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Ribaltone: dall’avversione al rischio alla propensione alla schizofrenia #23

Linee Guida InvesPRO 2019

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Eventi & Mercati settimana #23 (3-7 giu)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

USA/Wall Street
La settimana è iniziata debole senza nessun accenno di reversal tecnico tant’è che i future SP500 e NASDAQ100 hanno segnato nuovi minimi di periodo. Quindi lunedì il sentiment era sempre improntato al pessimismo sostenuto anche dai preoccupanti indicatori sulla produzione industriale di maggio (PMI manufatturiero) che evidenziano tra l’altro un calo degli ordini. Martedì prezzi fermi in attesa delle parole di Powell della tarda mattinata americana. E fu così che parlò Powell dicendo che la FED avrebbe sostenuto l’economia in ogni modo lasciando intendere che il primo passo sarebbe stato l’avvio di una serie di tagli ai tassi. Una bomba. Short covering immediato e a seguire incremento delle posizioni rialziste. Dopo la bomba, la valanga. La propensione al rischio non intacca minimamente il rally dei bond che sulle prospettive di apertura della nuova via “Tassi Zero” vengono acquistati al meglio per tutta la settimana, come l’azionario.  Il dollar index non sfugge alla nuova frenesia e accentua l’indebolimento già iniziato nelle ultime due sedute di maggio promettendo maggior competitività alle multinazionali. Il contagio si estende anche all’oro che si avvicina al massimo annuale (vedi sotto) aiutato sia da Powell che dal dollaro in debolezza. E infine anche il petrolio WTI si ribalterà, con ritardo per via dell’ulteriore tracollo di mercoledì dovuto alle scorte USA in perenne ascesa.
Ma la settimana riserva altre sorprese che rafforzano il ribaltone. Giovedì la BCE fornisce ulteriori spunti ribassisti per il dollar index ma la quasi apoteosi è fissata per venerdì: il job report evidenzia retribuzioni inferiori alle attese e un netto calo dei nuovi occupati non-agricoli. Sarebbe un altro segnale di debolezza dell’economia ma viene considerato molto positivo per imboccare la via “Tassi Zero” come ai bei tempi del tardo 2008 con tutti gli indici mondiali sotto mediamente del 50% rispetto ai loro massimi storici. E allora bond, azioni e oro si impennano, il dollar index pure si impenna ma in direzione opposta (e la BCE nulla può fare per impedirlo). Poi a mercati chiusi The-Tariff-Man dichiara di sospendere l’applicazione dei nuovi dazi al Messico e le conseguenze di questo ennesimo ribaltone le vedremo da mezzanotte di oggi quando apriranno i future al CME (h. 17.00 di Chicago).

Modestissima considerazione
Il FOMC di settembre 2018 aveva decretato incrementi dei tassi col pilota automatico e a dicembre col crash in itinere non aveva modificato sostanzialmente l’atteggiamento (in gergo la “guidance“); nel meeting di gennaio e marzo sì è visto una qualche disponibilità a riconsiderare la politica monetaria tant’è che le probabilità di un taglio entro fine anno erano aumentate nettamente e le probabilità di un nuovo aumento azzerate. Poi al meeting di inizio maggio doccia gelata, ritorno dell’atteggiamento da falco a negare ogni taglio e indici in forte correzione, fino a sei giorni fa. E da martedì scorso nuova inversione di guidance che i mercati si attendono che venga ufficializzata nel FOMC del 19 prossimo.
E il Powell Bifronte è in buona compagnia con un Trump The-Volatility-King che per mesi ha creato ottimismo sul negoziato coi cinesi e poi sempre a maggio lo affossa; poi minaccia dazi per l’import di auto europee e sospende fine a novembre ogni decisione; inaugura un nuovo accordo commerciale con Canada e Messico ma settimana scorsa minaccia il Messico di nuovi dazi con effetto quasi immediato e poi all’ultimo minuto li sospende…
E’ opportunismo politico? Sono tecniche di negoziazione? La volatilità di mercato conseguente (più volte evidenziata in questi report) è voluta o è un effetto collaterale ineliminabile per ragion di Stato?
Non è che fra una vaccata e l’altra i due trovino il tempo anche per un buon tagliando psichiatrico, perchè sai, oggi la schizofrenia si può anche diagnosticare e persino contenere…

La correzione impulsiva degli indici azionari è terminata
; ora si prospetta un andamento lateral rialzista fino al meeting FOMC del 19 giugno in queste fasce di prezzo:
DJ:  25800 / 26800
SP500: 2800 / 2950
NASDAQ100: 7200 / 7700
RUSSEL: 1470 / 1580

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UE
A parlare dei fatti che riguardano l’Unione Europea viene sempre una tristezza che rasenta la depressione, col mercato delle nomine per i nuovi incarichi che si svolge in un recinto al coperto in stile massonico mentre fuori un Parlamento-farsa stende una patina di liberal-democrazia all’apparato e i segnali dell’economia rafforzano il posizionamento complessivo nella fase di stagnazione con la potente Germania in affanno con la sua produzione industriale e ancora alle prese con la bomba ad orologeria per il sistema bancario globale della DB che ora vale 6 euro/azione e che perde solo il 95% dai massimi del 2017 incapace di riprendersi anche nella settimana delle meraviglie appena trascorsa.
Anche il meeting BCE di giovedì non aiuta il morale notando anche qui (come per la FED) il tentativo di ribaltare la politica monetaria, dando stimoli alle banche per la sottoscrizione del TLTRO di settembre e aprendo una nuova e vecchia via, quella dei tassi negativi e di altro QE oltre a ribadire che il bilancio BCE non può calare cioè tutti i titoli in scadenza verranno sistematicamente rinnovati. Ma ad incupire di più il commentatore di queste cronache finanziarie è sapere che quanto detto da Draghi è una guidance di medio/lungo termine e che lui non avrà più voce in capitolo sulla materia perchè il suo mandato scade a fine ottobre. Il suo sostituto sarà dello stesso avviso o al meeting di dicembre avremo un nuovo ribaltone magari con un rialzo dei tassi?
Intanto doveroso notare che il meeting BCE ha dato maggior spinta rialzista (come prezzi) a tutti i bond europei BTP incluso e persino all’euro che francamente non ne avrebbe bisogno ma si sa, sul fronte valutario la BCE non può intervenire direttamente.
Allora con sforzo mica piccolo cerchiamo di pensare positivo e volgiamo lo sguardo altrove, magari in casa nostra alla ricerca di qualcosa di bello e utile per l’Italietta delle maschere malgrado i cannoni della Commissione e delle agenzie di rating siano ormai in punteria, e cosa scopriamo?

Little Italy
Scopriamo di essere ancora nell’era degli stregoni che, fra una partita e l’altra a Monopoli vantano poteri taumaturgici per i conti pubblici. Ed ecco che i cosiddetti “miniBOT” vengono sdoganati in Parlamento anche col benestare dell’opposizione. Anche Draghi ne ha parlato giovedì ed è stato chiarissimo: o sono moneta illegale o sono altro debito, non esistono altre possibilità. Borghi Claudio, l’ideatore economista populista futurista e astrattista di un nuovo tipo di cambiale, risponde alle critiche dando indirettamente dell’ignorante anche a Draghi, visto che questa entità per ora incompiuta etichettata “miniBOT” secondo lui è un titolo rappresentativo della cartolarizzazione del debito che lo Stato ha nei confronti dei suoi fornitori molti dei quali costretti al fallimento, licenziamenti, e sospensione pagamenti oneri verso le PA. Peccato che si è dimenticato di dire chi si farebbe carico di queste supposte (prego non equivocare, è voce del verbo supporre) cartolarizzazioni. Una bad company statale mascherata? un fondo sovrano dell’Isola Che Non C’è? o la collettività come nel caso di un aumento dell’IVA?
Peccato anche che si voglia perseguire a tutti i costi come un Don Chisciotte la battaglia dei miniBOT persa in partenza. Forse più intrigante e proficuo era abbracciare e sviluppare i Titoli di Sconto Fiscale (leggi QUI e QUI).
Ma il governo conosce l’esistenza di questa alternativa che sulla carta si presenta in modo abbastanza convincente?

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L’operatività che segue è basata sui principi del Trading Money Management – TMM
Il trading di breve periodo è fatto con mini-future se non sono specificati strumenti diversi
Il trading di posizione è fatto invece esclusivamente con gli ETP elencati QUI

TRADING BREVE PERIODO
Indici azionari

SP500 (future giugno)
Dopo una settimana #22 che nel report scorso abbiamo definito “ancora frustrante per gli investitori” ecco che si materializza inaspettatamente un cambio radicale di sentiment dopo le dichiarazioni di martedì di Powell e dopo i deboli dati del job report di venerdì. Ne è conseguito uno short covering imponente e relativo reversal delle posizioni ora tutte al rialzo con target ambiziosi. E il FOMC del 19 giugno sarà momento fatidico, potenziale fionda per rilanciare verso nuovi massimi storici e portare ulteriormente tutto il sistema dei mercati azionari verso un nuovo punto di rottura epocale.
La schizofrenia della grande speculazione va bene fintanto che non produce gravi distorsioni fra prezzi e fondamentali e cioè gli utili attesi. Giusto attribuire poteri rigenerativi al taglio tassi che rafforzerebbe l’economia USA ritardandone l’entrata in recessione e che giustifica di conseguenza il rialzo dei listini ma i nuovi conti andranno fatti con i dati delle nuove trimestrali attesi a partire da metà luglio.
Il nostro scenario di breve a questo punto si modifica grazie al ribaltone: rialzo strutturale almeno fino al 19 giugno; se il FOMC confermasse le speranze attuali della speculazione nuovo rally anche oltre 3000 con un rapporto prezzo/utili molto tirato; fra luglio e agosto se le trimestrali risultassero migliori delle attese nuovi massimi storici e poi francamente la mente si perde nelle nebbie di un mercato super-drogato.
Ovviamente se qualcosa andasse invece per il verso sbagliato (effetti del protezionismo sugli utili delle società quotate e rialzo dei prezzi al consumo) allora la schizofrenia finanziaria darebbe un’altra volta segno di grande vitalità con una forte correzione e il modestissimo Powell passerebbe nuovamente dai tagli dei tassi alla lotta all’inflazione.
Nel report scorso eravamo molto ribassisti tanto da affermare che “… i 2900 resteranno lontani, molto lontani... “. Ora invece sono molto vicini visto che il massimo intraday è stato 2886,25. Tutto merito di un Powell già perfettamente descritto nel 1964 da Bob Dylan in Only a Pawn in Their Game
Suggerimento:
 apriremo al rialzo sopra 2910 e apriremo pure al rialzo con trading di posizione, vedi sotto paragrafo dedicato

MIB (indice)
Settimana con pullback significativo a recuperare mille punti e chiusura a 20350 circa ma il trend ribassista non è stato minimamente intaccato. Unica nota positiva è il ritorno sopra la media 200 gg.
Inutile fare scenari, l’indice è come una bottiglia di plastica in un mare agitato, è passivo completamente. E finchè il tappo tiene si galleggia…
Suggerimento: siamo flat ad oltranza; sappiamo che se Wall Street spinge sulla cresta dell’onda poi inevitabilmente si finisce nel cavo; aspettiamo quindi un top relativo interessante per aprire al ribasso

DAX (indice) 
Settimana in pullback ma con recupero solo del 90% di quanto perso nella precedente. Forse avrebbe fatto di più se non ci fosse nel listino il buco nero di Deutsche Bank che continua a rappresentare un concreto e oggettivo rischio per il sistema bancario europeo. Altro che conti italiani…
Chiude a 12045 ma senza confermare la rottura della trendline discendente dal top del 3 maggio.
Il supporto di area 11850 vive; resistenza in area 12350/12500.
Suggerimento:  restiamo sempre flat

Bond 
BTP decennale
Suggerimento:
sospendiamo qualsiasi trading veloce, resta invece il trading di posizione, vedi sotto anche per i commenti

t-Note 10yr

Suggerimento: sospendiamo qualsiasi trading veloce, resta invece il trading di posizione, vedi sotto anche per i commenti

BUND 10yr (future giugno)
Bund da paura chiude a 169 con nuovi massimi giornalieri a ripetizione. Rendimento ai minimi storici a -0,23% Le dichiarazioni di Draghi sulla possibilità di tassi negativi e ripristino del QE sono state fortemente rialziste e questo rally è destinato a continuare. Fino a pochi giorni fa il minimo storico apparteneva al giugno 2016 col -0,20%.
Suggerimento: stiamo fermi fino alla prossima correzione tecnica e poi entreremo al rialzo; siamo però aperti con un trade di posizione con ETF, vedi in fondo

Valutario
EURO (future giugno)
Il meeting BCE e la ripresa degli indici azionari hanno portato incertezze sulla prosecuzione del rafforzamento del dollaro per cui nel dubbio buona parte della grande speculazione ha monetizzato i guadagni delle posizioni ribassiste (short covering) e indotto all’apertura di nuove posizioni al rialzo tant’è che lo stretto canale di lateralità 1,1170 / 1,1270 in vita da oltre un mese è stato rotto giovedì e confermata la rottura venerdì con un ulteriore allungo a chiudere la settimana a 1,1340. Prossima resistenza area 1,14 e poi area 1,16.
Il ribaltone ha sbeffeggiato anche la nostra ipotesi recente “…. ma la strada sembra segnata, si continuerà a scendere se non altro perchè il dollaro è anche considerato bene rifugio… ” e questo è il punto: passando alla propensione al rischio il dollaro non serve più come bene rifugio e quindi lo si butta…
Quest’anno l’eventuale discesa sotto il livello psicologico di 1,10 sarà possibile solo se la FED schizofrenica cambiasse nuovamente politica (no tagli e forse un aumento nel 2020) e/o se Wall Street tornasse a scendere significativamente sotto ai minimi di fine maggio.

Suggerimento: abbiamo chiuso giovedì a 79,75 la posizione al ribasso con 10 ETN (in carico a 77,12 dal 21/3) prima del trailing stop fissato a 78,23 per via del meeting BCE

PETROLIO (future luglio)
Settimana iniziata ancora debole a cui l’ennesimo rialzo delle scorte USA ha regalato mercoledì un nuovo tracollo con minimo appena sotto 51. Praticamente i prezzi sono entrati in contatto con la forte area di supporto di area 50 e coincidenza vuole che gli eventi che hanno ribaltato il sentiment sia su dollaro (ora in fase calante) che sui tassi USA (Wall Street nuovamente in rally quasi verticale) hanno indotto la speculazione a prendere profitto dalle posizioni ribassiste. In questo modo giovedì e soprattutto venerdì abbiamo visto due giornate di rialzo con chiusura a 54.
Ora lo scenario di breve cambia e diventa lateral rialzista compreso fra 51 e 59.

Suggerimento: si doveva entrare al rialzo venerdì ma non l’avevamo programmato, potrebbe essere il secondo treno consecutivo perso; forse c’è troppa volatilità per essere seguito in questa fase con dei report settimanali per cui restiamo flat ad oltranza

ORO (future giugno)
Settimana della corsa all’oro, non la si vedeva da tempo. Chiude a 1340 (+6,3% nelle ultime due settimane, performance analoga più recente vista nel febbraio 2016 ma con Wall Street a picco) e con un massimo intraday a 1347,7. Ora il test del massimo a 1360 è molto vicino (e pensare che nel report scorso avevamo scritto che era molto lontano…). Quando si parla di volatilità: la settimana precedente si era chiusa in debole rialzo a 1305 in un contesto di avversione al rischio; ora invece si è passati ad un rialzo impulsivo e potente in un clima di propensione al rischio.  Merito delle prospettive di taglio dei tassi USA e dell’indebolimento del dollaro

Match gold/Goldman di questa settimana: 0-1 (cumulato 10-12).
In evidenza questo articolo su correlazioni e anche questo sullo status di bene rifugio.
Suggerimento: entreremo al rialzo appena sopra 1320

TRADING DI POSIZIONE (investimento dinamico protetto)
Bond
BTP decennale (future giugno)
Anche il BTP risente del clima euforico dei mercati obbligazionari e segna un nuovo massimo annuale a 131,97; il future settembre segna invece il massimo a 132,14. Quindi tutto bene per ora con un rendimento sceso al 2,35%. Eventuali rogne le vedremo solo da settembre in poi e dipenderanno da diversi fattori.
Suggerimento per l’investitore: siamo long da settimane con ripetuti acquisti di fisico durata cinque anni circa; stiamo fermi in attesa di tempi peggiori per riprendere gli acquisti, ci vorranno mesi prima che qualche agenzia di rating ci metta fra la spazzatura ma vale la pena aspettare, è solo un’opportunità

BUND 10yr (future giugno)
Suggerimento per l’investitore: siamo long da lunedì 8/4 con 5 ETF x2 a 261,5; possiamo comprarne altri 5; nuovo stoploss a 267; prezzo di riferimento di fine settimana a 273,75

t-Note 10yr (future giugno)
Durante la settimana sono cresciute le probabilità che la FED inizierà a tagliare i tassi già da settembre per cui i prezzi hanno continuato la corsa al rialzo segnando il massimo annuale a 127,25; il future settembre ha segnato sempre come massimo 127,6. Il ribaltamento del sentiment da avversione a propensione al rischio non ha minimamente influito sul trend rialzista e ora il rendimento è sceso al 2,08%. L’ultima volta che è stata toccata la soglia psicologica del 2% è stato nel settembre 2017 da cui poi si è originata però una immediata inversione. Questa volta potrebbe essere diverso perchè probabile che i mercati non abbiano ancora finito di scommettere che il FOMC del 19 giugno sarà più chiaro e incisivo sui tagli.
Suggerimento per l’investitore: abbiamo acquistato 10 ETN il 4/2 a 89,28 altri 10 ETN il 19/3 a 91,57 e gli ultimi 10 pezzi il 1/4 a 94,64; prezzo medio di carico è 91,83; dato il contesto di politica monetaria restiamo in posizione fissando uno stoploss “anti-rovina” a 75 e senza determinare nessun livello di attivazione di trailing stop; si tratta di un investimento di lungo periodo; prezzo di riferimento di fine settimana a 102,06;

Indici azionari
Nota: per MIB e DAX si farà trading di posizione solo al ribasso, ovviamente quando verrà il momento
SP500

Suggerimento per l’investitore: entreremo long settimana prossima con 2 Boost S&P500 3x Long cercando un minimo relativo o, non trovandolo, su rottura di 2910 del future giugno

Materie prime
PETROLIO WTI
Suggerimento per l’investitore: il 2/5 abbiamo chiuso la prima operazione dell’anno (vedi QUI); ora siamo flat

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in evidenza:

Lo spread BTP-BUND come falso ideologico

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Prossimo webinar 10 giugno h. 21.30 – partecipazione gratuita ma occorre richiedere invito via e-mail
investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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