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Riallocazione dei ptf: long covid #26

Eventi & Mercati – settimana #26 (22 – 26 giu)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

La settimana appena trascorsa è stata fondamentalmente noiosa, con variazioni di prezzo modeste e tali da non modificare nessun quadro tecnico anche se venerdì verso la chiusura si è meglio delineata una tendenza di avversione al rischio con accelerazione delle vendite sull’azionario e immediate riallocazioni su bond e oro.

A placare lo sconsiderato clima da bolla azionaria ci ha pensato il covid made in USA la cui escalation sembra proprio alimentata dai sistemi algoritmici di trading. Ma anche gli impietosi sondaggi elettorali che danno Trump perdente matematico anche in alcuni Stati a lui più favorevoli non aiutano la resurrezione del bull market a Wall Street.

Si rammenta questa doppia allerta.

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Asset

L’oro ha ritoccato di un’inezia il top annuale di aprile sfiorando 1800 ma sono arrivate subito le prese di profitto dei daily trader compensate parzialmente da nuovi long di posizione che hanno consentito di chiudere a 1785 disegnando un mini-trend nettamente rialzista all’interno della fascia laterale di medio periodo 1680/1800. Per cui la continuazione del bull market è rimandata ma solo di pochi giorni. QUI l’ennesimo testimonial a favore del lingotto.

Anche il WTI ha provato a rompere la resistenza di area 40 ma subito dopo aver toccato 41 è stato ricacciato giù di tre dollari. I fattori market mover per il petrolio sono vari e specifici anche se la correlazione con l’azionario resta sempre molto marcata per cui le oscillazioni di prezzo sono spesse guidate dall’effetto mirroring dell’azionario.

Il t-Note decennale (future) dopo lo svarione di inizio mese è tornato ad appiattirsi in area 139 e solo venerdì ha dato qualche cenno di ripresa rialzista ma senza esagerare; ha chiuso a 139,17.

Il dollaro (dollar index) sta consolidando in area 97,5 il modesto pull back che ha chiuso la potente gamba ribassista avviatasi a fine maggio ma ne ha ritracciato solo una minima parte. Di conseguenza il cross con l’euro è rimasto ingabbiato fra 1,1350 e 1,12 lasciando inalterato uno scenario ribassista di breve. Venerdì ha chiuso a 1,1241 senza fornire segnali operativi settimanali.

NASDAQ100 continua ad avanzare con forza tant’è che martedì ha segnato il nuovo top storico a 10300 e la correzione di venerdì in chiusura lascia totalmente inalterato il canale rialzista di medio periodo che vede sul grafico giornaliero una lunga serie di minimi relativi tutti crescenti quindi con correzioni giornaliere magari importanti per il trading intraday ma insignificanti anche il brevissimo periodo.

Dow Jones e SP500 hanno accentuato il loro decorso in controtendenza rispetto al NASDA100 con una settimana tutta al ribasso che si è amplificata venerdì in chiusura. Forte supporto per il DJ fra 24 e 23 mila e per SP500 fra 2700 e 2800.

Il DAX si è congestionato fra 11500 e 13000 e pure il MIB resta ad incubare fra 20400 e 18300.

Il BUND è tornato ad essere comprato a piene mani e sta tornando verso i massimi di marzo in area 178 mentre il BTP congestiona stretto intorno a 143.

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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