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Peggio di così si può #13

Eventi & Mercati – settimana #13 (23 – 27 mar)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

Altra settimana senza precedenti: BCE e FED che ampliano a dismisura gli acquisti di asset e titoli di debito (praticamente un QE ad libitum), senato USA che stanzia 2 mila miliardi per aiuti a imprese e persone, Stati UE del nord che tramano per costringere l’Italia ad accettare incondizionatamente le clausole vessatorie del Meccanismo Europeo di Stabilità (ribadiamo l’opinione espressa nel report scorso sulla Von der Leyen visto che i fatti ce ne hanno dato una conferma).

Al contempo Wall Street ringrazia con tre giornate consecutive di buoni rialzi per frenare poi venerdì con un brusco ritorno alla realtà fatto da tre milioni in più di richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e da un’epidemia interna fuori controllo immaginata solo da autori di fantascienza le cui ripercussioni immediate porteranno gli USA in una recessione peggiore di quella del 2008 e forse peggiore anche di quella del ’29.
Trump non verrà rieletto e si porterà addosso il marchio di infamia per aver scientemente sottovalutato i rischi per le persone e quindi di non aver imposto per tempo misure adeguate di contenimento, cioè le restrizioni individuali che purtroppo ben conosciamo. Ed ECCO una altro recentissimo esempio di bugiardaggine ottusa.

Anche oro e bond hanno realizzato rimbalzi davvero consistenti ma la volatilità resta comunque molto alta. Per dovere di cronaca dobbiamo aggiungere anche la crescita verticale del cross EUR/USD causata solo da motivazioni tecniche e comunque indipendenti dall’economia europea ormai in recessione.
Invece le materie prime come il petrolio, rame, mais, cotone, zucchero e altri restano schiacciati verso le rispettive aree di minimo annuale. Clamoroso invece il comportamento del palladio che dopo aver azzerato completamente una decina di giorni fa il bull market iniziato nove mesi fa, in due giornate ha ritracciato di oltre il 60% l’intero crollo.

In sintesi:
– i mercati restano sotto stress e questi ampi movimenti altalenanti ne sono una dimostrazione
– alcuni analisti autorevoli rinunciano a fare scenari di medio periodo
– non ci sono ancora dati sufficienti per ufficializzare l’entrata in recessione degli USA
– quindi molto probabile che l’azionario non ha ancora prezzato il matematico tracollo degli utili 2020 delle società che compongono gli indici azionari

Il tunnel nel quale ci siamo infilati è lungo e tortuoso e quindi non se ne vede ancora il fondo

Maggiori informazioni e approfondimenti:
– andamento della settimana
– bond e nuovo indicatore per l’azionario
– interventi delle banche centrali ad effetto limitato

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ITALIA
MIB (indice)
Settimana di modesti rialzi non perfettamente in linea con Wall Street. Ha chiuso a 16823 dopo aver tentato di superare quota 18000. Non ci aspettiamo grandi cose per la prossima settimana. Area 15000 è stato forte supporto nel 2016. Il doppio minimo storico in area 12500 segnato nel 2009 e 2012 è il prossimo target in caso di continuazione ribassista. Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo con SP500, entreremo anche col MIB in se si creasse una qualche decorrelazione strutturale con SP500

BTP decennale (future marzo)
Grazie agli acquisti della BCE il BTP è tornato sopra 145 e quindi molto vicino ai massimi annuali. Ha chiuso a 143,7 mantenendo il differenziale di rendimento col bund ben al di sotto di 200. La Lagarde ha fatto ammenda contraddicendo coi fatti le parole scellerate pronunciate durante l’ultimo meeting di politica monetaria. Grafico

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EUROPA
DAX (indice)
Settimana al rialzo in coda a Wall Street ma senza esagerare. Ha chiuso a 9633 mostrando tuttavia sul finale una debolezza che non lascia presagire nuovi rialzi sul brevissimo. Area 8800 è supporto forte. Altro supporto importante si trova in area 6000. Grafico

BUND 10yr (future giugno)
Settimana discretamente rialzista con chiusura a 172,7 favorita dall’ampliamento del QE. Molto probabile la continuazione del rialzo anche per le prossime giornate. Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo col t-note, entreremo anche col bund se si creasse una qualche decorrelazione strutturale col t-note 

EURO (future giugno)
Settimana rialzista da paura con un incremento di quasi il 5% rispetto al minimo segnato lunedì nell’intraday. Ha chiuso a 1,1182 ritracciando di oltre la metà il crollo iniziato il 10 marzo. Troppa volatilità per costruire scenari minimamente attendibili. Dalla nascita della UE l’euro ha segnato un minimo assoluto nel gennaio 2017 a 1,037. Grafico

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USA / Materie prime
SP500 (indice)
Era partita molto male la settimana con la formazione del nuovo minimo annuale a 2192. Poi le nuove misure della FED e lo stanziamento governativo di duemila miliardi hanno dato il via a tre giornate di forte pullback. Però venerdì l’entusiasmo dei giorni precedenti è scemato forse per un ritorno alla realtà fatta da un’epidemia che minaccia sempre più l’economia americana. Chiude a 2541 lasciando poche aspettative di ulteriori rialzi. Grafico
Portafoglio Base: siamo sempre aperti con una posizione tattica ribassista Xtrackers S&P500 -1x 
Portafoglio Hedged: siamo aperti con Boost S&P500 3x Longput vertical spread e micro-future short

t-Note 10yr (future giugno)
Fino a giovedì si sono avute modeste variazioni di prezzo consolidando il rialzo della settimana precedente. Venerdì invece sono tornati forti acquisti, probabilmente conseguenza delle recenti decisioni della FED che hanno fatto segnare una chiusura a 138,72 ormai ad un passo dal test del massimo annuale a 140,75. Grafico
Portafoglio Base: siamo aperti con una posizione strategica Boost Us Treasuries 10y 3x Long

PETROLIO WTI (future maggio)
Settimana negativa iniziata con un modestissimo rimbalzo ma poi la pressione ribassista è tornata forte per l’ennesimo incremento delle scorte sopra le attese e soprattutto perchè il governo ha tagliato i fondi promessi a suo tempo per l’acquisto destinato a costituire le scorte strategiche. Grafico

ORO (future marzo)
Settimana strepitosa con totale ritracciamento dei recenti forti ribassi e martedì test del massimo annuale a 1700. Sono seguite poi modeste prese di profitto che hanno consentito di chiudere a 1631 con un incremento settimanale del 12% circa. Con questo movimento l’oro resta in un contesto di forte volatilità ma con tendenza nuovamente rialzista di medio periodo. Resta da scoprire nelle prossime giornate quanto il doppio massimo giornaliero realizzato questo mese possa deprimere ulteriormente le quotazioni. Supporti in area 1450 / 1400 / 1300. Grafico
Portafoglio Base: 
siamo aperti con una posizione strategica Boost Gold 3x Long

RAME (future marzo)
Settimana moderatamente rialzista con chiusura a 2,17 ma il quadro tecnico resta immutato: downtrend in corso e la probabilità di nuovi minimi annuali non è da trascurare. Forti supporti in area 2,0 e 1,5
Grafico

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ASIA
CINA SSE (indice)
Discreto rimbalzo che porta l’indice a 2772 con un incremento del 4,6% sul minimo annuale segnato nella settimana precedente.  Grafico

GIAPPONE NIKKEI (indice)
Settimana iniziata con consolidamento del minimo annuale in area 16500 e poi forte pullback in coda a Wall Street con chiusura a 19389.  Grafico (inserire simbolo: $NIKK)

 

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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