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Settimana maxima #51

Eventi & Mercati – settimana #51 (14 – 18 dic)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Ancora massimi storici a Wall Street, trend in tensione in tutte le asset class e altro tipo di tensioni (Law & Order) sono attese per il 6 gennaio
    • Le vaccinazioni simboliche anti-covid sostengono e ampliano i posizionamenti long dei big trader ma intanto il rapporto put/call sull’indice SP500 continua a crescere
    • Il dollaro continua ad affondare dopo le decisioni del FOMC e ora la BCE è costretta a valutare più attentamente le conseguenze (e qualcuno poi dovrà spiegarle con parole semplici alla Lagarde …)

La settimana #51 si è conclusa con:
– nuovi massimi storici per i principali indici di Wall Street
– nuovi massimi annuali per euro, rame, soia
– nuovo massimo relativo per il petrolio e
– ritorno di acquisti consistenti su oro, argento, platino e DAX

Dal lato opposto si è invece visto un nuovo minimo storico del rendimento dei BTP e un nuovo minimo annuale del dollar index future.

In altre parole si ha la netta sensazione che quasi tutti gli indici e asset sono in fortissima tensione spiegabile solo in minima parte per i fondamentali economici. La motivazione principale risiede ancora una volta nel forte incremento delle posizioni sui derivati da parte dei big trader: ricordiamo il tecnicismo del pyramiding relativo ai future e al continuo aumento del margin debt (marginazione)


E perchè allora i big trader tendono sempre più la corda? cosa li spinge ad esasperare i trend senza tregua?

Innanzitutto la cosiddetta avidità che di per sè non è una cosa disdicevole almeno finchè non diventa causa di sconquassi generali e personali; d’altra parte il perseguire le logiche di profitto (chiamate talvolta anche “speculazione”) rientra nella prassi dei comportamenti umani da migliaia di anni.
L’avidità si accompagna spesso a cinismo e stupidità e, corredata con questi optional, diventa veramente pericolosa.
Inoltre nel caso dei mercati finanziari c’è anche un altro elemento che la sostiene e rinvigorisce: la manipolazione, oggi estremamente più efficace rispetto al secolo scorso grazie alla informatizzazione e globalizzazione delle informazioni.

Però anche l’avidità ha bisogno di motivazioni che al momento sono solo speranze.
La motivazione principale si basa sulla speranza di una nuova e rapida crescita economica globale grazie alla sconfitta della pandemia con le vacinazioni di massa che implicano la sospensione di ogni genere di restrizioni governative le quali limitano a loro volta in varia misura commerci, produzione e servizi.
Un’altra speranza si fonda sui prossimi aiuti finanziari anti-covid che dovrebbero essere approvati a brevissimo dal Congresso USA salvo nuovi ostacoli posti dai repubblicani relativi all’interventismo della FED in materia; ora si tratta di capire se l’accordo raggiunto poche ore fa per $900 miliardi sarà giudicato sufficiente dal mercato.
Anche la speranza di un aumento dell’inflazione riteniamo che stia sostenendo il trend ribassita del dollaro e di conseguenza anche i trend rialzisti di alcune materie prime e come sempre anche degli indici azionari.
E’ facile immaginare come trend “forti” sostenuti unicamente da speranze sono in realtà fragili come il vetro: difficile da scalfire ma facile da rompersi.

Sempre al momento, le uniche motivazioni concrete basate su fatti inoppugnabili le troviamo solo su quattro fronti:
– il permanere di politiche accomodanti delle principali Banche Centrali (tassi azzerati per lungo tempo e QE stabili o in espansione)
– il forte recupero dell’economia della Cina e di altri Pesi est-asiatici
– necessità di incrementare le performance 2020 delle gestioni dei portafogli (principalmente fondi attivi): migliori sono le performance, maggiori sono i premi per i money manager e maggiore è la fiducia dei medio-piccoli investitori privati per il 2021.

Passando alla cronaca occorre registrare che nessuna vera novità è emersa dal FOMC di mercoledì scorso, tuttavia l’immissione di nuova liquidità con la riapertura di uno swap sul dollaro e il mantenimento dell’attenzione sull’inflazione media (Average Inflation Targeting) sono stati considerati annunci “accomodanti” dai big trader.

Intanto qualcosa sembra muoversi dentro e intorno alla BCE relativamente alla crescente forza dell’euro che riduce la competitività dell’export: leggi  QUI  e  QUI  e  QUI

Poichè nei prossimi giorni non sono programmati eventi potenzialmente market mover salvo la nuova composizione del Senato USA che verrà definita il 5 gennaio, l’andamento delle quotazioni di indici azionari e asset non subirà scossoni anche se qualche modesta correzione per prese di profitto non è da escludere. Da tenere presente anche che il giorno dopo Trump ha chiamato a raccolta la frangia più estrema dei suoi sostenitori per nuove violenze (… will be wild!)

Occhio ai trading system che in pochi minuti distruggono i rialzi di mesi e all’andamento del rapporto put/call (vedi sotto).

Quindi sul breve il mercato globale sarà governato principalmente da fattori tecnici.

Il prossimo report #52/53 verrà pubblicato il 3 gennaio

Indici azionari

Wall Street
Settimana ancora positiva con ritocco frazionale giovedì dei massimi storici mentre venerdì si è riaccesa la volatilità che però ha permesso comunque a tutti gli indici di chiudere su livelli elevati.

Malgrado questo ennesimo consolidamento del bull market occorre notare che questa settimana è stata caratterizzata anche da un’accelerazione di acquisti di put a testimoniare che gli investitori istituzionali e gli hedge fund hanno aumentato significativamente la protezione dei portafogli.
Questo comportamento ha un’unica spiegazione: la prossima correzione sarà importante come ampiezza e creerà un forte incremento di volatilità.
Dal grafico che segue si nota anche che a differenza del put/call ratio sull’indice che è salito, quello sui singoli titoli è calato vistosamente. Dare una spiegazione univoca e convicente di questo comportamento apparentemente contradditorio non è impresa nè facile nè risolutoria. Probabile che i piccoli trader abbiano dato un contributo importante a questo ribasso con un incremento delle vendite di call scritte sui titoli posseduti (covered call trading) a titolo di copertura parziale in caso di selloff.

SSE
Shanghai recupera parzialmente la caduta della settimana precedente e chiude vicino a 3400 quindi sempre all’interno della fascia laterale 3500/3200 iniziata cinque mesi fa e che ora presenta un triplo massimo annuale

MIB
Settimana in modesto recupero con prezzi e chiusura intorno a 22 mila. L’impressione è quella di una pausa compresa fra 21500 e 22500 che dovrebbe durare almeno altre due settimane

DAX
Fra martedì e giovedì sono arrivati forti ordini di acquisto che hanno determinato uno spike di oltre 500 punti spingendo l’indice vicino a 13800 a testare il top annuale di febbraio, probabile che sia l’effetto vaccino.
Guardando unicamente al grafico e non ai fondamentali si è costretti ad ipotizzare che un ampio breakout di 13900 opportunamente confermato sarà indicativo di una ripresa del bull market iniziato nel marzo scorso

Asset 

ORO future dicembre
Leggi QUI

OIL WTI future fronte mese
Wall Street continua a salire e il dollaro a scendere per cui il consistente rialzo di questa settimana ma senza strappi è da considerarsi un atto dovuto. Anche la decisione dell’OPEC+ di fare meeting mensili per meglio adeguarsi al contesto di mercato ha aiutato il rialzo. Ha chiuso a 49,24. In area 55 verrà testato il top di febbraio e in area 60 troviamo la forte resistenza costruita dodici mesi fa.

BTP 10
Ancora un nuovo minimo storico di rendimento allo 0,47% ottenuto giovedì dopodichè sono iniziate diverse prese di profitto con la liquidazione dei long che hanno provocato un rialzo dei rendimenti con chiusura allo 0,54%

t-NOTE 10 future dicembre
Settimana piuttosto debole con prezzi che non riescono a mantenersi sopra 138. Ha chiuso a 137,35 con un rendimento dello 0,94%

DOLLARO USA dollar index
Settimana praticamente disastrosa con un picco di volatilità mercoledì sera visto che l’interpretazione del comunicato FOMC delle h. 20.00 è stata stravolta dalle parole di Powell durante la conferenza stampa delle 20.30: dopo aver segnato per pochi secondi un top a 90,6 con un imponente spike è iniziato un movimento ribassista culminato con la formazione giovedì di un nuovo minimo annuale a 89,60 seguito da un pullback appena oltre 90 e nuovo scivolone venerdì con chiusura a 89,81. L’area 88/88,5 è forte supporto.
QUI un appofondimento molto dotto ma forse viziato da qualche conflitto di interesse visto che chi scrive vende oro

EUR/USD future
L’euro ovviamente s’è mosso in modo speculare andando a segnare giovedì un nuovo massimo annuale a 1,23.
Prossimo target a 1,26 dove si trova la forte resistenza formatasi nel primo trimestre 2018

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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