Home / Analisi mercati / Di doman non c’è certezza #36

Di doman non c’è certezza #36


Eventi & Mercati – settimana #36 (6 – 10 set)
Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

§ § §

I big trader si sono presi una pausa questa settimana con prese di profitto controllate ma continue tant’è che l’azionario USA e UE chiudono in sensibile negativo rispetto alla settimana precedente; praticamente un evento di questi tempi decisamente insolito.

Perchè una pausa? due motivi su tutti:
– la cosiddetta stagionalità dell’azionario che prevede un settembre correttivo, per cui basandosi su pattern storici si liquida qualche long ma senza esagerare perchè fino a prova contraria le Banche Centrali continuano a creare dal nulla liquidità virtuale che finisce soprattutto nel sistema finanziario e garantisce il mantenimento della bolla (non una bolla qualsiasi bensì la Grande Bolla)
cautela in vista del FOMC del 22 prossimo, Powell potrebbe annunciare senza giri di parole e senza uso di condizionali data ed entità della riduzione degli acquisti mensili di asset (tapering) anche se questa eventualità è da considerarsi poco probabile

Come si diceva nel report scorso i mercati, in particolare WS, dovrebbero “tirare a campare” fino al FOMC e questo in soldoni significa predita di forza del bull market e conseguente andamento laterale (choppy) di breve periodo o addirittura inizio di una fase correttiva marginale. Al momento vediamo il DAX choppy e il DOW JONES in correzione modesta (-3% scarso dal top di agosto) ma che sta dando i primi (timidi) segnali di formazione di un pattern ribassista. Qui sotto si riporta il grafico della chiusura di giovedì:

Oltre agli indicatori quantitativi è ben evidente il taglio ribassista (undercut) della trendline ascendente che si è ulteriormente accentuato con la chiusura di venerdì. Tuttavia manca ancora la discesa sotto il minimo del 22 agosto per avere un primo segnale di conferma di inizio di downtrend che però potrebbe risultare solo di breve periodo fin tanto che non verrà bucata area 33000.

Per SP500 il quadro tecnico è migliore

infatti anche con la chiusura negativa di venerdì i prezzi restano ancora saldamente all’interno del canale rialzista che ad essere pignoli secondo l’analisi tecnica canonica più che un canale è un “cuneo” che preannuncia una correzione (sì, ma quando e quanto nessun analista serio può dirlo con certezza).

Passando per un attimo alla cronaca scopriamo che giovedì scorso si è consumato l’ennesimo insulso meeting di politica monetaria della BCE dove (come previsto nel report scorso) la burocrate Lagarde si è limitata a scimmiottare Powell dicendo che anche la BCE prima o poi potrebbe ridurre l’entità degli acquisti mensili di titoli lasciando intendere che non è lei che decide.
Poichè gli analisti attendono parole concrete sul tapering sia della FED che della BCE solo a dicembre, curioso notare che il FOMC si concluderà il 15 dicembre (dura sempre due giorni al contrario dell’unica giornata del meeting BCE) mentre quello della BCE è in programma il giorno dopo, quindi tempistica perfetta: alle eventuali decisioni della FED si accoderanno poi quelle della BCE.
Ricapitolando: se fosse vero che Powell annuncerà un programma di tapering a dicembre allora nel prossimo FOMC di settembre dovrebbe esserci ancora indeterminatezza e così pure durante il poco significativo FOMC di ottobre.
Nell’attesa si raccomanda la lettura di due pezzi caustici nei confronti della FED e utili per avere una diversa chiave di lettura della situazione attuale e futura: Peter Schiff e Mark Faber

Tuttavia – poichè di doman non c’è certezza anche per i Big Trader oltre che per il fu Lorenzo de’ Medici – meglio prendere qualche profitto subito e lasciare che gli indicatori si scarichino un pochino dell’ipercomprato in modo da rialimentare il bull market con un nuovo rally già dal 22 settembre. Se invece ci fossero sorprese allora una correzione del 10% dai massimi storici ci sta tutta.

Azionario altro
Per l’azionario da segnalare i rally di Shanghai e di Tokyo ora entrambi al test del superamento dei rispettivi massimi annuali di febbraio.
Il DAX resta nel laterale 15-16 mila iniziato a giugno che costituisce un’area di resistenza notevole e che in caso di nuovo rally si trasformerà in forte supporto; ovviamente finchè resta choppy non è possibile cogliere alcun segnale operativo direzionale.
Al contrario il MIB da giugno è sulle montagne russe dando segnali nettamente contrastanti o meglio, creando trend intermedi ottimi per il trading di breve periodo; area 24 mila è supporto importante mentre la ripresa del bull market passa obbligatoriamente per la formazione di nuovi massimi annuali e quindi sopra 26500; ha chiuso a 25687 segnando il minimo settimanale con una candela rossa che prelude al mini-test dei 25 mila entro brevissimo

WTI
Nel report scorso abbiamo dato un’idea di trading veloce (vendere WTI subito con stop loss in zona 71 e primo take profit di metà posizione intorno a 67,5)  vediamo com’è andata sul grafico orario:

nessun rischio di stoploss e ben due occasioni per prendere profitto; se fosse andata buca la prima sulla seconda era obbligatorio prendere profitto almeno parziale; la volatilità è elevata per cui il trading è difficile ma soprattutto richiede un monitoraggio costante; domani è ancora possibile aprire un nuovo trade identico o restare in posizione per il trade aperto lunedì scorso

ORO
Purtroppo il triangolo ribassista di lungo periodo non autorizza nessuna speranza di ritorno ai 2 mila entro breve e settimane penose come questa sconsigliano l’apertura di long immediati e ancora: non basteranno poche giornate sopra la trendline discendente fra 1850 e 1900 per cambiare pattern, occorrerà invece un superamento netto di 1900; comunque in area 1680/1700 si può fare una scommessa rialzista con stoploss intorno a 1640

Rendimenti decennale USA
Settimana con lieve tendenza alla risalita per cui il trade segnalato nel report scorso deve essere mantenuto mettendo ora uno stoploss appena sotto 1,25 e una chiusura totale della posizione prima del FOMC, meglio due giorni prima se si è in profit

EUR/USD future
Nel report scorso si è suggerito di comprare dollari contro euro (cioè vendere il cross) e con take profit ravvicinato; la settimana è stata discretamente favorevole a questo trade che ora va regolato con uno stoploss appena sopra 1,19 e con prima presa di profitto fra 1,18 e 1,1750; qualora il cross sfondasse 1,17 gestire in trailing stop e in caso di risalita chiudere tutto appena sopra 1,17; la posizione va comunque chiusa prima del FOMC

Operatività settimana entrante #37
Nessun nuovo trade ma massima attenzione all’azionario perchè come già detto è meglio acquistarlo in fase di pullback post-correzione o in caso di superamento dei massimi annuali; la settimana entrante dovrebbe essere lateral ribassista per cui stare alla finestra in attesa del “momento buono”; certo che se l’andamento fosse choppy di momenti buoni neanche l’ombra; nel prossimo report faremo considerazioni di operatività in funzione del FOMC del 22

§ § §

investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

Check Also

Adesso dolore

Liliana se ne è andata mia compagna di vita devastata da un male atroce Un …