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Lagarde/Savona: euro forte? CONSOB chiusa? sarà mica un problema … #37

Eventi & Mercati – settimana #37 (7 – 11 set)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Indici USA consolidano sui minimi e l’imminenza delle presidenziali col caos conseguente non dovrebbe alimentare l’attuale bolla
    • Anche oro e bond intesi come asset rifugio e quindi operativamente come hedging indiretto consolidano
    • Meeting BCE assolutamente incolore e inutile, solo un atto dovuto
    • Astra Zeneca e il Presidente CONSOB ci regalano un ulteriore tassello al variopinto mosaico della pandemia

Settimana senza eventi market mover di rilievo per cui potremmo già chiudere qui e rimandare ai commenti su indici e asset che evidenziano una posizione generalizzata di attesa. Attesa di che? In attesa di qualche evento che al momento non è ben definito salvo l’esito delle elezioni USA …

…  che vedranno un primo risultato parziale, quello delle urne, favorevole a Trump perchè gli elettori repubblicani che si recheranno alle urne saranno molti di più di quelli democratici. Poi bisognerà attendere i voti postali che dovrebbero decretare la vittoria di Biden. Va da sè che in questo guazzabuglio di modalità di voto e attese, Trump si troverà perfettamente a suo agio per esacerbare le divisioni sociali urlando prima e soprattutto dopo il voto ai brogli e sollevando questioni di legittimità che ritarderanno ulteriormente la nomina definitiva.
Lo capiamo, è sempre una seccatura traslocare dai prestigiosi appartamenti della Casa Bianca…

Un appunto anche per il meeting BCE di giovedì scorso che non ha prodotto nessun prurito ai rialzisti dell’azionario ma ha rinvigorito le speranze degli americani di un euro sempre più forte; rimandiamo a questa lettura i commenti sulla questione valutaria ad ogni modo in estrema sintesi la Lagarde come Ponzio Pilato.
Tutti gli altri dati previsionali sull’economia e sull’inflazione non meritano di essere commentati vista la loro scarsa attendibilità.

Infine due parole sui persecutori e untori di covid: euro-vaccino e CONSOB.
La fase III di sperimentazione clinica sugli umani del potenziale vaccino Oxford di Astra Zeneca (per gli amanti delle curiosità occorre sapere che questa farmaceutica in origine era una divisione della Imperial Chemical Industries plc specializzata in esplosivi, pesticidi, vernici e plastiche; poi è stata scorporata, è diventata Zeneca e infine si è fusa con l’Astra) con cui la UE ha siglato a fine agosto un contratto di fornitura per 300 milioni di dosi  è stata sospesa per effetti collaterali importanti. Quante volte abbiamo scritto nei report precedenti che i rialzi dell’azionario dei mesi passati costruiti sulle innumerevoli dicerie relative allo sviluppo dei vaccini erano semplici furfanterie? quante volte abbiamo detto che la creazione di un vaccino è un risultato per nulla scontato come nel caso dell’HIV e della SARS?
Infine il povero Paolo Savona, che dopo aver proposto un debito pubblico irredimibile che nessuno ha preso in considerazione per evitare lapidazioni non solo giornalistiche ed essersi pigliato probabilmente del fanfarone, ora si è pigliato pure il covid e implicitamente anche dell’untore visto che le sedi di Milano e Roma sono state chiuse.
Notizie totalmente inutili per i big trader malgrado il flop del vaccino che sicuramente verrà ripetuto in altre fasi III di altre farmaceutiche.
Fortunatamente il mancato ribasso del MIB per il vaccino in precariato è stato compensato dal mancato rialzo per la chiusura della CONSOB… (questa è una cattiveria, amen)


Indici azionari 

– indici USA consolidano intorno ai minimi di questo primo storno ma aumentano le coperture di ptf e il rapporto put/call totali torna a salire
– indici UE tengono, chi più (DAX) e chi meno (MIB)

NASDAQ100
Settimana debole con consolidamento sulla psico-soglia di 11 mila; primo supporto in area 10500/11000; un po’ prematuro per dire che il recente massimo storico avrà vita lunga però un pensierino a questo proposito ci sta tutto

SP500
Ha chiuso la settimana a 3350 circa bissando il minimo della settimana precedente per cui non sembra proprio che ci sia aria di ripresa del trend primario rialzista; si porta casa di conseguenza una settimana di debolezza a bassa volatilità lasciando aperti nel breve solo due scenari:
– prosecuzione in laterale fino alle elezioni presidenziali o
– correzione impulsiva anticipatoria per la detronizzazione di Trump; primo debole supporto in area 3400/3330; maggiore supporto a 3200 e infine a 3000

DOW JONES
Ha chiuso a 27619 dopo aver segnato mercoledì un minimo intraday a 27198; resiste un filo meglio degli altri due indici ma non potrà decorrelarsi più di tanto in caso di selloff; primo supporto in area 27500/27800

SSE
Dopo l’entusiasmo ad inizio luglio per la ripresa economica l’indice ha disegnato un pattern di ampia lateralizzazione  fra 3200 e 3500; questa settimana si è riportato verso il bordo inferiore per cui settimana prossima dovremmo scoprire se ci sarà un prolungamento di questo pattern grazie ad un possibile rimbalzo o se invece ci sarà un breakout ribassista

DAX
Settimana quasi buona visto il clima generale con quotazioni sempre sopra i 13 mila; lo storno della settimana precedente e i prezzi di questa settimana mantengono l’indice in un canale debolmente rialzista di medio periodo; il breakout della trendline ascendente inferiore darà un primo segnale di prosecuzione laterale purchè non venga bucato anche il primo supporto importante compreso fra 12000 e 11600

MIB
Zero novità, zero operatività di posizione: i prezzi continuano ad oscillare con bassa volatilità fra 21000 e 19000, è una lateralizzazione stretta di medio periodo che in sintonia col caos post-voto elettorale USA (bada bene: non regionali nostrane o referendum) dovrebbe lasciar posto ad una correzione impulsiva magari di breve durata ma ampia e senza recupero immediato; in altre parole attribuiamo maggiori probabilità nel breve/medio ad una continuazione ribassista

Asset 

ORO future dicembre
Settimana discretamente contrasta con minimo a 1910 e massimo a 1970 e infine chiusura a 1948 per cui continua la fase correttiva flat e l’incertezza sulla ripresa a breve del bull market. Notare la formazione di un triangolo laterale la cui rottura sotto 1900 o sopra 2000 dovrebbe riportare direzionalità pluri-giornaliera. Il supporto di breve in area 1900 si è consolidato. Fondamentale la tenuta del supporto in area 1800 dove ci attendiamo, se raggiunto, forti acquisti

OIL WTI future fronte mese
Martedì si è toccato un nuovo minimo a sfiorare 36 a cui è seguito un modesto recupero con chiusura a 37,4. Nei report precedenti abbiamo sempre detto che la tenuta dell’azionario è condizione sufficiente per non scendere sotto area 35 quindi se ora l’azionario incrementasse i ribassi anche il WTI potrebbe procedere come una fotocopia a testare il supporto di breve fra 31 e 34

BTP 10
Ennesima settimana tranquilla con rendimenti che fluttuano debolmente intorno all’1% da considerarsi come psico-soglia

t-NOTE 10
Rendimenti in leggero calo ora allo 0,67% quindi settimana poco movimentata e ulteriore conferma che l’inflazione fa rima col sarchiappone e che nell’immaginario collettivo tenta di prendere il posto dell’unobtainium

DOLLARO USA dollar index
Settimana poco movimentata con modesto rafforzamento e primo consolidamento appena sopra 93, tutto fisiologico quindi

EUR/USD future
 Al meeting BCE la Lagarde non ha preso posizione sulla forza dell’euro tant’è che giovedì è schizzato a 1,19 a cui sono però seguite quasi subito le solite prese di profitto per poi chiudere venerdì a 1,1869. Probabile che l’assenza di minacce anche velate di interventismo consentirà a breve una salita oltre 1,20 e primo target serio in area 1,23 e poi possibile galoppata conclusiva sui massimi del 2018 a 1,26 e in contemporanea sicure proteste di piazza con fantocci della Lagarde dati al rogo e impalati

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Ptf Base

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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