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Dopo i fuochi artificiali nuovi massimi storici #2

Eventi & Mercati – settimana #2 (6 – 10 gen)

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Linee Guida InvesPRO 2020

Portafogli

Trading Money Management – TMM

 

Siamo nell’epoca del consumismo finanziario più sfrenato visto che un evento grave come lo scambio di missili omicidi fra USA e Iran viene prezzato con volatilità di pochissimi giorni e poi tutto rientra nella normalità senza lasciare alcuna traccia rilevante nei grafici giornalieri, soprattutto quelli europei.
Quindi la questione iraniana è archiviata e soprattutto è ora da considerarsi chiusa per sempre. La questione libica invece è talmente intricata e contrasta che è buona solo per i media, i mercati non la prendono minimamente in considerazione.
Quindi a far mercato restano solo i dati sulla tenuta delle economie USA/cinese e l’incognita tassi in mano ad una FED del tutto inaffidabile capace anche di aumentarli quest’anno. E pensare che fino a sei mesi fa tutti ritenevano che la recessione americana era dietro l’angolo vista l’inversione delle curve di rendimento dei treasury a 10 e 2 anni e oggi completamente normalizzata.
Un’altra incognita riguarda invece l’accordo di “fase uno” che verrà formalizzato sicuramente mercoledì prossimo ma di cui non si conoscono ancora i termini per cui è lecito dubitare che il mercato possa trarre spunti per continuare indisturbato il suo rally perenne che, dopo la notte infernale di martedì creata dalla rappresaglia iraniana, è tornato a ritoccare gia mercoledì e poi anche giovedì e venerdì  i suoi massimi storici.
Una curiosità: il testo dell’accordo sarà redatto in due lingue, l’inglese yankee e il cinese standard/mandarino e Trump dovrà firmare entrambi i documenti. I suoi sonni probabilmente sono turbati dal fatto che non ha modo di controllare direttamente se il documento redatto con caratteri più simili ai geroglifici che alle lettere sia l’esatta traduzione del testo inglese. Perchè se un giorno dopo la firma si scoprisse che i cinesi hanno fatto l’ennesima furbata facendo firmare un testo diversamente interpretabile rispetto all’americano allora l’ira terribile del pelide biondo ossigenato Testa di Dazio potrebbe avere conseguenze anche per Wall Street.
Intanto un buon risultato è stato raggiunto visto il forte calo del deficit commerciale USA per drastica riduzione dell’import cinese.

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ITALIA
MIB (indice)
Gli indici europei non hanno subito la volatilità dei mercati asiatici e americani perchè erano chiusi quando è avvenuta la rappresaglia iraniana per cui nei loro grafici non si notano forzature salvo il gap rialzista piuttosto accentuato fra mercoledì e giovedì. Il MIB è salito anche venerdì segnando nell’intraday il nuovo massimo a 24147 per poi chiudere in assestamento a 24021.
L’impostazione si conferma rialzista ma meglio non dimenticare di dare uno sguardo al grafico mensile dove si nota che area 24500 è stata barriera impenetrabile nell’ottobre 2009, da aprile ad agosto 2015 e nel gennaio/aprile/maggio 2018. Ben nove tentativi di superamento nel corso di dieci anni tutti naufragati. Quindi facciamo gli auguri al nostro indice, non solo di superare una resistenza storica ma di stupirci restando sopra per sempre.
Portafoglio Base: per ora operiamo solo con SP500,  entreremo anche col MIB se si creasse una qualche decorrelazione strutturale con SP500

BTP decennale (future marzo)
Comportamento più che onorevole con chiusura a 143,54 mostrandosi molto meno volatile del bund e anche più performante. Sarà interessante vedere le reazioni del mercato al voto regionale del 26 prossimo.
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ATTENZIONE
L’investitore tradizionale deve fare un bagno di realismo e accettare che anche i titoli di Stato italiani non offrono più rendimenti reali positivi per cui comprare BTP significa solo assumere posizioni speculative al rialzo.
L’incremento di capitale derivante dall’incasso delle cedole è solo teorico in quanto la tassazione e le spese bancarie tendono ad azzerare gli introiti.
I fondi pensione “garantiti” e i fondi obbligazionari puri ora sono completamente in balìa della volatilità, dei costi opachi e delle (in)capacità dei manager gestionali, esattamente come i fondi che trattano l’azionario.
Stabilito che l’acquisto di BTP da parte di un privato per ottenere un rendimento reale positivo dalle cedole è prospettiva vana e quindi comportamento errato, ne deriva che questa operatività ha sempre senso ma è da intendersi unicamente come posizionamento rialzista finalizzato ad ottenere un guadagno in conto capitale. Esattamente come l’investimento in azioni. E per ottenere questo risultato occorre che i titoli acquistati:
1.  incrementino il loro valore
2. vengano venduti in guadagno e obbligatoriamente prima della scadenza
Tenere i titoli fino a scadenza significa quasi sempre regalare soldi alla banca, ottenere un rendimento reale negativo e per quelli con scadenze lontane (oltre i cinque anni) ci si assume anche un maggior rischio di ristrutturazione del debito pubblico (il possibile ricorso al MES da parte del governo comporta inevitabilmente l’applicazione delle Clausole di Azione Collettiva da parte degli investitori istituzionali) e quindi di perdita.

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UE/EUROPA
DAX (indice)
Curioso vedere il gap rialzista che si è aperto fra mercoledì e giovedì: 150 punti! Venerdì ha poi ritoccato nuovamente il massimo annuale a 13548 chiudendo però in modesto ritracciamento.
A guardare il grafico giornaliero si deve concludere che il bordo superiore della lateralizzazione 13300 / 13000 è stato superato in maniera netta per cui sarebbe logico attendersi ora l’avvio di una nuova gamba rialzista. Tuttavia la candela di venerdì non la consideriamo ancora una conferma del nuovo uptrend per cui non ci meraviglieremmo se già da settimana prossima l’indice rientrasse nella fascia laterale.

BUND 10yr (future marzo)
Mercoledì era di scena la volatilità estrema:  lo spread intraday è stato di ben 200 punti e i piccoli trader di giornata sono stati quasi tutti falcidiati con perdite pesanti. Chiude la settimana a 171,43 continuando così a vegetare nel canale laterale 173 /170.
Portafoglio Base: per ora operiamo solo col t-note, entreremo anche col bund se si creasse una qualche decorrelazione strutturale col t-note

EURO (future marzo)
Settimana caratterizzata da un continuo rafforzamento del dollaro e quindi nuova gamba ribassista per il cross che chiude a 1,1122 mantenendosi quasi al centro della fascia di lateralizzazione 1,10/1,13 in atto dal primo di ottobre 2019. E’ ormai una certezza che gli eventi degli ultimi mesi, sia endogeni che esogeni ai mercati, non siano stati assolutamente in grado di dare direzionalità superiore alle tre settimane: deduciamo che i prezzi sono sostanzialmente in balìa di target algoritmici che producono ciclicità mensile costante e abbastanza omogenea, ottima per i trader che seguono questo andamento.

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USA/Wall Street/materie prime
SP500 (future marzo)
Mercoledì bestiale con 85 punti di spread intraday fra massimo e minimo. Poi le suadenti parole di Trump hanno fatto riprendere la marcia verso la stratosfera con nuovo massimo storico venerdì a 3287 subito seguito da diverse prese di profitto per festeggiare degnamente il ridimensionamento della questione iraniana.
Ha chiuso a 3263 ed è inutile parlare di supporti e resistenze, Stairway to Heaven come direbbero i Led Zeppelin.
Portafoglio Base: la posizione tattica ribassista appena aperta è ad un pelo dalla chiusura in stoploss, peccato le premesse c’erano e comunque la perdita sarà piccola

t-Note 10yr (future marzo)
Price action intrigante per via di una decorrelazione intermarket: prime due giornate debolucce, poi il mercoledì segna un top a 130,19 e una chiusura a 128,73. Chiunque avrebbe scommesso sulla continuazione del ribasso a finire sotto 128 e invece abbiamo visto un giovedì/venerdì in pullback con chiusura a 129,10. In altre parole mentre l’azionario continuava a ritoccare i massimi storici qualcuno si proteggeva ugualmente coi bond. Oppure comprava per altri mille buoni motivi ma la sostanza non cambia: rendimenti che si avvicinano all’1,8% stimolano l’interesse degli investitori istituzionali e area 128 resta forte supporto
Portafoglio Base: incrementeremo la posizione esistente in caso di debolezza

PETROLIO WTI (future febbraio)
Mercoledì da infarto: nell’intraday spike a sfiorare 66 e poi tonfo a 59,65, praticamente un -10% fra top e bottom. Ce n’è stato a sufficienza per far razzie di stoploss e far impazzire i trader in future. Seguono due giorni di debolezza con chiusura  a 59,12.
Ora che la questione iraniana non è più driver probabile che il ritracciamento continui vista anche l’eccedenza di scorte USA. Per riveder ancora le stelle dovrebbe succedere qualcosa di grave e imprevisto in Libia ma i rialzisti non dovrebbero illudersi. Per ora quanto scritto nelle Linee Guida 2020 a proposito di WTI e tensioni geopolitiche regge.
Portafoglio Base: la posizione tattica rialzista è in perdita ma la CAP prevede la chiusura in stoploss ad un prezzo non ancora raggiunto per cui resta in ptf

ORO (future febbraio)
Mercoledì top intraday a 1613 e poi come tutti ha ritracciato chiudendo la settimana a 1563. L’impostazione resta rialzista di breve con supporto fortissimo in area 1460
Portafoglio Base: restiamo sempre in attesa per valutare l’incremento della posizione esistente ormai in buon guadagno

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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