Home / Analisi mercati / Panic sentiment & Coprifuoco #10

Panic sentiment & Coprifuoco #10

Eventi & Mercati – settimana #10 (2-6 marzo)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

L’OMS aspetta solo qualche evidenza in più per Africa e Sudamerica per dichiarare la pandemia. Solo una formalità: il COVID-19 ormai oggetto di diatribe politico-scientifiche sulla sua possibile origine di laboratorio per la sospetta presenza nel suo genoma (quindi da confermare) di geni dell’HIV evidenziati da un’équipe di ricercatori indiani (leggi anche QUI), è ormai ubiquitario e resterà invincibile fintanto che non sarà disponibile su larga scala un antidoto efficace, vaccino o antivirale che sia. I mercati stanno reagendo violentemente con forti scostamenti giornalieri presagendo scenari economici catastrofici e l’ufficialità della pandemia non sarà certo un evento che muterà l’attuale sentiment di panico, probabile invece che lo aggraverà.

In Europa ci si avvia praticamente ad un’economia di guerra con l’applicazione di misure restrittive alla libertà individuale che si avvicinano sempre più ad una situazione di coprifuoco vero e proprio. Il trattato di Shengen è ormai carta straccia. Il traffico merci intra-UE subirà un blocco pari solo a quello visto durante le guerre mondiali. Si tornerà di fatto per un certo tempo – speriamo pochi mesi – ad una sostanziale autarchia per cui basta arance spagnole ma solo tarocchi, basta carni e formaggi francesi, oli di origine ignota, latti tedeschi e mille altri prodotti e beni durevoli anche di provenienza extra-UE.

La Cina e altri Paesi orientali ne usciranno prima di tutti dall’epidemia ma con economie soffocate per la riduzione dei consumi interni e della domanda internazionale. Il Paese che dovrebbe soffrire di meno sono gli USA, quasi autosufficienti per materie prime (energia in primis) alimenti e produzione industriale previa ri-localizzazione, ma non saranno immuni né dal virus né dalla recessione. Dipenderà molto da Trump e dalle pressioni che riceverà dall’opposizione politica e dai fatti. Lui si sta comportando come uno struzzo (e non solo…) sta bloccando l’effettuazione dei test, vuole rimandare ciò che non dovrebbe essere rimandato forte dell’assioma “niente test, niente epidemia”. Ma lo stato di New York dichiara l’emergenza sanitaria per aggirare questo ostacolo politico e così potrà utilizzare i kit diagnostici inviati dall’OMS (e che Trump non vuole ed inoltre taglia i finanziamenti ai CDC di Atlanta per creare altri ritardi). Già ora le probabilità di una sua rielezione sono scese quasi al 50% e la vittoria di un democratico è motivo di altra depressione a Wall Street perchè la presidenza di un democratico non è mai stata utile per i rialzi più o meno sconsiderati degli indici azionari.
Intanto Trump continua a restare al centro della scena anche con dichiarazioni al limite della sanità mentale come questa.

A volte i mercati finanziari fanno finta di non vedere perchè sono cinici e manipolati ma quando viene il momento di togliere la testa dalla sabbia e metter fine alla sindrome da struzzo allora inizia il massacro degli investitori, piccoli e grandi. Le reti neurali che vascolarizzano i mercati e in cui scorrono algoritmi operativi, all’occorrenza diventano armi di distruzione di massa. Nel 1932 anche senza algoritmi il Dow Jones arrivò a perdere il 90% circa dai massimi del 1929 e molte società quotate fallirono e vennero cancellate dal listino e dai portafogli degli investitori.

Ciò che è successo novant’anni fa non è detto che si ripeta, ma il -50/60% del 2008 è assolutamente ripetibile vista la lievitazione abnorme dei prezzi di borsa raggiunta il mese scorso. E il possibile nuovo crollo epocale potrebbe anche verificarsi in tempi ben più brevi di quelli visti durante la cosiddetta Grande Recessione i cui effetti devastanti per l’azionario durarono circa 16 mesi dal settembre 2007 ai primi di marzo 2009. All’epoca i mercati avevano prezzato il fallimento del sistema bancario globale ma poi le Banche Centrali quando hanno capito cosa dovevano fare sono intervenute ribaltando completamente lo scenario.

Le Banche Centrali possono sempre riparare i danni della delinquenza finanziaria globalizzata perchè tecnicamente si tratta solo di creare dal nulla soldi che non circolano nell’economia reale e che restano quindi solo nelle contabili, praticamente una realtà virtuale. Lo stesso per i titoli di debito che si creano e si comprano sempre senza nessun intervento fisico. Prova a chiedere alla tua banca un BTP su carta, probabile che ti riderà in faccia.

Ma quando è l’economia reale che viene compromessa da un evento distruttivo inimagginabile ed inarrestabile per lungo tempo come questa epidemia, non c’è taglio dei tassi o acquisto di titoli che tenga. Sono solo misure tampone con effetti nulli o di brevissima durata e il taglio a sorpresa dei tassi USA di 50 punti base deciso due settimane prima del FOMC di marzo lasciando aperta la strada per un altro taglio di ben 75 punti da annunciarsi il 18 marzo non potrà assolutamente impedire il tracollo commerciale e industriale di vari settori che già stiamo vedendo. Per non parlare delle conseguenze sociali e della riduzione dei consumi individuali.

Dal punto di vista dei mercati questa recessione e il crollo delle borse che seguirà sarà peggiore di quella innescata dalla criminalità finanziaria dei collocatori di mutui sub-prime: allora, passato lo smarrimento iniziale, si è capito che le Banche Centrali potevano fare qualcosa di concreto per evitare il fallimento delle grosse banche e società finanziarie. Ora questa protezione non esiste più perchè non è nella disponibilità delle Banche Centrali ripristinare i collegamenti aerei, riavviare le catene produttive, incentivare il turismo, sospendere le quarantene e accelerare la scoperta di antidoti.
E la BCE cosa sta facendo o dicendo? Nulla, silenzio assoluto, questa è la resa assoluta, dimostrazione tangibile dell’inutilità di una banca centrale europea in una contingenza reale, concreta, fisica e non puramente finanziaria. La UE in questo frangente non esiste: così come la Lagarde latita anche la Von der Layen che dovrebbe coordinare e fornire direttive sul fronte del contenimento dell’epidemia, si limita ad essere presente solo per questioni finanziarie. Morale: quando si tratta di denari e conti pubblici l’Italia scopre di non avere le minima sovranità nazionale ma quando si tratta di emergenza sanitaria ed economica sono problemi nostri, problemi di lacrime e sangue.
Fra i mille problemi che noi italiani stiamo incontrando in questo momento ci auguriamo che non si aggiunga anche lo sbarco di altre migliaia di disperati con le navi ONG, non possiamo assolutamente permetterlo.

I mercati finanziari sono e saranno lasciati soli, senza sostegno, qualsiasi mega-acquisto di titoli azionari della FED o di altri verrà bruciato in poche ore ed è per questo che nessuno finora è intervenuto per evitare il tracollo, perchè sarebbe un investimento a perdere e quindi inutile e dannoso per chi lo fa.
Penultima considerazione: se il nuovo taglio dei tassi della FED e probabili maggiori acquisti di titoli e profusione di liquidità non daranno sostegno duraturo ai mercati avremo la conferma ultima e decisiva che questa volta le uniche speranze di ritorno alla normalità si rivolgeranno unicamente alla ricerca biotech e successive sperimentazioni cliniche dei potenziali antidoti che verranno sintetizzati.

E la considerazione ultima e logica che ne consegue, inevitabile e amara, è che siamo solo all’inizio.
Per il mercato azionario la cuccagna è finita giovedì 20 febbraio 2020. Tecnicamente siamo “solo” in fase correttiva ma se questo fosse solo l’inizio allora il bear market è alle porte.
Riferendoci all’indice SP500 lo spartiacque è 2700 fra correzione e mercato orso che per definizione ha sempre target ambiziosi al ribasso.

§ § §

Azionario
Settimana pesante per gli indici USA con forti rialzi sia lunedì che mercoledì intervallati da altri forti ribassi nelle altre giornate. La volatilità continua a crescere e a tratti ad esplodere come è successo venerdì quando è saltato addirittura un market maker al CME. Tuttavia questa settimana chiude con un minimo superiore a quello della precedente.
Per l’Europa e Giappone invece la settimana appena trascorsa è sta peggiore rispetto a Wall Street con ribassi che hanno prevalso sui rialzi per chiudere la settimana su livelli inferiori ai minimi della settimana precedente. Il MIB perde ora il 19% dai massimi annuali. Solo Shanghai è stata molto positiva per le misure di sostegno varate dal governo e per il rallentamento dei contagi.

Obbligazionario
Il BTP purtroppo non segue i mega rialzi di altri bond ma nemmeno precipita perchè per molti investitori offre rendimenti “da favola” (sic) che fanno da supporto ai prezzi. Il BUND pur restando vittima della volatilità ha testato il minimo storico di rendimento a -0,75% circa. Completamente diverso l’andamento dei bond USA con rialzi al limite della “mostruosità” (es. t-bond 30 anni)  che vanno a prezzare il nuovo taglio dei tassi probabilmente di un altrettanto “mostruoso” -75 punti base.

EURUSD
Il deprezzamento del dollaro è continuato inesorabile e ormai la correlazione inversa del cross con l’azionario è la normalità. Ha superato per un attimo l’area di resistenza a 1,13 in spike e mantiene una crescita iperbolica. Continuiamo a non capire in termini macro perchè l’euro si rafforza mentre l’economia europea va in recessione e il rapporto debito/PIL crescerà ben oltre le stime.

Materie prime
Venerdì il WTI ha perso il 10% e si è portato a ridosso della soglia psicologica di 40. Dai massimi annuali perde il 18% circa. Solo l’assenso della Russia ai nuovi tagli produttivi può rallentare il crollo epocale in atto che al momento ha un target minimo in area 30.
L’oro ha recuperato quasi completamente lo scivolone della settimana precedente e ora sta testando la psico-soglia di area 1700.
Il rame tiene discretamente i prezzi e si mantiene ancora a distanza dal supporto a 2,5. Lo stesso per mais e soia con oscillazioni minime di prezzo e quindi da considerarsi come segnale debolmente rassicurante.

 

 investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

Check Also

Spread a 1090 #14

Eventi & Mercati – settimana #14 (30 mar – 3 apr) Rassegna settimanale intermarket precedente …