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Meme stocks e l’arte del nulla #22

    • Eventi & Mercati – settimana #22 (31 mag – 4 giu)

      Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

        • WALL STREET: sale ancora ma debolmente e non segna nuovi massimi
        • AZIONARIO EUROPA:  alla grande
        • RENDIMENTI BOND: ancora in leggero calo
        • MATERIE PRIME: greggio sopra le righe
        •  MATERIE SECONDE: l’oro si assesta intorno a 1900

Uno dei tanti rischi che si corrono dedicandosi con passione ai cosiddetti social è quella di abbandonare gradualmente la realtà fattuale per immedesimarsi sempre più in quella virtuale, con la giustificazione recondita che così fan tutti e che è bello.
Nella fattispecie il rischio vero è quello di essere preda di una sorta di pandemia online di informazioni considerate appunto “virali” che spesso condizionano il modo di pensare e di comportarsi.
Prendiamo ad esempio due casi che al momento sono al confine fra “normalità” e devianza dalla presupposta normalità: il business della cosiddetta “arte immateriale” e le meme-stocks.

Tu spenderesti 15 mila euro per comprare il nulla? Dicesi “comprare” e non regalare o perdere al gioco o pagare il pizzo o il prezzo di un ricatto, allora leggi QUI e poi chiediti se vedi i germi della devianza.
Beh, si sa che il genio artistico è accompagnato e spesso alimentato da sregolatezza, ma il caso di Salvatore Garau che mette in vendita un Buddha in contemplazione è emblematico come ben si può vedere qui sotto:
Come, vedi solo il teatro della Scala e un rettangolo bianco?
ma scusa, allora non capisci proprio nulla di arte … questa è arte immateriale che si diffonde online! il Buddha te lo devi immaginare, l’opera non è stata realizzata da un pittore o scultore convenzionale bensì da un artista-illusionista abilissimo a scovare clienti che pagano per avere il nulla materiale e che sono convinti di fare un affare che si rivaluterà nel tempo grazie alla pandemia online.
Cominci a vedere il nesso coi prezzi di borsa?

Ma il nuovo filone dell’immateriale – essendoci clienti che acquistano in un mercato nuovo e quindi in espansione, non importa quanto fasullo – va sfruttato e quindi si replica con la vendita a 15 mila euro di un “certificato di autenticità” che attesta che il cliente ora possiede un’opera artistica (chiamata “Io Sono”) unica e inesistente, salvo credere che nello “spazio libero” si possa concentrare una “densità di pensieri” in grado di creare una vera scultura che può assumere “svariate forme”.
Verrebbe da pensare che si tratta di vendite realizzate per circonvenzione di incapace ma – purtroppo – stai certo che così non è.

E a Wall Street le cose non sono molto diverse. Ricordate il caso Game Stop? e ancor prima il caso Tesla creato da un altro artista-illusionista specializzato in quotazioni, tale Elon Musk?
Bene, oggi questi fenomeni di levitazione hanno un secondo nome: meme-stocks che si affianca al primo e più noto growth stocks.

Meme è un neologismo riportato anche nella Treccani.  Può essere “un sistema di comportamento, replicabile e trasmissibile per imitazione da un individuo a un altro” e “i memi digitali sono contenuti virali in grado di monopolizzare l’attenzione degli utenti sul web”.
Praticamente quello che sta succedendo da tempo ad esempio sul forum (ovviamente online) Reddit dove si realizza una sorta di coalizione fra gli iscritti a sostegno di determinati titoli i cui prezzi sono destinati ad impennarsi anche per via degli short covering obbligati dei ribassisti istituzionali cioè di hedge fund coinvolti.
I titoli “meme” non sono altro che titoli presi di mira da gruppi organizzati di piccoli trader che comunicano online acquistando per imitazione gli stessi titoli sulla scia di comunicatori convincenti che condizionano i comportamenti dei gruppi. Se vuoi sapere quali sono i titoli “meme” ti basta interrogare un motore di ricerca qualsiasi, avrai l’imbarazzo della scelta.

Un titolo molto imitato al momento è AMC Entertainment; dal grafico e dai dati finanziari si dovrebbe capire meglio di cosa si parla:
1) prezzo +700% in meno di un mese
2) utili sempre negativi

3) capitalizzazione: $25,7 miliardi
4) introiti negativi di quasi $3 miliardi
5) valore di libro per azione negativo (-5,8%)
6) infine i target prezzi delle agenzie specializzate, sempre largamente inferiori al prezzo di chiusura (47,9); notare l’ultima e recentissima valutazione a $16

Morale: se gli indici di Wall Street salgono grazie anche ai comportamenti devianti di manipoli di piccoli trader che vivono realtà virtuali potenzialmente dannose per la collettività in quanto in grado di alimentare ulteriormente la bolla creata dalle politiche monetarie espansive della FED, allora dovrebbe essere più chiaro che la prossima correzione non sarà per nulla modesta.
Costruire grattacieli su terreni friabili è rischioso e abitarli è fortemente sconsigliato.

 

Indici azionari

USA future
Settimana sorniona fino a venerdì in attesa del job report che ha evidenziato una crescita assai modesta degli occupati non agricoli (NFP, No Farm Payroll) e della retribuzione oraria; questi dati hanno convinto i big trader che il tapering non è vicino e quindi i sistemi di intelligenza artificiale hanno riversato ordini di acquisto consistenti. Giovedì prossimo verrà pubblicato il dato sull’inflazione core per cui occhio.

SSE Shanghai
3592: il tentativo di raggiungere con una direttissima il top annuale ha dovuto capitolare in area 3630 corrispondente al top relativo del gennaio scorso; comunque si tratta solo di pausa tecnica dovuta ad inevitabili prese di profitto limitate; lo scenario rialzista di breve si mantiene immutato

MIB
25570: settimana tutta al rialzo con chiusura sui massimi; 25570 è massimo annuale ma soprattutto è test del massimo pre-covid del febbraio 2020; finchè Wall Street non storna i big trader continueranno a gonfiare la bolla europea per cui solo buone notizie per i rialzisti

DAX
15693: anche qui solo giornate rialziste e sul finale nuovo massimo annuale e storico; il bull market continua con forza

Materie prime

ORO future
1894: settimana volatile; martedì è arrivato fino a 1917 poi è stato venduto con forte scivolone giovedì in concomitanza con spike rialzista del dollaro; venerdì recupero parziale ma deciso grazie ad una marcata discesa dei rendimenti dei bond; il trend di breve resta sempre ben impostato al rialzo con primo target in area 1950

OIL WTI future
69,37: settimana iniziata con breve consolidamento in area 67 e poi deciso e continuo rialzo fino a segnare un massimo relativo vicinissimo a 70 a cui sono seguite modeste prese di profitto; il primo target naturale è area 75 corrispondente al doppio massimo del luglio/ottobre 2018; le ragioni di questo rialzo sono diverse e tutte opinabili ma quando c’è entusiasmo non si sta a guardare troppo il rischio di un eccesso di offerta dell’Iran o del Venezuela o di una forte ripresa dell’output di shale americano o della vendita crescente di auto elettriche; quello che conta è la global driving season ossia la voglia di macinare chilometri e miglia in tutto il mondo grazie alla (momentanea?) eliminazione delle restrizioni imposte dai governi causa covid

Bond

BTP rendimenti decennale
0,88%: non solo azioni ma anche BTP si sono comprati con piacere questa settimana e il rendimento è calato ancora (di 3 centesimi) ma l’uptrend in atto dal febbraio scorso resta sempre inviolato; per non dimenticare: minimo storico dello 0,42% (12/2/21) e massimo annuale dell’1,16% (19/5/21), quindi uptrend di 74 centesimi di cui stornati finora 28 (38%); il ritracciamento fibonacciano del 50% corrisponde ad un rendimento dello 0,79% e qui collochiamo un inflection point visto che in quest’area cadono anche i top relativi del 25/2 e del 20/4

t-NOTE rendimenti decennale
1,56%: fino a giovedì i rendimenti sono rimasti compressi sull’1,6% con movimenti intraday contenuti ma poi il job report di venerdì ha portato volatilità con brusco calo di ben 8 centesimi; morale: da una settimana all’altra non è cambiato nulla

Valute

DOLLARO USA dollar index
90,14: settimana con due giornate movimentate ma con chiusura praticamente identica alla precedente; i dati di giovedì (ADP, jobless claims e ISM report) hanno fatto pensare ad un ulteriore rafforzamento dell’economia e di conseguenza l’avvicinarsi del tapering per cui il dollaro si è apprezzato fino a 90,60 (per non dimenticare: il tapering fa rivalutare il dollaro su tutte le valute) ma i dati del job report di venerdì hanno mitigato le aspettative di tapering precoce per cui i big trader sono andati in reversal lasciando sul grafico un candelone rosso a testare nuovamente il supporto; giovedì prossimo il dato sull’inflazione sarà market mover: con inflazione in crescita il dollaro dovrebbe rivalutarsi

EUR/USD future
1,2170: in questo periodo l’euro non influisce minimamente sull’andamento del cross, subisce solo la speculazione del dollaro; chiusura settimanale poco variata rispetto a quella precedente

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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