18  a 2533 (correzione del -11,8% dal massimo di 2873 del 26/1/18) è seguita una fase di forte recupero ma da considerarsi al momento ancora come pullback (rimbalzo tecnico) e quindi come estensione temporale della correzione.
Solo la formazione di un nuovo massimo con conferma settimanale fornirà un segnale rialzista e quindi di continuazione del mercato toro in atto dal marzo 2009. Invece la rottura confermata di 2533 avrà come target primario 2298 (correzione -20%) da considerarsi inflection point cioè livello discriminante fra correzione e inversione di lungo periodo che comporta ulteriori implicazioni ribassiste e quindi fine del mercato toro

Indicatori fondamentali *
Rapporto prezzo/utili (Schiller):  33,5
Valore libro: 799
* Valori al 23/2/2018

Indicatori tecnici *
Valore di chiusura:  2747
RSI (daily, 5): neutro ma prossimo all’area di ipercomprato
Media mobile esponenziale (daily, 34):  2722 – piatta
Media mobile esponenziale (daily, 13):  2714 – in crescita e prossima al taglio della 34
* Valori al 23/2/2018

Nota
S&P 500 (SP500) è un indice azionario creato nel 1957 da Standard & Poor’s composto da 500 titoli negoziati al NYSE, AMEX e NASDAQ; è da considerarsi l’indice azionario di riferimento a livello mondiale per la sua ampia rappresentatività settoriale e per capitalizzazione dei titoli che lo costituiscono. Può essere negoziato con finalità speculativa (trading) o di protezione del portafoglio (hedging) con opzioni e future trattati al CME ; in alternativa ai derivati si può operare con ETF rialzisti/ribassisti anche a leva disponibili su Borsa Italiana o con altri strumenti finanziari strutturati generalmente meno liquidi, più costosi e talvolta meno trasparenti rispetto agli ETF

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Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

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