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Da Palazzo Mezzanotte il buio perpetuo #25

Eventi & Mercati – settimana #25 (15 – 19 giu)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

Little Italy
Esimio dott. prof. Presidente Consob Paolo Savona,
avendo preso atto di quanto esposto nella Sua relazione annuale del 16 u.s. non possiamo altro che rammaricarci che una mente brillante come la sua, e che le sue vastissime e profonde conoscenze dei mercati finanziari e in particolare di quelli valutari e obbligazionari, siano state capaci di assimilare la situazione corrente ad uno scenario da “economia di guerra” quando la guerra intesa come evento bellico non c’è e di proporre come soluzione al reperimento di nuova liquidità statale l’emissione di bond irredimibili, cioè perpetui e quindi senza scadenza e senza rimborso, riservati al pubblico in forma diretta e indiretta (fondi pensione e d’investimento) con un rendimento massimo annuale pari al 2% imposta-esente, il tutto accompagnato dalla prospettiva di rendere di fatto semi-forzosa la sottoscrizione prospettando che in caso di insuccesso di questa iniziativa si procederebbe con nuove imposizioni fiscali. Riportiamo testualmente:

“… Le condizioni del mercato del risparmio italiano … sollecitano una verifica pratica … chiedendo ai cittadini risparmiatori di partecipare nel loro interesse a impedire che costi e vincoli possano essere imposti al Paese se non si raggiungessero i rapporti di debito pubblico/PIL nella misura concordata a livello
europeo… Se i cittadini italiani non sottoscrivessero questi titoli, concorrerebbero a determinare decisioni che,
ignorando gli effetti di lungo periodo di un maggiore indebitamento pubblico, creerebbero le condizioni per una maggiore imposizione fiscale. 

Non solo, anche l‘azionariato “popolare” sarebbe una misura importante per far affluire denari del risparmio privato a certi settori produttivi, purtroppo afflitti in buona misura da opacità manageriali e di bilancio, addossando interamente e di fatto il rischio dell’investimento all’ignaro piccolo e tartassato nonchè spesso truffato investitore italiano la cui conoscenza finanziaria media è fra le più basse fra i Paesi occidentali.

Ora ci permettiamo una modestissima riflessione del tipo “i conti della serva”.
Ipotizzando che i nostri conti pubblici permettano di versare regolarmente gli interessi (cedole) per il debito contratto per i prossimi cinquant’anni, un titolo perpetuo comprato a 100 con cedola annuale fissa e netta al 2%, quanto tempo richiede per recuperare il capitale investito?

Semplice: 50 anni con inflazione zero e soprattutto con costo della vita che non cresce per i prossimi 50 anni!!!
E dopo 50 anni l’investitore avrebbe recuperato semplicemente i suoi denari e quindi per 50 anni non avrebbe avuto nessun rendimento. E 50 anni non è poco.

Ma – Illustrissimo dott. prof. pres. Paolo Savona – non le sembra di aver sfidato l’intelligenza collettiva riproponendo un qualcosa che richiama lo Schema Ponzi ? Pensavamo che questo meccanismo fosse un rottame della storia finanziaria, irripetibile…

Se volesse apportare una parziale correzione a questo Suo invito al MeF che al momento tace, potrebbe ad esempio consigliare vivamente che tutta la parte eccedente ai 5 mila euro di stipendi/pensioni/vitalizi di tutti i dipendenti ed ex-dipendenti statali e dell’amministrazione pubblica e delle società a forte compartecipazione pubblica vengano “pagati” col debito irredimibile.

Così si potrebbe dare un buon esempio ai privati cittadini ed iniziare subito senza eccessive complicazioni tecnico-amministrative a tagliare la spesa corrente e utilizzarla per la “ricostruzione” post-bellica giusto per seguire la Sua metafora, ricostruzione peraltro tutta da definire perchè al di là di alcuni ponti crollati per indampienze criminali e delle costruzioni abusive o mai terminate resta poco da ricostruire se non la moralità di un Paese distrutto dalla corruzione istituzionale e privata, dai conflitti di interesse con associazioni di tipo massonico/affaristico e dalla pervasività delle organizzazioni criminali nella società e nelle istituzioni.

Allora, cosa ne pensa di iniziare proprio da Lei,  lasciando sul Suo conto corrente 5000 euro mensili e il resto in titoli irredimibili?

PS:
ma scusi, visto che si appella al mantenimento dei “rapporti di debito pubblico/PIL nella misura concordata a livello europeo” non è per caso che Lei considera il debito irredimibile come una posta che non va ad aumentare il debito pubblico monitorato dalla UE perchè non verrà mai rimborsato?
Se così fosse sarebbe proprio una grande “furbata” che consoliderebbe ulteriormente la nostra immagine internazionale di serietà e integrità finanziaria… (sic)

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Di questo intervento del Presidente della Consob se ne parla anche QUIQUI e QUI e sicuramente da altre parti

Deutschland über alles
Nuova offensiva dei conservatori tedeschi a favore della lobby bancaria con l’intervento di Weidmann secondo cui la Buba “non è un organo puramente esecutivo della BCE ma è soggetta al diritto tedesco”.
Per cui il 5 agosto, scadenza per il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla questione, rappresenta una data fortemente market mover. Solo nel caso di un rinvio di questo pronunciamento lascerebbe tranquilli il valutario e l’obbligazionario.
Invece qualora venisse accolta la tesi di Weidmann potrebbe iniziare una fase caotica della politica UE e dei mercati con probabili aumenti dei rendimenti dei bond e debolezza dell’euro.
Questo potrebbe essere un altro evento disgregatore della tenuta europea. La vecchia ipotesi (2011) di uno sdoppiamento dell’euro è oggi pura metafisica partorita da menti giornalistiche faziose e semplicione, mentre il ritorno alle valute locali entro i prossimi cinque anni (e quindi fine dell’euro o sua convivenza temporanea con le valute locali ripristinate) è evento possibile anche se poco probabile. Ma per tempi più lunghi la scommessa sulla fine dell’euro risulterà sicuramente vincente.

USA & Wall Street
La disconnessione fra mercati ed economia reale continua e non ha precedenti. Le evidenze di fonti autorevoli a questo riguardo sono ormai numerose. Ad esempio vedi l’ultimo report di Yardeni

o il Felder Report o le analisi di Egon von Greyerz sul ruolo distruttivo che le Banche centrali esercitano da anni. Mentre la recessione è ormai un dato di fatto e le previsioni di un GDP disastroso non temono smentite gli indici azionari resistono grazie a dati positivi di dubbio valore come ad esempio l’aumento delle vendite al dettaglio.

Ma la settimana appena trascorsa è stata caratterizzata soprattutto da due eventi che avrebbero dovuto far ripartire il rally azionario: l’annuncio della FED che comprerà anche i bond societari  e la promessa di Trump di destinare mille miliardi per nuove infrastrutture.

Ma la ripartenza degli indici dopo lo scivolone della settimana precedente non c’è stata: dopo il pullback di lunedì e martedì il Dow Jones e SP500 hanno proseguito con tre giornate deboli e con nuovi minimi mentre il NASDAQ100 ha consolidato testando per poche ore l’area 10100, cioè quella del recentissimo massimo storico, per chiudere poi venerdì a 9925 sul minimo giornaliero.
Di conseguenza se ne dovrebbe dedurre che anche in presenza di eventi a valenza fortemente rialzista i grandi trader non se la sono sentita di esporsi con l’apertura di nuovi long.
Questa mancanza di forza che segue la correzione della settimana precedente è da considerarsi quindi come nuova allerta della fine del rally anche se al momento il quadro tecnico di breve periodo resta immutato con scenario lateral rialzista.

BOND USA: settimana di stallo con variazioni minime di prezzo e chiusure vicine a quelle della settimana precedente
ORO: settimana di assoluta congestione fra 1730 e 1750 ma venerdì in concomitanza con l’accentuarsi della debolezza dell’azionario sono tornati forti acquisti che fanno pensare che la rottura di area 1800 sia questione di poco tempo
EURO: vedi QUI
OIL WTI: ha recuperato totalmente il ribasso della settimana precedente andando a testare venerdì il top del 5 giugno a 40,5 ma guardando al grafico orario si può notare la fortissima volatilità intraday con spinta fino a 38,5 e chiusura a 39,5. Il forte rialzo settimanale è dovuto alle aspettative che tutti i Paesi che compongono l’OPEC si adegueranno ai nuovi tagli di produzione.

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se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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