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Hedging: proteggere l’investimento #1

Difficile rendere con un’immagine il concetto di hedging finanziario per cui  ci proviamo con una metafora classica:

Hedging è protezione e nel nostro contesto è quell’operatività che consente di proteggere gli asset detenuti in portafoglio da un eventuale deprezzamento.

In realtà l’hedging è una pratica introdotta nella finanza dall’operatività ormai secolare degli agricoltori e allevatori di bestiame che investono risorse subito per produrre ciò che si potrà vendere solo a distanza di tempo ma ad un prezzo già definito oggi, in modo da garantirsi – sempre da subito e almeno sulla carta – un profitto sufficiente per giustificare il loro lavoro.

Per agricoltori e allevatori i loro prodotti sono asset a tutti gli effetti (sono materie prime, genericamente definite anche come cash) ma che richiedono del tempo prima di trovare mercato per cui è necessario proteggere da ribassi di prezzo che potrebbero verificarsi al momento della vendita. In questo caso i produttori primari (di materie prime) vendono future (short future) con scadenza corrispondente al momento della vendita dei prodotti; questa pratica viene detta short hedging.

Opposto è il caso di un trasformatore, ad esempio una raffineria di greggio o un produttore (secondario) di farine, che si impegna contrattualmente ad acquistare a scadenza determinati quantitativi di prodotto (ad es. greggio e mais) ma ai prezzi di mercato presenti al momento della presa in carico della merce per cui, per evitare di comprare a prezzi più alti di quelli correnti, acquisteranno subito future (long future) e saranno quindi dei long hedger.

Nel primo caso il produttore di materie prime si protegge dal rischio di un ribasso dei prezzi al momento della vendita mentre nel secondo caso il trasformatore si protegge dal rischio di dover acquistare a prezzi crescenti.

Se nelle attività dell’economia reale (produzione, trasformazione e commercio di beni fisici) l’hedging viene realizzato con modalità operative praticamente standardizzate, lo stesso non vale nella cosiddetta “industria” finanziaria mentre nell’investimento privato (il cosiddetto “risparmio”) c’è addirittura buio assoluto, sia nella pratica che nella mente dell’investitore.

Per fare un hedging di portafoglio efficace occorre disporre delle informazioni tecniche e finanziarie necessarie ed essere in grado di applicarle con competenza agli asset (posizioni) posseduti.

Chi fosse interessato a proseguire in questo percorso formativo deve da subito sapere che un hedging efficace può essere realizzato solo con opzioni e/o future quotati nei mercati regolamentati. E come ulteriore premessa aggiungiamo che la tecnica del “mediare” i prezzi continuando a comprare anche in un mercato orso o comprare a caso con scadenze programmate può essere una strategia vincente solo in certi mercati e solo per certi asset e solo in determinati periodi; infatti chi ha mediato i titoli azionari italiani (e non solo) nel 2008, dopo dieci anni continua ad avere una perdita media del 30%.

(continua)

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