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Sotto il segno del Cigno Nerissimo

trump

Il Cigno Nerissimo ha avuto il nulla osta per nidificare nella Casa Bianca. Trump aveva ragione di dubitare che i sondaggi erano sbagliati o falsi e ora comincia a segnare sullo scoreboard presidenziale una vittoria straordinaria contro il Quinto Potere, l’Informazione. Media di qualsiasi genere, giornalisti, opinionisti, testimonial, Obama e sondaggisti hanno cercato – più o meno in buona fede – di condizionare gli indecisi ma si sono beccati un sonoro KO, umiliante e bruciante oltre che doloroso. Essere beccati da un cigno in effetti fa molto male.
Dal prossimo gennaio saremo sotto il segno del Cigno Nerissimo per almeno quattro anni e ciò significa QUATTRO ANNI DI VOLATILITA’ CRESCENTE.
Con il crollo dei prezzi dell’obbligazionario l’investitore già posizionato coi fondi (investimento, pensione e purtroppo anche hedge) sa cosa significa “KO doloroso” e non c’è speranza di recupero in tempi brevi e forse nemmeno in tempi lunghi.
A livello fondamentale/macro non è successo assolutamente nulla e per quasi quattro ore dopo l’evidenza della vittoria di Trump i mercati si sono comportati come previsto: sell-off azionario e corsa ai beni rifugio (oro, bond e yen). Il dollaro USA in questo frangente non è stato considerato bene rifugio ma asset da gettare perchè l’incompetente Trump avrebbe portato gli USA in recessione. Ma poi così parlò Donald Trump e alla grande speculazione è bastato il tono conciliante e la promessa di grandi opere pubbliche da finanziare con l’aumento del debito pubblico per stoppare e invertire pesantemente le posizioni aperte quattro ore prima. In altre parole sono bastate quattro ore per il ravvedimento operoso dei mercati che hanno dato immediatamente credito alle parole di Trump, d’altra parte bisogna farsene una ragione e quindi è meglio accettare da subito il nuovo gestore degli Stati Uniti che garantisce volatilità ad libitum e grandi opportunità per la grande speculazione.
A proposito dell’aumento del debito pubblico si torna agli antichi splendori dell’era Bernanke (si fa per dire ovviamente…) in cui si spargevano dollari dal cielo con un elicottero; al Cigno Nerissimo viene quindi assegnata dall’informazione super-bastonata la prima onorificenza: Helicopter Money President

“Trumps individual policies sound attractive. Who does not want better infrastructure? Who does not want better defense? But when you add them all up, this is going to mean much larger deficits. He is the ‘Helicopter Money President’ … the irony is that people like Larry Summers and Paul Krugman are bashing Trump and Summers compared Trump to Mussolini and yet Trump’s policies are Larry Summer’s policies – more deficits, fiscal spending, helicopter money …”

(fonte)

Sostanziale differenza: col QE di Bebrnanke l’elicottero era targato FED mentre sotto il segno del Cigno Nerissimo l’elicottero è custodito nel palazzo del cosiddetto Congresso, alias Parlamento. Sarà poi vero? La grande speculazione non si pone interrogativi, agisce e basta e impiega micro-secondi ad invertire sentiment e posizionamenti.

QUALE SCENARIO PER IL 2017
Di certezze una sola: volatilità in crescita. Ciò significa che:
1. l’investitore tradizionale che affida i suoi averi a gestori di vario tipo raccoglierà solo delusioni
2. l’investitore tradizionale fai-da-te verrà massacrato se appena osa “investire” sull’azionario e dovrà rassegnarsi a tenere i suoi bond fisici fino a scadenza
3. il trader di posizione direzionale, che si suppone più scafato del tradizionale, dovrebbe cercare posizioni su asset il più decorrelati possibile dagli umori USA (ad esempio certe commodity come gli asset dei comparti energia e cereali che garantiscono trend stagionali)
4. il trader di giornata “esperto e tecnicamente preparato” dovrebbe invece andare a nozze
5. l’opzionista che vende allo scoperto dovrà rimpiangere il 2016 e decuplicare la prudenza, quindi non potrà programmare nessun guadagno e sarà costretto a operare spesso in spread su scadenze di uno o due mesi e prendere in seria considerazione le scadenze settimanali broker permettendo
L’oro in caso di risalita dell’inflazione dovrebbe riprendere l’uptrend con target area 1500. Wall Street dovrebbe collassare entro la prossima primavera soprattutto se ci fossero prospettive di rialzo multiplo dei tassi in tempi brevi o se la Yellen lasciasse prima del termine del suo mandato. Il cambio eurodollaro potrebbe ritestare i minimi di area 1,0450 e poi tornare a crescere per evidenti problemi dell’export USA. Il bond decennale USA a bocce ferme non dovrebbe rendere più del 2,5% (adesso siamo al 2,2%) ma se l’inflazione iniziasse a cresce più del previsto partirebbero a raffica i rialzi dei tassi e il rendimento al 4% non sarebbe utopia per niente.

PS
Standard & Poor ha confermato ieri il rating italico a BBB- con outlook stabile confidando nella vittoria referendaria dei SI; vincessero i NO prepararsi a considerare i BTP per quello che sono (junk bond, dire “spazzatura” non è politicamente corretto…) e non per quello che valgono ora con le conseguenze del caso; se non è chiaro il concetto nella registrazione del webinar forse è spiegato meglio…

Per vedere il webinar di ieri cliccare qui sotto; richiedere psw a: investimentiprotetti@gmail.com

WEBINAR2 copy
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pubblicato il 12/11/16

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