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Mercati delle Favole #5

Eventi & Mercati – settimana #5 (1 – 5 feb)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Gli indici azionari anticipano l’andamento dell’economia e della redditività dei titoli quotati (?)
    • Lo spread BTP/BUND quando si riduce è evento ‘positivo’ per gli italiani (??)
    • Mario Draghi governerà anche per una più equa distribuzione della ricchezza e per il miglioramento dello stato sociale (???)
    • Wall Street: ancora nuovi massimi storici (!!!)

Dài, anche se all’anagrafe risultiamo adulti, dentro ciascuno di noi resta sempre una quota di ‘bambino’ come insegna l’Analisi Transazionale con gli stati dell’IO e in quanto bambino non dispiace credere ai racconti di chi riteniamo dotto, suadente e convincente.
Qui ci limitiamo a rivedere tre favole (pardon, racconti …) piuttosto comuni

1. Gli indici azionari anticipano l’andamento dell’economia e della redditività dei titoli quotati
Da questo grafico di SP500 non sembra proprio che i prezzi siano in sintonia col GDP USA
Anche questo grafico evidenzia un’euforia troppo prolungata indipendente dallo stato dell’economia

Es ecco un’altra spettacolare divergenza (o drammatica?) fra prezzi e utili
Morale: l’azionario è oggettivamente sopravvalutato ma l’azione combinata della politica monetaria della FED e degli stanziamenti a fondo perduto del Congresso hanno incrementato e continuano ad incrementare gli acquisti dell’azionario, sia dei piccoli che dei grandi investitori senza guardare troppo ai fondamentali attuali e futuri

2. Lo spread BTP/BUND quando si riduce è evento ‘positivo’ per gli italiani
Ne abbiamo parlato diffusamente QUI.
Oggi che stiamo vivendo sotto il segno del Nuovo Rinascimento by Mario Draghi (MD), i media ci bombardano con lo ‘spread’ che va sempre più giù alimentando la favola metropolitana che “se lo spread va giù vuol dire che è una bella cosa”.
Rammentiamo solo un dettaglio: lo spread non è un asset, è solo il risultato di una banale sottrazione aritmetica fra il rendimento del BTP decennale e quello del BUND decennale. E allora?
Se l’aritmetica fosse materia nelle normali disponibilità di un adulto (d’ora in poi adulto e bambino saranno in corsivo nell’accezione dell’analisi transazionale) allora si dovrebbe arguire che lo spread può diminuire anche quando i rendimenti dei due bond salgono e ovviamente quando quello del bund sale più di quello del BTP; e quando i rendimenti aumentano anche il costo del debito pubblico aumenta e questo non è proprio una cosa bella …

A) Tu che sei un investitore e vuoi comprare bond per i loro rendimenti e sei incerto se prendere BTP o BUND che fai? ti basi sullo spread o sui rendimenti che puoi ottenere? siccome sei un adulto non abbiamo dubbi che ti basi sui rendimenti e non sullo spread e preferirai rendimenti positivi (BTP) a quelli negativi (BUND). ERGO: la tua decisione di investimento la prenderai sul rendimento e non sullo spread
B) Tu che sei invece il Ministro dell’Economia & Finanza e devi stimare il costo del debito pubblico in base ai prezzi delle emissioni dei bond e alle cedole che dovranno essere staccate, sei più interessato allo spread o al rendimento dei BTP che nel tuo caso è sinonimo di costo?
ERGO: la determinazione dei tuoi costi si baserà sui rendimenti che si determinano in fase d’asta e non sullo spread.

E allora perchè i media, i commentatori, gli economisti, ecc. continuano a fare riferimento allo spread? ma noi investitori perchè dobbiamo esse bombardati dai mass media velinari e ignoranti con un indicatore totalmente inutile ai fini pratici invece di essere INFORMATI sull’andamento del rendimento dei BTP?

Nella fattispecie: con l’ascesa di MD sono aumentati gli acquisti di BTP e il rendimento è sceso ma ad oggi resta ancora ben sopra al minimo raggiunto nel dicembre scorso per cui se il MEF dovesse fare domani un’asta di decennali dovrebbe contabilizzare un costo per interessi superiore a quello delle emissioni di due mesi fa.
E allora a cosa e a chi serve tenere in vita la favola dello spread?
Più sotto continua, coi grafici.

3. Mario Draghi (MD) governerà anche per una più equa distribuzione della ricchezza e per il miglioramento dello stato sociale
Qualcosa è già stato detto QUI da cui si potrebbe dedurre che il governo Monti/Fornero non è stato null’altro che l’applicazione pratica di quanto richiesto da Draghi con la sua famosa lettera a Berlusconi del 5/8/2011.
Quindi se qualcuno pensa che l’aumento delle tasse e la stretta su pensioni (es. esodati) e salari (es. art. 18) sia stata responsabilità di Monti, Fornero et al. si sbaglia: questi personaggi sono stati solo gli esecutori materiali ma il mandante era MD.
Impossibile sorvolare poi su alcune coincidenze: i due Mario sono stati importanti ‘collaboratori’ della Goldman Sachs ed entrambi sono stati considerati Fratelli contro-iniziati dal GOD. Ora il GOD ha riabilitato MD come Fratello conforme ai principi latomistici della libera muratoria, amen.

Aggiungiamo che MD è stato governatore di Bankitalia dal 2005 al 2011. Nel 2008 il Monte dei Paschi di Siena comunicò di aver acquisito Banca Antonveneta ad un prezzo da favola considerando anche la qualità e l’importo dei prestiti concessi (oltre 5 mila miliardi di lire a babbo morto) ai ‘debitori di riferimento’ cioè agli amministratori della banca desumibili già dal bilancio del 2002.
Bankitalia avrebbe dovuto controllare e soprattutto intervenire? Sicuramente sì ma preferiamo non dilungarci sul fatto che le banche commerciali che detengono quote importanti di partecipazione in Bankitalia (fra cui il MPS) possono ‘condizionare’ il loro controllore istituzionale (questo è argomento tabù per i media)

Ultimo aspetto da valutare: chi ha giurato fedeltà ai suoi Fratelli massoni (o simili) può giurare fedeltà alla Repubblica d’Italia? ovviamente sì, ma solo perchè la formula di giuramento alla Repubblica non comprende nessuna clausola ostativa all’essere massone, si ignora totalmente questo pericoloso conflitto di interessi così come il nostro codice penale ha ignorato la mafia fino al 1982.
Oggi assistiamo ad una celebrazione e infiniti osanna a reti unificate e senza voci fuori dal coro per MD, potenziale salvatore dell’Italietta e delle poltrone dei parlamentari in carica.
Quindi secondo la comunicazione mediatica MD sarebbe un Presidente del Consiglio da favola.
Non ne conosciamo ancora il programma ma di una cosa siamo sicuri: sarà lui a decidere come utilizzare e distribuire i prestiti europei, e chi voterà la fiducia al suo governo spera di vedersi assegnare fette o anche briciole del Next Generation attraverso la nomina di propri ministri, vice-ministri, segretari, sotto-segretari e altro.
Se MD volesse A) risparmiare i ceti medio-bassi da altra povertà (stop cassa integrazione e sussidi vari, patrimoniali, rendite catastali, eccetera) e B) volesse far crescere l’economia dovrebbe dar corso in contemporanea a tre azioni basilari: ridurre/eliminare mafia, corruzione politica e l’elusione/evasione fiscale (33 miliardi/anno) anche se qualche importante Fratello è sicuramente implicato in queste attività illegali.

Purtroppo sia A) che B) resteranno sogni da favola.


Indici azionari

Wall Street
E’ un mercato da favola.
Sale tutto e sempre, e quando corregge poco poi sale di più e rapidamente; ora SP500 ha un target sulla psico-soglia dei 4 mila

SSE Shangai
Settimana deludente e altalenante intorno a 3500, è una pausa che dovrebbe protrarsi fino a mercoledì prossimo, poi seguiranno cinque giorni di chiusura per il capodanno sotto il segno del Bue (2020-anno del Topo sta al Covid come il 2021-anno del Bue starà al Parco Buoi?)

MIB
Anni fa, uno dei più grandi predatori ambientali del pianeta lanciò una massiccia campagna pubblicitaria con lo slogan “metti un tigre nel motore”. Questa settimana la cosiddetta ‘Piazza Affari’ ha messo un Draghi nel motore. In realtà sono stati solo i big trader internazionali a speculare al rialzo ma conoscendo l’inconsistenza del nostro Borsellino, la litigiosità politica e la depressione economica in cui si trovano milioni di italiani, la storia insegna che il MIB scende di più e più velocemente rispetto ai rally occasionali.
Il MIB venerdì ha superato di slancio il massimo di gennaio con top intraday/annuale a 23276 per poi chiudere a 23083 dando un primo segnale di ripresa del trend rialzista di medio periodo iniziato il 2 novembre scorso.
La gamba rialzista iniziata il 28 gennaio è da considerarsi come avvio di un ciclo mensile che potrebbe estendersi senza correzioni apprezzabili anche alla prossima settimana qualora Draghi accettasse il mandato di formare il nuovo governo

DAX
Settimana tutta al rialzo tranne venerdì quando i big trader si sono dichiarati soddisfatti dei guadagni liquidando con cautela le posizioni long puramente speculative. L’indice ha chiuso esattamente sul livello del top annuale dell’8 gennaio senza dare ancora nessun chiaro segnale di prosecuzione del bull market iniziato lo scorso 28 ottobre

ORO future
Ancora una volta i rialzisti se la sono vista brutta con lo spike ribassista di giovedì che ha segnato un bottom a 1785; fortunatamente venerdì è tornato un po’ di sereno con chiusura a 1815 in short covering.
L’oro resta asset marginale su cui continua a gravare una forte pressione ribassista visto l’andamento di Wall Street e le tendenze rialziste di breve dei rendimenti dei bond e del dollaro USA. Forte supporto in area 1700; area 1770/1800 è supporto ma più debole anche se finora ha tenuto bene

OIL WTI future
Settimana che segna la ripresa del bull market grazie alla decisione dell’OPEC+ di mantenere i tagli della produzione e grazie al nuovo calo delle scorte USA. Chiusura a 57 e ora il target di area 60 è più vicino


Bond

BUND e BTP rendimenti decennale
Questa settimana sono stati venduti BUND per comprare BTP, risultato: il rendimento tedesco è salito e quello italiano è sceso e questa favorevolissima congiunzione astrale ha fatto precipitare lo spread, ma il rendimento del BTP è rimasto ben 6 punti base sopra al minimo di dicembre come si vede dai grafici che non mentono mai a differenza della comunicazione di massa; ma i bambini i grafici non li guardano e se li guardano non li capiscono ma ne apprezzano i colori e gli zig zag delle linee

t-NOTE rendimenti decennale
Settimana tutta all’insegna delle vendite per cavalcare la bolla azionaria che non cede; il rendimento è salito all’1,17%; lo scorso 8 marzo è stato segnato il minimo storico allo 0,5% e da allora il rialzo è stato continuo

Valute

DOLLARO USA dollar index
Rialzo continuo fino a giovedì (91,6) ma venerdì – una volta confermate le stime di miglioramento economico – i big trader si sono precipitati a prender profitto facendo perdere in chiusura 64 punti.  L’uptrend iniziato l’8 gennaio resta intatto

EUR/USD future
All’esatto opposto il cross: il downtrend iniziato l’8 gennaio resta intatto. Ha chiuso a 1,2058

EUR/CHF forex
Settimana tutta al rialzo con chiusura a 1,083; possibile che il ritorno sulla scena di Draghi porti alla creazione di una nuova favola per i bambini, quella che l’euro forte è bello ma gli esportatori che sono adulti non ci credono

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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