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Ciclo finale del mercato azionario? ai posteri …

In questi ultimi mesi le pubblicazioni a vario titolo comparse su differenti media a proposito del prossimo crollo azionario sono state innumerevoli, la maggior parte assolutamente inconsistenti e poche quelle basate su un minimo di basi razionali redatte da fonti autorevoli.

Qui segnaliamo un estratto di libera consultazione del report This Is The Textbook Definition Of ‘Late Cycle’ In The Stock Market di J. Felder che prende in considerazione tre aspetti del mercato americano  (fondamentali, sentiment e quadro tecnico) di cui diamo una brevissima sintesi dei concetti portanti

Fondamentali
Il mercato non è mai stato così caro (nel senso di costoso) come oggi per cui anche il rischio di un assestamento delle quotazioni non è mai stato così elevato come oggi; questa considerazione deriva dall’osservazione dell’andamento del rapporto fra capitalizzazione globale e GDP degli ultimi 80 anni

Sentiment
Felder assume come indicatore di sentiment l’indebitamento nell’operatività di trading (margin debt) che può essere anche considerato come indicatore dell’ampiezza degli interventi speculativi. La correlazione diretta e positiva fra costo del mercato e indebitamento speculativo con derivati è incontrovertibile ed entrambi gli indicatori sono ai loro massimi storici
Quadro tecnico
Felder prende in considerazione un indicatore universale che esprime la forza del trend: l’RSI.
Osservando gli ultimi 35 anni con un RSI a 18 mesi deduce che tutte le fasi di ipervenduto sono state relativamente brevi e hanno dato segnali di acquisto affidabili mentre le fasi di ipercomprato sono state prolungate e hanno dato segnali sostanzialmente di consolidamento del trend rialzista.
A parte questo il grafico evidenzia che malgrado il picco di ipercomprato risalga a tre anni fa e che da allora ha continuato ad indebolirsi con massimi relativi sempre decrescenti, l’indice SP500 ha continuato invece a salire disegnando una fortissima decorrelazione non riscontrabile nei 32 anni precedenti

Conclusione
La combinazione di questi tre indicatori evidenzia un mercato fortemente sopravvalutato, sostenuto da un’euforia speculativa esasperata. E’ per questo che possiamo considerare questa fase di mercato come “ultimo ciclo” durante il quale gli investitori dovrebbero gestire i propri portafogli titoli con grande attenzione.

Ed è proprio quello che faremo noi entro fine mese col ptf US Stocks  sfruttando il profit appena maturato per fare hedging

 


Ptf Base     –    Ptf US Stocks     –    Trading Money Management (TMM)

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 investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

 

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