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Trading 2020

SP500 comprato in oro

Questo è il grafico settimanale canonico dell’indice SP500 la cui valorizzazione  sottostante è in dollari quindi è in termini assoluti e nessun’altra variabile oltre alle dinamiche di compravendita incide sui valori
Quello che segue invece è un grafico settimanale che valorizza lo SPY (cioè l’etf che replica perfettamente l’indice SP500) in oro, in altre parole è il rapporto dei prezzi dello SPY (numeratore) e ORO (denominatore).

Poichè anche l’oro è quotato in dollari il rapporto fra SPY e oro (gold, GLD) è una grandezza omogenea non soggetta ad altre variabili. Questo rapporto lo indichiamo come SPY/GLD.

Cosa notare
Nell’ottobre 2018 dopo un lungo periodo rialzista SP500 inizia una fase correttiva che termina il 26/12/2018 con uno storno di circa il -20%.
Poi riprende il bull market con un imponente rialzo che culmina il 19/2/2020 con un top storico che con tutta probabilità dovrebbe indicare il completamento del bull market secolare iniziato nel marzo 2009.
Da questo top è iniziata poi una nuova correzione ancora più marcata di quella precedente (-35% circa) che dovrebbe aver determinato un’inversione di lungo periodo con sostituzione dello scenario di bull market con quello di bear market che permarrà finchè non ci sarà un nuovo movimento rialzista in grado di portare l’indice stabilmente e ben sopra area 3400.

Lo SPY/GLD ha avuto invece un andamento totalmente differente disegnando dall’ottobre 2018 un ampio movimento ribassista con massimi e minimi rilevanti e decrescenti.

Ovvio chiedersi cosa serve analizzare lo SPY/GLD quando si dispone dell’indice azionario. Un po’ come chiedersi cosa serve il grafico VIX.
Il VIX è praticamente l’immagine speculare dell’azionario con una correlazione diretta e inversa praticamente del -1 per cui non dà alcuna informazione aggiuntiva rispetto al grafico dell’indice.
Lo SPY/GLD produce invece informazioni aggiuntive che potrebbero avere non solo valenza accademica ma anche operativa.

L’oro come moneta
Supponiamo di voler fare trading sull’indice comprando l’etf SPY sul mercato americano: ogni “pezzo” costa oggi h. 16.30 circa 305 dollari.
Supponiamo di aver comprato oro nell’ottobre 2018 ad un prezzo di 1250 dollari/oncia e di voler vendere oggi l’oro per comprare lo SPY. Pagheremmo ancora 305 $ per uno SPY? ovviamente sì ma in termini reali per questo trader il costo dello SPY sarebbe di gran lunga inferiore visto che oggi l’oro vale quasi 1800 dollari per cui in pratica gli costerebbe grosso modo 170 dollari in termini reali.
Questo esempio serve unicamente per “prendere coscienza” che il costo effettivo degli asset (cioè titoli azionari) rappresentati da un indice azionario può essere valutato più compiutamente prendendo come moneta di confronto l’oro.
E l’oro resta e resterà sempre una moneta universale di riferimento anche se osteggiata in tutti i modi dalle Banche centrali a partire dal fatto che non vengono più coniate monete d’oro (e nemmeno d’argento) di uso corrente.

SPY/GLD
Il valore del rapporto SPY/GLD cresce quando SP500 sovraperforma l’andamento dell’oro e questa situazione è tipica nelle fasi di bull market, con rendimenti obbligazionari relativamente elevati, dollaro relativamente forte e sentiment dei mercati non turbato da scenari di recessione economica.
Ma quando il bull market è sostenuto da politiche monetarie fortemente espansive con aumento iperbolico dei bilanci delle banche centrali, calo dei rendimenti, dollaro stabile e raffreddamento dell’economia ecco che l’oro sale insieme all’azionario.
Se poi si verificano fasi correttive importanti dell’azionario il prezzo dell’oro tende a schizzare riducendo ulteriormente il valore di SPY/GLD.

E’ ovvio che quando SP500 corregge e l’oro schizza verso l’alto non c’è bisogno di guardare SPY/GLD per sapere cosa sta succedendo, è lampante e aprire short azionari e long su oro è la logica conseguenza operativa da attuare rapidamente e senza incertezze ma avendo cura di operare sempre in trailing stop. Quindi in questa situazione SPY/GLD non serve a nulla in termini operativi.

SPY/GLD diventa invece molto utile nelle fasi di transizione cioè durante andamenti laterali o forti movimenti direzionali contrapposti.

Torniamo al grafico SPY/GLD tenendo presente che l’aumento del valore indica sovraperformance di SP500  su oro e che la riduzione di valore indica la sovraperformance dell’oro su SP500.
Se guardiamo agli ultimi due anni l’andamento è ribassista: ciò significa che malgrado il tremendo bull market forse conclusosi il 19 febbraio scorso il “mercato” ha comprato costantemente oro approfittando delle fasi ribassiste per accumulare senza produrre strappi nelle quotazioni. E questa è la prima cosa importante che rileviamo da SPY/GLD.

Ma perchè un asset rifugio come l’oro è stato costantemente comprato durante un bull market azionario? L’abbiamo detto prima: le Banche centrali hanno sostenuto il bull market contro lo sviluppo naturale di un ciclo economico recessivo distorcendo i prezzi degli asset azionari che sono cresciuti solo in termini nominali valorizzati in dollari e non in termini reali valorizzati in oro.

Questa tendenza ormai evidente da un paio d’anni supporta l’idea che attualmente l’azionario è largamente sopravvalutato in termini nominali e quindi resta sempre esposto a fasi correttive drammatiche per gli investitori.
Poi secondo alcuni l’oro è pronto per un “rialzo mostruoso” come sostiene questo analista.

 

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EURUSD: testa & spalle confermato


Nell’ultimo report settimanale si scriveva: “…  la configurazione del giornaliero è piuttosto intrigante per il ribassista: dovremmo essere al top del ciclo mensile e si sta creando un testa e spalle apicale ma al momento manca la spalla destra che dovrebbe realizzarsi in area 1,13; in caso di ulteriori ribassi dell’azionario il cross avvierà la chiusura ciclica con un ribasso importante con primo target area 1,10 …

Martedì scorso la spalla destra si è disegnata con un top intraday a 1,1378 subito ritracciato a dare il via ad un movimento debolmente ribassista ma comunque in grado di bucare il supporto di area 1,1250. Ieri la settimana si è chiusa a 1,1199 segnando il quarto minimo giornaliero consecutivo.

Se ne deduce che il testa e spalle è ora confermato con potenziale primo target il test della triplice media 200/100/50 in area 1,1050 / 1,10 dove ci aspettiamo una tenuta pluri-giornaliera (supporto di breve) e dove è consigliabile prendere profitto.

L’eventuale tenuta di questo supporto sarà indicativa per l’apertura di posizioni rialziste di breve/brevissimo ad anticipare la formazione del nuovo ciclo mensile.

Invece la rottura del supporto avrà come secondo target l’area di fortissimo supporto 1,08 / 1,07 che si è creata con numerosi minimi dal 20 febbraio scorso.

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SP500: storno, ma è solo un’allerta


Il 19 febbraio scorso l’indice SP500 ha segnato il massimo storico a 3394 e il 23 marzo è crollato a 2192 (-35%) con una perdita di 1202 punti.

Da questo minimo è iniziato un forte movimento rialzista (bear market rally) che ha segnato in apertura di settimana (lunedì 8 giugno) un massimo relativo a 3233 recuperando 1041 punti pari al 77% circa dell’intero crollo.

Giovedì scorso l’indice ha aperto con un ampio gap down realizzando una perdita giornaliera del -6% frutto dell’uniformità di settaggio dei trading system globali e degli automatismi che regolano i fondi passivi (ETF) a forte capitalizzazione.

Venerdì si è avuto un recupero modesto per cui la media a 200 gg (blu) risulta ancora integra così come la soglia psicologica dei 3000.
Il sell off di giovedì è da considerarsi come una forte presa di profitto globale ma che lascia ancora inalterato lo scenario rialzista di medio periodo.

La rottura delle tre medie mobili in grafico (200 blu, 100 viola, 50 arancione) darà un primo segnale di inversione di breve e la rottura decisa del supporto di area 2800 sarà conferma di una nuova evoluzione dei prezzi (price action) in senso lateral ribassista e volatilità in aumento.

Un’apertura ribassista già da lunedì prossimo non è tecnicamente errata; consigliabile in questo caso uno stop & reversal in area 3250 con modalità da valutare al superamento di 3200.

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MIB: fine corsa

Oggi 12 giu 2020  

 


Il 19 febbraio scorso il MIB (FTSE MIB) ha segnato il top degli ultimi undici anni a 25.483 e il 16 marzo è crollato a 14.153 (-45%) sottoperformando il DAX e Wall Street.

Tre giorni fa ha realizzato un massimo relativo a 20399 recuperando 6246 punti degli 11330 persi quindi recuperando solo il 60% circa dell’intero crollo, a differenza del DAX e di Wall Street che hanno ritracciato mediamente il 90%.

Ieri ennesima beffa dei trading system globali a danno degli investitori tradizionali che ora rischiano di assistere alla prosecuzione del bear market che dal 16 marzo ha dato un segnale forte ma quasi sicuramente illusorio sulla fine del bear market.
D’altra parte l’andamento dell’azionario degli ultimi tre mesi è stato di fatto un insulto all’intelligenza degli economisti indipendenti, dei piccoli investitori tradizionali e forse anche di molti investitori istituzionali.

Il grafico giornaliero per ora si limita ad evidenziare una prima correzione significativa col taglio della media a 100 gg e con segnale operativo ribassista confermato di breve periodo.

Primo supporto rilevante è in area 18000 / 16500

 

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