Home / Analisi mercati / Finalmente un po’ di caos (grazie ancora FED!) #24

Finalmente un po’ di caos (grazie ancora FED!) #24

    • Eventi & Mercati – settimana #24 (14 – 18 giu)


      Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

        • FOMC: la FED ne esce ancora una volta come entità incredibile, nel senso di non credibile
        • INFLAZIONE USA: rivista al rialzo quest’anno, di quanto? solo del 327% in più rispetto a marzo (incredibile!!!)
        • MERCATI: dollaro e bond preludono ad un’estate molto calda e intanto accendono i fuochi d’artificio
        • AZIONARIO: Dow Jones in svendita, l’europeo corregge solo venerdì (è forse ritardato?) 
        • ORO: assassinato, sicuramente si tratta del solito serial killer

Si sentiva la mancanza di una settimana frizzante come questa, con tanti spike orari e candeloni rossi e verdi giornalieri, praticamente si è festeggiata l’ennesima cilecca della FED con fuochi artificiali, come è artificiale un’economia e un’inflazione costruite con politiche monetarie ‘ultra-espansive’ e con migliaia di miliardi di aiuti pubblici per sostenere imprese defunte, disoccupati, famiglie a basso reddito e middle class in crisi, con buona pace per il rapporto debito/PIL e per i numeri del job opening ovvero delle offerte di lavoro che non trovano risposte di aspiranti lavoratori. Negli USA non lo chiamano reddito di cittadinanza ma l’effetto è identico: meglio starsene a casa con l’assegno mensile di Babbo Biden piuttosto che andare a lavorare

I mercati avrebbero potuto iniziare a banchettare con la volatilità già da martedì grazie alle vendite al dettaglio USA nettamente inferiori alle stime (-1,3% m/m) ma hanno preferito non agitarsi troppo visto che la portata principale sarebbe stata servita il giorno dopo dal FOMC. Notare comunque l’andamento schizofrenico di questo indicatore in epoca covid:
Poi venne il mercoledì.
Ore 14.30 italiane: il PCE maggio (Personal Consumer Expenditures) è salito nuovamente ora al 3,6% mese su mese

PCE e CPI (Consumer Price Index, vedi report precedente) sono i due indicatori più comuni che misurano l’inflazione (ebbene sì, c’è inflazione anche di indicatori sull’inflazione…) ma la FED fa riferimento solo al primo. Per capire le differenze fra i due puoi leggere QUI ma le cose forse più importanti da sapere sono due: entrambi sono correlati e quindi evidenziano lo stesso trend ed entrambi sottostimano l’inflazione reale ad esempio nessuno dei due mette nel paniere il costo delle case e guarda qui che bull market ha messo su l’asset-casa, impressionante:

h. 20.00: viene pubblicato il documento finale delle decisioni e previsioni del meeting FOMC, c’è qualche sorpresa, adesso la FED prevede due incrementi dei tassi entro il 2023 e un’inflazione 2021 compresa fra il 3,1% e il 3,5%.
Ma come? passi per i due aumenti dei tassi, anticipati di poco rispetto alle previsioni di marzo, ma l’inflazione proprio no: a marzo la FED aveva previsto un 2,2% per l’anno corrente e com’è che a distanza di SOLI tre mesi applica una revisione al rialzo con uno scostamento di circa +70%?
Semplice: torna a guardare il grafico del PCE e scoprirai che a marzo i valori disponibili del PCE erano bassi (dic/gen/feb) mentre in quest’ultimo meeting si è dovuto ragionare sul trimestre mar/apr/mag che presenta valori molto elevati.
Allora ci sta tutto un altro “ma come?” Tu, potente FED che manipoli i mercati con le parole e con i fatti e che puoi disporre di informazioni anticipate a cui noi umani non abbiamo accesso, a marzo non avevi nemmeno la più pallida idea che nei tre mesi successivi il PCE di maggio (3,6%) sarebbe cresciuto del 327% – dicasi più del TRIPLO – rispetto al PCE di febbraio (1,1%)???

Non stiamo parlando di previsioni di lungo termine ma solo a tre mesi; allora possiamo dire che il covo massonico targato FED non è assolutamente in grado di prevenire un forte rialzo dell’inflazione malgrado la cosiddetta “stabilità dei prezzi” sia uno dei suoi due mandati istituzionali?
Il nostro report precedente titolava ‘Inflazione fuori controllo‘ e ora ne abbiamo la conferma (e siamo in buona compagnia QUI). Ora resta solo da scoprire fino a quando resterà così alta.

In realtà sono ancora pochi quelli che osano pensare pubblicamente che sia fuori controllo, infatti per la maggioranza – a partire ovviamente dalla FED – l’inflazione è solo transitoria, vedrai che passa, dopo il temporale viene sempre il sereno…
OK evviva la narrativa della transitorietà ma cosa vuol dire ‘transitorio’ ? ma soprattutto una cosa transitoria quanto dura?
Nessuno lo sa perchè molti preferiscono non sapere, i giornalisti accreditati si guardano bene dal fare domande insistenti a Powell sull’argomento tanto ci sono i dot-plot che spiegano tutto, cioè le previsioni fatte coi puntini: ogni partecipante al FOMC è un puntino la cui opinione viene riportata in una tabella insieme a tutti gli altri puntini e l’opera pittorica che ne vien fuori (chiamata anche ‘grafico’) comunica al mondo le previsioni triennali ma per migliorare la leggibilità è anche possibile riassumere le opinioni dei partecipanti in una semplice tabella da cui puoi scoprire tra l’altro che la mediana dell’inflazione USA per il 2021 è stimata al 3,4%

Questo invece è l’autentico dot-plot dei tassi:

Bene allora una risposta indiretta ce l’abbiamo: ‘transitorio’ significa che dura almeno nove mesi, cioè da marzo (quando il PCE è raddoppiato rispetto a febbraio) a dicembre.
Ma per la gente normale nove mesi è senz’altro un periodo transitorio (perchè TUTTO è transitorio) ma non è un periodo breve.

Per dirla fuori dai denti: il termine TRANSITORIO non è sinonimo di PERIODO BREVE perchè anche un centenario ha una presenza transitoria sul pianeta Terra pur avendo campato per cento anni quindi la narrativa del transitorio non è altro che manipolazione comunicativa in quanto si è scelto un termine che non significa “entro breve” ma che i trader e gli investitori un po’ impauriti per le conseguenze di una politica monetaria più restrittiva non esitano ad attribuirgli questo significato per loro tranquillità.
Mica finita qui, ce n’è ancora di roba da dire.

Ore 20.30: inizia la conferenza di Powell fortemente sostenuta dall’assunto che ‘tanto quest’inflazione è solo transitoria’ ma poi arrivano le domande dei giornalisti e toh, guarda caso ce n’è uno che vuole sapere del tapering, cioè vuol sapere se durante il meeting si è parlato di quando la FED inizierà a ridurre il suo programma di acquisti di bond e altro (l’attuale QE è di 120 miliardi al mese). Powell è stato buono e ha risposto con un gioco di parole traducibile più o meno così: “durante il meeting ci siamo semplicemente chiesti quando dovremo iniziare a parlarne” (talking about talking about)
APRITI CIELO! al meeting si è anche pensato di rimandare ad un altro meeting la vera discussione sull’opportunità/necessità di fare tapering oltre ad aver previsto due miserabili incrementi dei tassi per complessivi 50 punti base nell’arco dei prossimi 30 mesi? ma allora questi sono matti, vogliono rompere un giocattolo (stock market) che vale circa 60 mila miliardi di capitalizzazione totale

Interessante come sempre l’opinione di Mish sulla pazzia di continuare a comprare ogni mese 120 miliardi di titoli

Come hanno reagito i mercati
La reazione immediata e più eclatante l’ha avuta il dollaro che si è impennato del +1% confermando la correlazione positiva fra aumento dei tassi e sua rivalutazione. Questo spike ha avuto un effetto domino sulle materie prime con ribassi pronunciati che si sono resi più evidenti il giorno dopo (povero oro…) confermando pure la correlazione inversa fra rivalutazione del dollaro e deprezzamento delle materie prime.
Anche i prezzi dei bond di tutte le scadenze mercoledì sono crollati ma da giovedì il decennale e il trentennale hanno recuperato mentre il cinque e il due anni hanno continuato a perdere prezzo e quindi ad aumentare i rendimenti.
Infine l’azionario, sia USA che UE, s’è preso una bella sbandata culminata venerdì (NASDAQ100 escluso, ma perchè?).

Morale: i mercati hanno smesso di credere alla transitorietà dell’inflazione in quanto la FED ha dimostrato di avere scarsa credibilità avendo sbagliato così platealmente sull’inflazione 2021. E chi mi dice che anche il dato 2022 sia ampiamente sottostimato? e allora l’aumento dei tassi verrà ri-anticipato al 2022?

Occhio che questo è il primo vero campanello d’allarme per il bull market azionario
D’ora in poi meglio prestare la massima attenzione al PCE di giugno, luglio e agosto per prepararsi al FOMC di settembre

 

Indici azionari

USA future
DJ: è da dieci giorni che infila una discesa dopo l’altra e il candelone rosso di venerdì non butta bene tuttavia in area 32000 (-9% dai massimi) dovrebbero arrivare forti acquisti a sostegno
SP500: a parte il mini-crollo di venerdì le quotazioni restano ancora molto vicine ai massimi grazie ai numerosi titoli tecnologici presenti nell’indice che hanno risentito poco o nulla dell’esito del FOMC; fra 3900 e 4000forte supporto
NASDA100: ancora rialzi tant’è che fra giovedì e venerdì ha segnato un nuovo massimo storico, inutile parlare di supporti visto che non c’è traccia di correzione però una cosa va notata: fra fine febbraio e i primi di marzo questo indice subì una correzione più ampia rispetto agli altri due indici con la motivazione che i tecnologici sono più “sensibili” all’aumento dell’inflazione per via dell’incremento conseguente dei tassi, praticamente la comunicazione dei mass media finanziari aveva creato un parallelismo fra titoli tech e bond. Ora invece la situazione non è più di semplice parallelismo ma di divergenze parallele (se questo non è caos …)

MIB
25218: rispetto alla settimana precedente ha perso 500 punti secchi; tuttavia il canale rialzista in essere dal novembre scorso resta intatto

DAX
15448: la correzione s’è vista solo venerdì ma come per il MIB il canale rialzista è intatto; area 15000 dovrebbe dare un discreto supporto

Materie prime

ORO future
1764: settimana pesantissima con le ultime tre giornate veramente stressanti per i trader: mercoledì volatilità alle stelle e poi giovedì e venerdì sempre più in basso, praticamente in tre giornate s’è mangiato il 60% di tutto il rialzo iniziato ad aprile; probabile che si tratti di reazione amplificata dai sistemi automatici tarati sul rialzo del dollaro, praticamente un serial killer informatico

OIL WTI future
71,14: sempre più su con nuovo massimo annuale segnato mercoledì a 73 e quindi abbastanza indifferente alla rivalutazione del dollaro

Bond

BTP rendimenti decennale
0,87%: rendimenti in leggero rialzo per l’effetto FOMC e volatilità normale

t-NOTE rendimenti decennale
1,44%: rendimento invariato rispetto alla settimana precedente ma di volatilità ce n’è stata parecchia: mercoledì è schizzato all’1,6% mentre i ribassi di giovedì e venerdì hanno annullato totalmente il rialzo; si tratta di un comportamento sospetto, è come se le cosiddette ‘mani forti’ (cioè la FED) non avevano organizzato nessun sostegno dei prezzi mercoledì ma poi hanno rimediato concentrando gli acquisti nei due giorni successivi; vedremo nei prossimi giorni quanto questa manipolazione riuscirà a convincere gli investitori istituzionali a non liquidare le posizioni di portafoglio; intanto qualcuno torna alla carica con la storia del 2%

Valute

DOLLARO USA dollar index
92,33: dalle h. 20.00 di mercoledì praticamente non ha mai smesso di salire ma non pensiamo che venga lasciato andare troppo su, già in area 92,50 dovrebbero arrivare le prime prese di profitto

EUR/USD future
1,1886: pesante scivolone del cross ma fra 1,16 e 1,17 la discesa dovrebbe terminare

§ § §

Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

§ § §

investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

Check Also

Adesso dolore

Liliana se ne è andata mia compagna di vita devastata da un male atroce Un …