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Niente nuovi dazi ai cinesi #50

Linee Guida InvesPRO 2019

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Eventi & Mercati – settimana #50 (9 – 13 dic)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

ITALIA
Disgusto 
Quante altre banche dovremo vedere commissariate dopo la Popolare di Bari ultima di una lunga serie di banche distrutte per frodi, clientelismi e incapacità gestionale? Com’è possibile che gli organi istituzionali di controllo intervengano solo quando i lupi sono scappati dopo aver spolpato nel recinto del parco buoi locale i propri investitori-forzati che per avere prestiti aziendali o mutui erano costretti a comprare titoli-fuffa? e com’è possibile ancora far passare operazioni piratesche, tutte col chiarissimo scopo di ingannare gli stolti per raccogliere denaro, tipo la ricapitalizzazione con titoli azionari non quotati e super-sovrastimati e soprattutto con bond subordinati a rendimenti annuali del 6%?
Anche un cieco della Consob o di Bankitalia si accorgerebbe che si è di fronte a varianti dello schema Ponzi e  che procrastinare il commissariamento significa solo dar maggior tempo ai lupi di compiere altra malagestione e illeciti.
Ridicolo
– che il primo ministro avuta la notizia del commissariamento in via confidenziale da Bankitalia non la comunichi immediatamente con la scusa che i mercati erano aperti. Ma te, caro Conte, sai quanto gliene frega alla speculazione internazionale la storia di una banchetta del meridione europeo (con tutto rispetto per i tremila dipendenti e la marea di sottoscrittori di azioni e bond) che non è quotata in nessun mercato regolamentato e quando le borse mondiali sono in pieno raptus di euforia per la sospensione dei nuovi dazi USA alla Cina?
– e che ancora il primo ministro si pavoneggi dicendo che il Parlamento nostrano ratificherà il nuovo trattato del MES (vedi report precedenti) solo dopo che il MES avrà tenuto in considerazione i rilievi dell’Italia e apportato le necessarie modifiche. Allora, carissimo Conte, se vuoi essere credibile, prima rendi pubblico il testo della revisione di giugno del MES, poi pubblica le nostre richieste di modifica e poi porta in Parlamento il nuovo trattato emendato per la ratifica. Praticamente fantascienza perchè le decisioni del MES sono inappellabili e immodificabili dagli Stati membri in via ufficiale. E le richieste di modifica dell’Italia non sono prese in considerazione nemmeno per vie riservate.
A volte ci viene il sospetto che il nostro primo ministro sia un imbonitore prestato alla politica da qualche società di televendite o nella miglior ipotesi sia un redivivo della defunta Democrazia Cristiana (a pensar male …)

MIB (indice)
Settimana tutta al rialzo e ben impostata per cancellare il pattern discendente tant’è che venerdì in apertura sull’onda dell’euforia per le trattative USA-Cina ha segnato un nuovo massimo annuale frazionale a 23728 in spike e fino a mezzogiorno si è mantenuto a 23600. Ma poi è arrivato il comunicato ufficiale sulla pochezza dell’accordo raggiunto e sono piovute forti prese di profitto facendo chiudere a 23329 quindi ancora sotto alla suddetta trendline.
Inutile fare previsioni per la settimana prossima visto che Wall Street dovrà valutare con razionalità la portata del contratto e quindi tutti gli scenari sono possibili, anche una ripresa del rally.
Nel report precedente si diceva tra l’altro “… siamo sempre abbastanza vicini al massimo annuale per cui basterà una nuova crisi di euforia a Wall Street per far sognare i rialzisti … con la volatilità che c’è tutto è possibile e anche il contrario di tutto …
E così fu, ma il denaro – quello di borsa e quello da riciclare – non dorme mai e quindi vedremo se la prossima puntata di questo serial finanziario infinito ci darà qualche idea meno confusa
Trading di posizione: siamo entrati al ribasso il 15/10 con 500 ETF MIB -2x Short a 2,7924 e lunedì 2/12 su rottura di 23100 con altri 500 ETF a 2,654 per cui il prezzo medio di carico è 2,7232; stoploss a 2,4; chiusura settimanale a 2,526;

BTP decennale (future marzo)
Settimana anomala in controtendenza rispetto ai decennali tedesco e USA, tutta al rialzo con chiusura a 144,16. Il future BTP è un asset poco liquido e si presta più facilmente a forzature dei prezzi.
Finchè il governo tiene non c’è da preoccuparsi.
Dopo la svolta politica inattesa di agosto e conseguente comportamento dei mercati che hanno apprezzato l’uscita di scena della Lega l’investitore tradizionale deve fare un bagno di realismo e accettare che anche i titoli di Stato italiani non offrono più rendimenti reali positivi per cui comprare BTP significa solo assumere posizioni speculative al rialzo. I fondi pensione “garantiti” e i fondi obbligazionari puri ora sono completamente in balìa della volatilità e delle (in)capacità dei manager gestionali, esattamente come i fondi che trattano l’azionario.
Trading di posizione: stabilito che l’acquisto di BTP di un privato per ottenere un rendimento reale positivo è prospettiva vana e quindi comportamento errato, ci sembra più opportuno:
1. liquidare progressivamente le posizioni che offrono ancora profitti in conto capitale
2. entrare in acquisto (in ottica di trading) solo nelle fasi chiaramente deboli e quando i mercati cominceranno a prezzare il rischio di elezioni politiche anticipate

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UE/EUROPA
Sconcerto
Ma come? fino a mercoledì scorso Brexit significava disastro economico per UK e dintorni con sterlina in caduta libera e ora con la vittoria assoluta di Boris il Biondo e Brexit matematica entro fine gennaio i mercati hanno completamente ribaltato il sentiment?
Guarda un po’ dov’è finito venerdì il cross sterlina/dollaro: 1,3379 nuovo massimo annuale; è sempre lontanissimo dal giorno del referendum 2016 (1,70) ma resta pur sempre un segnale importante di inversione.
Probabile che i mercati apprezzino i governi senza opposizione e che si siano aperte le scommesse sull’avvio di trattative commerciali con la UE e con gli USA favorevoli per l’UK.
Conferma
Giovedì primo meeting BCE di politica monetaria con la reginetta Lagarde che ha spadroneggiato raccontando cose già note e del tutto irrilevanti per i mercati (tassi bassi forever, avanti col mini-QE e altro); avevamo già detto che era un non-evento. Penosa la stima di crescita dell’inflazione per i prossimi tre anni.

DAX (indice)
Settimana molto volatile con minimo martedì a 12887 e nuovo massimo annuale venerdì in apertura a 13423 seguito da modesto ripiegamento con chiusura a 13283. E’ stata praticamente una copia perfetta di Wall Street; ora ci attendiamo una pausa per la settimana prossima ma nessuna inversione salvo scoprire che l’accordo USA-Cina è da considerarsi come bufala sostanziale.
Ad ogni modo lo scenario lateral ribassista di breve è stato cancellato e ora va sostituito con un laterale 13400 / 12900 allargato sui massimi.
Così come lo spike intraday del 19/11 a 13374 è stato un falso segnale (la cosiddetta bullish trap) anche lo spike di venerdì ha discrete probabilità di essere una altro falso segnale. Notare che negli ultimi 40 giorni area 13300 è stata toccata sette volte.
Forte supporto nell’ampia area fra 12500 e 12000 entro cui è collocato a 12200 il golden cross medie 50/100 e il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del rialzo iniziato il 26/12/2018.
L’eventuale forte uscita dall’attuale range laterale (che questa settimana non c’è stata malgrado il nuovo top annuale) è da considerarsi segnale operativo per un primo posizionamento che potrebbe essere incrementato in caso di conferma.
Trading di posizione: facciamo trading di posizione in ottica unicamente ribassista; siamo entrati al ribasso il 19/11 con 300 ETF leva x2 a 3,055; stoploss a 3,01; possiamo operare fino a 1000 ETF; chiusura settimanale a 3,0485

BUND 10yr (future marzo)
Settimana molto volatile e fotocopia dell’omologo al quale si rimanda per i commenti. Ha chiuso a 172,29 dopo aver segnato venerdì in apertura un minimo a 170,75 seguito poi da forte pullback.
Sul grafico giornaliero guardando ai volumi scambiati si ha una conferma che il doppio massimo a 174 del 24 e 31 ottobre è resistenza importante ora con valenza di medio periodo. Area 171 si è confermata supporto importante la cui eventuale rottura potrebbe avere comunque una durata breve. Solo una rottura confermata avrebbe come primo target area 169
NOTA: visto che spesso i future dei bond presentano spread elevati e sul grafico giornaliero del future continuo si evidenziano spesso dei gap rilevanti al passaggio di un future all’altro, l’analisi tecnica di medio/lungo più corretta andrebbe fatta sulle curve di rendimento; con report settimanali l’analisi dei prezzi è sufficiente e quando si passa da un future all’altro in presenza di spread ampi si forniscono le necessarie precisazioni
Trading di posizione: entreremo solo al rialzo ma restiamo in attesa di un segnale convincente che potrebbe essere la rottura di 174 se determinata da un evento macro significativo o il test e tenuta di area 171

EURO (future dicembre)
A differenza di altri asset che sono rimasti piatti per i primi tre giorni il cross ha iniziato da lunedì a salire anticipando la rimozione dei nuovi dazi USA ai cinesi che avrebbero dovuto essere applicati dal 15 dicembre. E così dal minimo di 1,1044 di lunedì si è passati progressivamente al top periodale di 1,1194. Ma una volta diramato venerdì il testo ufficiale dell’accordo USA-Cina si sono scatenate le prese di profitto con chiusura a 1,1119.
Morale: area 1,12 si è confermata resistenza importante e ora la scenario più probabile per la settimana entrante è una continuazione ribassista.
Lo scenario di medio periodo lateral ribassista 1,12/1,09 (segnalato nel report precedente) è ora un pochino più probabile.
Trading di posizione:  come programmato nel report precedente su test fallito di 1,11 abbiamo aperto venerdì 6/12 una posizione parziale al ribasso con 10 ETN leva x3 a 86,37; stoploss a 83,20; prezzo di chiusura: 85,28 – questa settimana c’è stato test in area 1,12 e avremmo dovuto incrementare la posizione ribassista ma il ritracciamento è stato molto rapido ed essendo l’ETN poco liquido non siamo riusciti a comprare al prezzo proposto

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USA/Wall Street/materie prime
Cari cinesi, è stato bello trattare con voi, ora abbiamo un accordo da fiaba…
E’ stata una settimana a due velocità: primi tre giorni di spasmodica attesa sull’accordo cosiddetto di “fase 1” coi cinesi e col dubbio/speranza sulla rimozione dei nuovi dazi che avrebbero dovuto essere introdotti da oggi. Poi mercoledì il solito tweet entusiasta di Trump e giovedì alcuni media internazionali autorevolissimi davano per certa la rimozione dei dazi vecchi e nuovi. E puntualmente sulle “voci” i mercati reagivano di conseguenza e brutalmente: oro e bond svenduti come asset infetti e azionario ancora in decollo verticale. Anche venerdì in apertura si respirava la stessa aria ma poi è arrivato il comunicato ufficiale sulle modalità dell’accordo (quindi si è raggiunto ma non tutti i dettagli sono stati pubblicati) che ha raffreddato il sentiment perchè la realtà è risultata un po’ meno attraente di quanto era stata rappresentata il giorno prima da alcuni media internazionali autorevolissimi.
Ma Goldman e altri si sono dimostrati più cauti nel valutare l’accordo.
FOMC scontato
Anche il meeting della FED di mercoledì è stato ininfluente per i mercati, lette e sentite cose ormai note e già prezzate. Però qualcosa di positivo ne è scaturito: nei prossimi mesi non dovremmo attenderci sorprese di politica monetaria per cui almeno su questo fronte non si dovrà temere alcuna volatilità.
I tre indici azionari maggiori venerdì in apertura hanno tutti realizzato un nuovo massimo storico e i grafici giornalieri di conseguenza mostrano chiaramente che il rally continua. Probabile che in assenza di nuove storie coi cinesi i mercati perdano un po’ di forza e consolidino i valori raggiunti con una lateralizzazione moderata ma che non impedirà nuovi ritocchi dei massimi.
Francamente non si capisce cosa possa far ritracciare i mercati nel breve periodo.

SP500 (future dicembre)
Primi tre giorni quasi piatti salvo un po’ di volatilità intraday martedì; poi un giovedì da leoni per le anticipazioni super ottimistiche relative all’accordo coi cinesi e conseguente aggiornamento del massimo storico; venerdì l’euforia è continuata fin verso mezzogiorno col nuovo top a 3185 ma poi sono stati resi noti alcuni dettagli sull’accordo ed è subentrata una piccola delusione seguita da qualche presa di profitto ma che non ha impedito di chiudere a 3172 – quindi sempre molto vicino ai massimi – lasciando sul grafico giornaliero una candela di incertezza sulla continuazione del rally.
Probabile che settimana prossima possa crearsi una pausa interlocutoria in attesa di conoscere i termini esatti dell’accordo.
Area 3090 è primo supporto ma debole; da monitorare al ribasso il pivot 3070 che è l’ultimo minimo relativo.
Trading di posizione: siamo entrati al rialzo lunedì 28/10 con 2 ETN a leva 3 a 667,25; lunedì 5/12 abbiamo chiuso come previsto metà posizione a 733,24; ora nuovo trailing stop discrezionale a 730 per chiusura posizione; chiusura settimanale a 757,72

t-Note 10yr (future marzo)
Settimana ancora fortemente contrastata grazie a certe anticipazioni troppo ottimistiche sull’accordo coi cinesi riportate giovedì. Risultato: primi tre giorni quasi piatti, giovedì mini-crollo e venerdì col comunicato ufficiale forte risalita a chiudere a 129,98 (ma in apertura notturna aveva continuato il ribasso segnando il minimo settimanale a 127,9).
Troppa speculazione e volatilità su questo asset da considerarsi tanto rischioso quanto un asset azionario o una materia prima.
Buono da comprare per accumulo ma solo nelle fasi di debolezza o in caso di chiaro sell off azionario .
Trading di posizione: abbiamo acquistato 10 ETN il 4/2 a altri 10 ETN il 19/3 a 91,57 e gli ultimi 10 pezzi il 1/4 a 94,64; prezzo medio di carico è 91,83; dato il contesto di politica monetaria restiamo in posizione per ora senza stoploss e senza determinare nessun livello di attivazione di trailing stop; si tratta di un investimento di lungo periodo; ultimo prezzo di riferimento: 103,76

PETROLIO WTI (future febbraio)
Ha chiuso a 59,69 dopo aver ritoccato venerdì il massimo periodale a 60,39 sulla sostanziale positività dell’accordo coi cinesi. Il pattern di breve resta sempre rialzista ma la prossima settimana sarà determinante per capire se il rialzo in atto dal 3 ottobre farà una pausa per prese di profitto alimentate da coloro che non ritengano ci siano altri motivi per alimentare un crescita costante dei prezzi.
Salvo nuove forti tensioni geo-politiche lo scenario di medio più probabile (ottobre 19-marzo 20) è un ampio laterale fra 64 e 50.
Trading di posizione: mercoledì 9/10 siamo entrati long con 3000 ETC Wti Oil 3x Long a 0,4022 ; attivato trailing stop di 0,07 punti e quindi peggior chiusura possibile ora a 0,435; fissata anche un’allerta in area 60$ del future per valutare un eventuale take profit che attueremo già da domani in caso di debolezza; chiusura settimanale a 0,5392

ORO (future dicembre)
Un po’ di volatilità dovuta alle false notizie sull’accordo coi cinesi ma tutto sommato oscillazioni contenute e tendenza a confermare un pattern di breve lateral rialzista con base area 1450 e massima estensione area 1500. Ha chiuso a 1474.
Dal prossimo report monitoriremo il future febbraio che prezza 7$ in più.

Match gold/Goldman di settimana 50: 0-0  (cumulato 16-31).
Trading di posizione: ultimo trade chiuso il 9/9; ora restiamo fermi in attesa di segnali convincenti in entrambe le direzioni; la rottura confermata della trendline ribassista o del supporto 1460/1450 sono il primo segnale di allerta per entrare in posizione long/short con ETC

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L’operatività è basata sui principi del Trading Money Management – TMM
Il trading di breve periodo è fatto con mini-future se non sono specificati strumenti diversi
Il trading di posizione è fatto invece esclusivamente con gli ETP elencati QUI

 

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in evidenza:

Lo spread BTP-BUND come falso ideologico

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Prossimo webinar: lunedì 16/12 h. 21.30
partecipazione gratuita ma occorre richiedere invito via e-mail
 investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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