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Grazie virus… #6

Eventi & Mercati – settimana #6 (3 – 7 feb)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

Assurdo. Da sempre quando il GDP cala in modo inaspettato si creano sconquassi a Wall Street. Due settimane fa, cioè l’ultima di gennaio, si è chiusa con una correzione del 3,7%. Il lunedì successivo, cioè lunedì scorso, ci si attendeva un crollo della borsa di Shangai e così è stato (-8% circa) ma ci si attendeva anche il proseguimento della correzione sui listini occidentali. Invece no, sono saliti vistosamente.

Sarà pullback si è pensato, cioè reazione tecnica per prese di profitto. Invece no. Forse qualcuno sapeva che si stava preparando a breve una grossa “sorpresa” per i mercati, cioè la comunicazione che s’era già trovato il modo di neutralizzare questo bat-virus (cioè virus partorito dai pipistrelli cinesi).
E fu così che martedì alle h. 8.00 un super-ricercatore inglese comunica al mondo che lui è in grado di preparare un vaccino in 14 giorni e nessuno osa chiedergli quale roba ha comprato di recente dal suo pusher. Dopo poche ore i cinesi rincarano la dose (quella del pusher) dicendo che almeno due gruppi di ricerca autoctoni sono in fase avanzata per la sintesi di un farmaco anti-bat-virus.
E Wall Street ridecolla mettendo a segno tre giornate consecutive di rialzi poderosi tanto da segnare giovedì il nuovo massimo storico.
Notare che martedì pomeriggio l’OMS (leggi risposta ad ultima domanda) si è sentito in dovere di dichiarare che al momento non esiste nessun tipo di trattamento specifico contro il coronavirus e nessuna replica o conferma circa l’avanzamento delle ricerche farmacologiche è arrivata dai falsari.

Morale: bufale (o fake news, come preferisci) smentite in giornata non hanno minimamente indotto i big trader a darsi una calmata. Veramente emblematico di come funziona Wall Street: corre corre, poi al minimo intoppo insabbia la testa per non vedere, e poi riparte di corsa ignorando che il problema non solo esiste ancora (ora si parla anche di super-untori cioè di coloro che sono stati infettati e che hanno contagiato da soli decine di persone rendendo i bollettini ufficiali cinesi credibili solo per atto di fede) ma si aggrava ogni giorno di più, sia per l’aumento dei contagiati e dei morti (ora di più di quelli causati dalla SARS), sia per le mazzate che si prendono molti comparti economici.

Seconda morale: il virus è stato trasformato da problema in opportunità è diventato cioè un market mover rialzista primario: innanzitutto sulla correzione sono arrivati acquisti in virtù della strategia “buy the dip” e sulle bufale è ritornata l’euforia.

Ora S&P ha rivisto il GDP cinese al 5% per il 2020, una bella sberla per gli struzzi rialzisti, e allora venerdì si sono liquidate un po’ di posizioni in guadagno limando di pochi decimali i grossi guadagni della settimana.
E visto che si torna a gonfiare la bolla, si rimanda all’avvertimento della FED sulle valutazioni elevate degli asset


Intanto il dollaro continua a rafforzarsi, l’oro si avvicina ai suoi massimi e il petrolio soffre. E il Presidente cinese si defila e prepara il piano B cioè difendersi dai suoi oppositori politici in caso di peggioramento della situazione. Intanto monta la rabbia sui social cinesi a proposito della morte del medico che per primo ha dato notizia del virus e il regime risponde a colpi di censura e avviando una indagine-farsa sulla sua morte, di cui peraltro è naturale nutrire sospetti vista l’ “utilità” di far scomparire un testimone scomodo della stupidità di certi homo pekinsesis (considerati dagli antropologi forse non a torto come una sottospecie dell’homo erectus).

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ITALIA
MIB (indice)
Sembra che il nostro indice abbia imparato a volare segnando venerdì un nuovo massimo annuale a 24523 replicando perfettamente l’andamento di Wall Street. Siamo quindi ancora al test di una resistenza storica.  Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo con SP500, entreremo anche col MIB in se si creasse una qualche decorrelazione strutturale con SP500

BTP decennale (future marzo)
Altra ottima settimana di consolidamento sui massimi in area 147,90. La conferma di Fitch del rating BBB- non ha creato volatilità. Grafico
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ATTENZIONE
L’investitore tradizionale deve fare un bagno di realismo e accettare che anche i titoli di Stato italiani non offrono più rendimenti reali positivi per cui comprare BTP significa solo assumere posizioni speculative al rialzo.
L’incremento di capitale derivante dall’incasso delle cedole è solo teorico in quanto la tassazione e le spese bancarie tendono ad azzerare gli introiti.
I fondi pensione “garantiti” e i fondi obbligazionari puri ora sono completamente in balìa della volatilità, dei costi opachi e delle (in)capacità dei manager gestionali, esattamente come i fondi che trattano l’azionario.
Stabilito che l’acquisto di BTP da parte di un privato per ottenere un rendimento reale positivo dalle cedole è prospettiva vana e quindi comportamento errato, ne deriva che questa operatività ha sempre senso ma è da intendersi unicamente come posizionamento rialzista finalizzato ad ottenere un guadagno in conto capitale. Esattamente come l’investimento in azioni. E per ottenere questo risultato occorre che i titoli acquistati:
1.  incrementino il loro valore
2. vengano venduti in guadagno e obbligatoriamente prima della scadenza
Tenere i titoli fino a scadenza significa quasi sempre regalare soldi alla banca, ottenere un rendimento reale negativo e per quelli con scadenze lontane (oltre i cinque anni) ci si assume anche un maggior rischio di ristrutturazione del debito pubblico (il possibile ricorso al MES da parte del governo comporta inevitabilmente l’applicazione delle Clausole di Azione Collettiva da parte degli investitori istituzionali) e quindi di perdita.

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EUROPA
DAX (indice)
L’euforia di Wall Street ha contagiato anche l’indice tedesco portandolo a testare giovedì il massimo annuale a 13640 del 22 gennaio. Venerdì è sceso di un nulla per cui ci attendiamo che domani apra in ribasso per scontare la chiusura negativa americana. Supporto di medio periodo a 12980/12800. Grafico

BUND 10yr (future marzo)
Settimana in moderato ribasso in linea coi bond USA e poi pullback venerdì a chiudere a 174,25 quindi poco lontano dal massimo di fine gennaio. Sul grafico giornaliero del future continuo si notano dal novembre scorso una serie di minimi e massimi mensili crescenti per cui abbiamo l’impressione che questo massimo annuale non durerà molto…  Grafico
Portafoglio Base: per ora operiamo solo col t-note, entreremo anche col bund se si creasse una qualche decorrelazione strutturale col t-note 

EURO (future marzo)
Cinque giornate di ribasso, difficile trovare nel passato recente una settimana con cinque giornate di nuovi minimi consecutivi. Il tutto contro ogni logica intermarket: non sono previsti rialzi dei tassi e Wall Street vola per cui il dollaro inteso anche come asset rifugio avrebbe dovuto indebolirsi. Invece la settimana si chiude a 1,0968 quindi ad un soffio dal minimo di 1,089 del primo ottobre scorso da cui è iniziato una nuova fase ciclica. Il quadrimestrale e relativi sottocicli bimestrale e mensile sono quindi ancora aperti e in fase conclusiva.
Finora l’area di 1,10 di cui ne parliamo da mesi ha tenuto per cui riteniamo probabile l’avvio di un pullback già da settimana prossima. Grafico

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USA / Materie prime
SP500 (future marzo)
Già si è detto qualcosa ad inizio report. Il nuovo massimo storico è ora a 3358 (per l’indice è a 3348). Visto che non c’è alcuna intenzione di smettere di soffiare dentro la bolla l’unica previsione possibile almeno nel brevissimo è la continuazione del rialzo, malgrado sia contro le evidenze fattuali e la logica. Grafico
Portafoglio Base: siamo sempre aperti con una posizione tattica ribassista Xtrackers S&P500 -1x 
Portafoglio Hedged: siamo aperti con Boost S&P500 3x Long e put vertical spread

t-Note 10yr (future marzo)
Primi quattro giorni al ribasso e poi venerdì pullback con chiusura a 131, in perfetta correlazione intermarket con l’azionario. Con questo movimento si è creato un debole supporto di brevissimo in area 130. Impossibile fare previsioni razionali anche solo per la prossima settimana visto come WS ha reagito a delle bufale plateali. Grafico
Portafoglio Base: siamo aperti con Boost Us Treasuries 10y 3x Long

PETROLIO WTI (future marzo)
Si diceva in apertura che il petrolio soffre, infatti nemmeno la disponibilità dell’OPEC a tagliare ulteriormente la produzione è servito per risollevare i prezzi visto che la Russia si è dichiarata “non pronta” a ridurre il proprio output. Martedì ha segnato il nuovo minimo annuale a 49,3 e poi ha proseguito in leggero recupero chiudendo a 50,3. Se WS continuerà a correggere probabile che anche il WTI proseguirà la corsa al ribasso.  Dal top annuale la correzione è stata finora del 24%. Grafico

ORO (future febbraio)
Lunedì a pochi secondi dall’apertura ha segnato un massimo a 1595 e poi sono seguite 48 ore di depressione assoluta con minimo a 1550. Poi da mercoledì in controtendenza con l’azionario ha ripreso a salire, forse grazie anche alla precisazione dell’OMS che al momento non esistono farmaci antivirali specifici, chiudendo venerdì a 1571. Probabilissimo che la stretta lateralizzazione in atto dall’inizio dell’anno sia una fase d’accumulo quindi preparatoria per un breakout significativo della psico-soglia di area 1600 nonché massimo annuale toccato nell’intraday l’8 gennaio scorso. Grafico
Portafoglio Base: 
siamo aperti con Boost Gold 3x Long

RAME (future marzo)
Settimana di accentuato pullback con le prime quattro giornate al rialzo ma venerdì sono arrivate forti prese di profitto (-1,8%). Quindi nulla di nuovo, prezzi che confermano i timori sul rallentamento della produzione industriale cinese.
Il rame è un buon indicatore anticipatorio dell’economia globale più affidabile del petrolio. Grafico

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ASIA
CINA SSE (indice)
Lunedì alla riapertura dopo una settimana di stop l’indice ha segnato un minimo a 2685 segnando una correzione di quasi il 15% rispetto al massimo di gennaio  a 3127. La settimana è poi proseguita tutta al rialzo con chiusura a 2876 che rappresenta un ritracciamento di quasi la metà della correzione. Quindi situazione di attesa e probabile andamento lateral ribassista per le prossime settimane.  Grafico

GIAPPONE NIKKEI (future)
Come WS, settimana tutta al rialzo tranne la limatura di venerdì. E’ tornato a testare il doppio massimo dicembre/ gennaio a 24000 ma il ribasso di venerdì lascia aperta la porta del triplo massimo, cioè fine del rialzo iniziato nell’agosto scorso. Grafico

 

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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