Home / intermarket

intermarket

MERCATI settimana #24

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI


ITALIA/EUROPA
La BCE di giovedì scorso ha sorpreso abbastanza per la chiarezza degli intendimenti. Draghi in odore di decadenza mantiene fede alla parola data sulla fine del QE ma di aumenti dei tassi finchè c’è lui non se ne parla proprio. Il termine degli acquisti non significa però fine di una politica accomodante perchè la BCE anche senza QE continuerà a comprare i titoli in scadenza e questo ovviamente è positivo per il BTP finchè ci sarà Draghi.
Tuttavia questa politica accomodante sarà tutta da scoprire dopo la sostituzione di Draghi con Weidmann o altro anti-italiano simile per cui meglio non farsi illusioni dalla seconda metà 2019 in poi.
Intanto la forzatura del nostro neo-governo sulla questione accoglienza immigrati è una spina che continua a penetrare nel ventre molle e clientelare delle massime istituzioni UE. Si spera venga ancora usata come cavallo di troia per ottenere maggiore flessibilità sul rapporto debito/PIL. Giusto per non dimenticare il nostro PIL da pochi anni comprende anche una quota di attività illegali (nero, affari criminali, evasione) per cui niente di più facile aumentare questa quota per mantenere in equilibrio un maggior debito pubblico necessario per finanziare le iniziative inserite nel programma di governo.
Segreto di Pulcinella, farsa, commedia, teatrino: questa è l’essenza del lato buono della politica. Si tralascia il lato cattivo, ma la piaga è sempre aperta..

MIB
Ancora nulla da fare, quando sembra che il peggio sia alle spalle ecco che tornano le prese di profitto a ricacciare l’indice poco sopra 22mila. Se 21mila tenesse per mesi e mesi da baciarsi i gomiti e urlare di gioia
Manteniamo quanto scritto nel report precedente: “… area 21300 è supporto e appena sotto se ne trova una altro a 20500 ma rotto anche questo resta area 19000 a tenere aperta la speranza che peggio di così non può essere … non si capisce cosa dovrebbe cambiare per vedere ancora il MIB splendente come un mese fa a 24500″
Manteniamo sempre questa posizione:
” … il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo”
Il nuovo investitore e quello non di primo pelo ma con memoria corta guardino a quanto successo nel 2011.
Chi invece è già passato dal crollo del 2011 subendo passivamente il mercato e ora – dopo sette anni –  rivede i suoi vecchi prezzi, per favore, cerchi di non restare incastrato nuovamente e agisca da trader di posizione e non da cassettista…”
Suggerimento: seguire il ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BTP 10yr
Lo spread col BUND si è ridotto grazie alle vendite nette del tedesco e riacquisti di BTP quindi per ora nessuno stress. La partita è rimandata a quando il nuovo governo inizierà a presentare i conti alla UE. Durante l’inevitabile contrattazione che ne seguirà potrebbero intervenire nuove recrudescenze della speculazione e delle agenzie di rating. Comunque rendimento sceso al 2,7%.
Manteniamo anche questa posizione:
“… se proprio si vuole avere BTP in portafoglio che almeno siano a scadenza media, col giusto compromesso fra rendimento teorico positivo e rischio default. Meglio invece non avere proprio bond bancari, quindi liquidarli e rollare su industriali o meglio su enti sovranazionali tassati come i BTP
 …”
Suggerimento: raccomandabile per l’investitore tradizionale liquidare progressivamente tutti i bond pubblici/privati italiani o aprire posizioni di protezione del capitale (hedging) con ETF short pur sapendo che in questi casi l’ETF è uno strumento assai limitato sotto vari punti di vista; d’altra parte un tradizionalista non potrebbe mai convertirsi in trader su derivati e in particolare su opzioni put con sottostante BTP

DAX
Draghi ha aiutato molto la speculazione a far schizzare i prezzi ma al momento sembra una fiammata rintuzzata in chiusura di settimana da prese di profitto importanti. Così 13200 viene sfiorato ma non superato. Settimana prossima scopriremo sul grafico giornaliero se si è formato un doppio massimo con implicazioni ribassiste di breve periodo o se proseguirà la forzatura verso i massimi annuali.
La tenuta in area di supporto 12600/12400 è assolutamente prioritaria per evitare l’avvio di una intensa fase ribassista.
Suggerimento: in caso di conferma di doppio massimo a 13200 aprire posizioni ribassiste con le regole del TMM 

BUND 10yr
Rendimento ancora in rialzo allo 0,50% senza particolari forzature dopo la BCE.  Per la settimana prossima probabile ‘mercato tecnico’ ovvero prezzi forzati dalla speculazione per logiche interne ma confinati in una fascia ristretta di consolidamento, salvo ovviamente problemi all’azionario

Suggerimento:
solo day trading per esperti con ETF o derivati, si preferisce comunque stare liquidi

USA
Wall Street
La settimana precedente (11/15 giugno  #23) ha visto ancora NASDAQ e RUSSEL formare nuovi massimi storici stiracchiando ulteriormente al rialzo anche il DJ e SP500. Considerazioni ad hoc su SP500    QUI
Il FOMC di mercoledì scorso non ha fornito particolari spunti alla speculazione e questo è un bene perchè l’investitore tradizionale non ha bisogno di fiammate speculative, vuole solo un costante apprezzamento delle sue posizioni rialziste. Notare che la settimana scorsa si è chiusa con prese di profitto che fanno presagire un andamento calmo o addirittura cedente per la nuova settimana.
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: aprire piccole posizioni ribassiste con stoploss stretto ed incrementare su conferma dell’avvio di un nuovo downtrend

T-Note 10yr
Il report FOMC rilasciato alle h. 20.00 nostrane di mercoledì scorso annunciava altri due aumenti dei tassi per il 2018 ma poi Powell ha minimizzato e si è scoperto che la metà dei componenti del FOMC vorrebbe solo tre aumenti. Quale notizia migliore per limare ulteriormente i rendimenti e schiacciare il trentennale al 3% e il decennale un decimale più sotto. Probabile che Mazzalai di IcebergFinanza ci veda molto bene sul futuro dei bond USA.
Suggerimento: sempre liquidi ma pronti per andare al rialzo in caso di qualche nuovo storno sull’azionario

EURO
Sul grafico giornaliero il minimo di maggio appare come forte supporto per via dell’immediato e forte pullback che ne è seguito. Dopo il selloff da incorniciare di giovedì post-BCE notare che la speculazione ha preso immediato e consistente profitto il giorno dopo, segno anche questo che la FED non è particolarmente soddisfatta del rafforzamento del dollaro che a sua volta – il dollar index – sta testando il massimo di breve a 95.
Maggiori probablità per la settimana entrante di una conferma del pullback e avvio di una fase di consolidamento con base 1,16 future settembre.
Suggerimento: restare ancora liquidi

PETROLIO WTI
Gli hedge fund si stavano annoiando e venerdì hanno pensato bene di ravvivare il trading massacrando petrolio e oro. La storia che Arabia e Russia si stiano accordando per aumentare la produzione in considerazione della forte domanda globale e della dèbacle venuezelana è vecchia almeno di una settimana (già detto nella rassegna precedente) ma è stata nuovamente presa a pretesto il per semi-crollo di venerdì dato che il momento di ufficializzazione è fissato al meeting OPEC di settimana prossima.
L’area psicologica di 60$ dovrebbe tenere e un eventuale breakout non dovrebbe spingersi oltre 58 (minimo annuale) ma si sa che le manovre della grande speculazione sono sempre tese a vanificare i livelli grafici di supporto/resistenza.
Suggerimento: rimanere liquidi fino al meeting OPEC o seguire il ribasso in trailing stop

ORO
Venerdì toccato il primo target ribassista già da tempo individuato in questa rassegna e ritoccato il minimo annuale. E’ evidente che la speculazione è rimasta per ben due giorni (FOMC+BCE) parecchio incerta dopodichè tutti d’accordo l’oro va buttato visto che il dollaro decolla e gli aumenti tassi si intensificano.
L’inflection point psicologico di 1300 è rotto al ribasso con prima conferma per cui lo scenario di breve periodo è ribassista con nuovo target area 1240 dove dovrebbe manifestarsi qualche apertura in accumulo e quindi costituire supporto almeno per qualche giorno; da non escludere comunque che per il 2018 non si vada oltre 1240.
Suggerimento: seguire al  ribasso in trailing stop; valutare piccolo reversal su test e tenuta di area 1240 

 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 18 giugno h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #23

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI


ITALIA/EUROPA
Primi deboli vagiti di anticonformismo nostrano con balbettii pro-Russia e flirt pro-Trump, il tutto condito da sana saggezza politica del tenere il piede in più scarpe al motto del “ma anche…” di veltroniana ispirazione.
Probabile che verranno riscoperte a breve anche le ‘convergenze parallele’ brillantissimo ossimoro di un Aldo Moro inconsapevole delle intricatissime trame che la CIA avrebbe tessuto per evitare il temutissimo connubio fra DC e PCI con relative ingerenze sovietiche nei territori controllati dagli USA, l’Italia appunto.
L’affabulazione trumpiana nei confronti di un neo-italo-Primo-Ministro solido come una farfalla che volteggia nell’occhio del ciclone ricorda vagamente l’attrazione verso un centro di gravità permanente, non geofisico ma semplicemente politico, vero cordone ombelicale che ci lega come un cavo internet posato fra le due sponde dell’Atlantico. Yalta e Marshall sono le parole chiave che rappresentano la nostra rinascita post-bellica, celate nell’inconscio nazionale ma non per questo cancellate. Ecco perchè USA sì malgrado Trump e UE alla tedesca no, mai.
I tedeschi sono temuti, invidiati, odiati, serviti e talvolta spremuti da noi, eredi di uno dei più grandi imperi che la storia ricordi disintegratosi miserevolmente dando poi vita a mille italiette tutte rigorosamente soggiogate da potentati europei ed ecclesiastici. Per certi versi l’unità d’Italia presenta inquietanti similitudini con l’Unione Europea.
La UE è una sovrastruttura anomala, artificiale, che non potrà mai sfociare negli Stati Uniti d’Europa per differenze culturali, morali, comportamentali e linguistiche insormontabili. Per cui oggi più che mai viene vissuta da noi in modo ambivalente, come necessaria matrigna dotata di bastone e carota che all’occorrenza, in caso l’Italia volesse smarcarsi nei fatti, non esiterebbe a chiamare gli uomini cattivi delle agenzie di rating per rimetterci la coda fra le gambe.
Tornando alla settimana appena trascorsa si nota che la Germania esporta di meno e la Francia mostra una contrazione della produzione industriale superiore alle stime. Si nota anche che il G7 è in corso, clima fresco, commensali soddisfatti per i lauti pasti, ogni tanto qualcuno che si dichiara indignato per i dazi e allora sbotta dicendo che se li mette lui – Trump – allora ne metto di nuovi anch’io – Trudeau – ma la Merkel si defila pensando a scenari di recessione con l’industria automobilistica costretta a svendere per non licenziare, il tutto permeato da aiuti di Stato vietati per trattato ma concessi alla Merkel per tradizione.

MIB
Massacrato? abbastanza, grazie… (grazie lo dicono i ribassisti…).
Nulla da fare, il ritorno a 22400 è stato pullback. Per ora solo participio passato (…è stato…) ma potrebbe trasformarsi presto anche in passato remoto. Curioso come la percezione del tempo sia mutevole.
Area 21300 è supporto e appena sotto se ne trova una altro a 20500 ma rotto anche questo resta area 19000 a tenere aperta la speranza che peggio di così non può essere. D’altra parte non si rigira il coltello nella piaga per il piacere di creare preoccupazione, semplicemente non si capisce cosa dovrebbe cambiare per vedere ancora il MIB splendente come un mese fa a 24500.
Manteniamo sempre questa posizione:
” … il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo”
Il nuovo investitore e quello non di primo pelo ma con memoria corta guardino a quanto successo nel 2011.
Chi invece è già passato dal crollo del 2011 subendo passivamente il mercato e ora – dopo sette anni –  rivede i suoi vecchi prezzi, per favore, cerchi di non restare incastrato nuovamente e agisca da trader di posizione e non da cassettista…”
Suggerimento: seguire il ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BTP 10yr
Si mantiene leggermente sopra il 3% con bund-spread in ampliamento per acquisti sul tedesco (e vendite sul nostro).
Manteniamo anche questa posizione:
“… se proprio si vuole avere BTP in portafoglio che almeno siano a scadenza media, col giusto compromesso fra rendimento teorico positivo e rischio default. Meglio invece non avere proprio bond bancari, quindi liquidarli e rollare su industriali o meglio su enti sovranazionali tassati come i BTP
 …”
Suggerimento: raccomandabile per l’investitore tradizionale liquidare progressivamente tutti i bond pubblici/privati italiani o aprire posizioni di protezione del capitale (hedging) con ETF short pur sapendo che in questi casi l’ETF è uno strumento assai limitato sotto vari punti di vista; d’altra parte un tradizionalista non potrebbe mai convertirsi in trader su derivati e in particolare su opzioni put con sottostante BTP

DAX
Sicuramente risente delle storie sui dazi e soprattutto sulle banche, e anche lo splendore di un mese fa a 13200 potrebbe essere visto alla luce di un passato remoto incombente.
La tenuta in area di supporto 12600/12400 è assolutamente prioritaria per impedire l’evocazione di un bear market devastante.
13200 è primo target di un rialzo che potrebbe avere caratteristiche strutturali solo in caso di scomparsa precoce di Trump dalla scena mondiale.
Suggerimento: mantenere al ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BUND 10yr
Rendimento in rialzo allo 0,44% quindi momentanea stabilizzazione ma con tendenza ai facili entusiasmi. Settimana prossima La BCE di Draghi potrebbe non dire nulla di nuovo rimandando l’annuncio della fine effettiva del QE a tempi migliori. Sembra però che il passaggio di testimone fra Draghi e Weidmann alla guida della BCE dovrà essere fatto seguendo una linea di politica monetaria in avvicinamento alle opinioni e intenzioni del tedesco per cui lo stop al QE entro dodici mesi al massimo è un fatto ineluttabile

Suggerimento:
solo day trading per esperti con ETF o derivati 

USA
Wall Street
La settimana precedente (4/8 giugno  #22) ha visto NASDAQ e RUSSEL formare nuovi massimi storici trascinando al rialzo per simpatia anche il DJ e SP500. Se questo rialzo dovesse continuare verso il test dei massimi annuali di fine gennaio sarebbe una forzatura non da poco riportando i due indici in una condizione veramente poco realistica e quindi ad un notevole rischio di un nuovo selloff sistemico, cioè generalizzato e guidato dai sistemi automatici di intelligenza artificiale. Per ora quindi il movimento dei prezzi di SP500 rispecchia sempre un quadro di lateralizzazione di medio/lungo compresa fra i massimi e i minimi annuali
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: aprire piccole posizioni ribassiste con stoploss stretto ed incrementare su conferma dell’avvio di un nuovo downtrend

T-Note 10yr
Il rendimento del decennale USA risale al 2,95%. Settimana prossima c’è il FOMC e il mercato prezza al 100% un nuovo aumento di 25 punti dei tassi, Come sempre la speculazione guarderà al futuro cercando di capire quanti nuovi aumenti ci saranno nei prossimi sei mesi. L’inflazione è sotto controllo e il petrolio anche per cui non è da escludere che qualora il quarto aumento perdesse probabilità allora gli acquisti di bond e azioni aumenterebbero
Suggerimento: trading da dimenticare per un po’; da valutare posizionamenti long su ETF con sottostante bond USA scadenza breve

EURO
Nuovo allungo appena oltre 1,19 del future settembre ma poi storno. Sembra quindi che tutto quello visto dal minimo di due settimane fa sia stato solo pullback. L’esito del prossimo FOMC dovrebbe comunque alimentare la direzionalità, in un senso o nell’altro dipendendo appunto dal FOMC di cui noi parco buoi possiamo conoscere il merito delle decisioni solo a posteriori
Suggerimento: fermi, chiudere posizioni

PETROLIO WTI
Per ora area 65 ha costituito supporto e tutta la settimana precedente ha visto i prezzi in congestione su questo livello. Per settimana prossima solo i dati sulle scorte USA potrebbero alimentare qualche velleità direzionale. La rottura confermata dell’attuale supporto dovrebbe avere valenza significativa perchè metterebbe fine al bull market iniziato nel febbraio 2016 e avvierebbe una lunga fase di lateralizzazione.
Il 22 giugno primo meeting OPEC dove si dovrebbe ratificare l’accordo in corso fra Arabia e Russia per l’aumento dell’output a compensare il deficit venezuelano.
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire il ribasso in trailing stop

ORO
Continua una sostanziale congestione alimentata in questa fase più che altro dal movimento del dollaro. Area 1320 resta resistenza molto forte e 1280 è il primo target ribassista rotto il quale non si può altro che constatare che che dal top di aprile è sempre in atto un movimento ribassista di medio periodo. Si continua a non vedere quali soddisfazioni possa ricavarne nel breve-medio periodo il rialzista di posizione
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire al rialzo/ribasso in trailing stop considerando che 1300 è inflection point e <1280 è conferma ribassista con buoni spazi di ampliamento

 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 4 giugno h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #22

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI


ITALIA/EUROPA
D’ora in poi le tensioni viste durante la tragedia greca potrebbero tornare, dipende da come si articoleranno le pressioni italiane sui poteri forti della UE.
Se il binomio Lega-M5S seguirà le orme di Tsipras allora tutto bene sul fronte della volatilità (molto meno bene sul fronte della credibilità e autorevolezza degli esponenti di governo).
Se invece sarà lotta per modificare il modificabile all’interno dei regolamenti europei (fiscal compact, clausole di salvaguardia, bail-in, ecc.) e dei trattati (introduzione di clausole per la rescissione e quindi uscita dall’euro) allora interverranno le agenzie di rating che rappresentano il braccio armato dell’alta borghesia internazionale a bloccare di fatto ogni velleità di reale cambiamento.
Per quanto riguarda invece provvedimenti unicamente a valenza nostrana ci penserà il capo dello Stato a non firmare leggi senza copertura finanziaria.
In altre parole si prospetta un’azione di governo loose-loose ovvero niente di quanto promesso nei confronti dell’Europa e di valore sostanziale potrà essere realizzato (l’abolizione della misura minima per la raccolta delle vongole non può essere cambiamento sostanziale tanto per intenderci); nè tanto meno potranno essere fatte manovre a deficit immediato per l’incremento ritardato dell’occupazione e degli investimenti produttivi.
Restiamo quindi molto scettici sulla ripresa dei prezzi di borsa e dei BTP.
Manteniamo una view complessiva di medio/lungo sfavorevole per l’investitore tradizionale
Consideriamo inoltre assai aleatoria qualsiasi previsione di medio/lungo in considerazione dell’elevata probabilità di aumento della volatilità per tutte le asset class

MIB
La settimana precedente ha visto un nuovo minimo vicino a 21mila seguito per tre giorni da un pullback di un migliaio di punti ma la settimana si è chiusa con prese di profitto del pullback il che non fa sperare per l’avvio di un contro-trend rialzista settimanale. Nulla da aggiungere a quanto detto nel report precedente. Meglio non farsi troppe illusioni del tipo “il peggio è passato”. A rischio di passare per cassandre siamo più dell’idea che il peggio deve ancora venire.
Abbiamo visto come la politica italiana è stata in grado di condizionare la grande speculazione e come le agenzie di rating sono intervenute prontamente a minacciare la qualità del nostro debito pubblico. Se la politica italiana ha questa forza ancor prima di alcun intervento governativo, figuriamoci dopo…
Manteniamo questa visione: ” … il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo
Il nuovo investitore e quello non di primo pelo ma con memoria corta guardino a quanto successo nel 2011.
Chi invece è già passato dal crollo del 2011 subendo passivamente il mercato e ora – dopo sette anni –  rivede i suoi vecchi prezzi, per favore, cerchi di non restare incastrato nuovamente e agisca da trader di posizione e non da cassettista
Suggerimento: seguire il ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BTP 10yr
Toccato il rendimento del 3% e poi discesa di mezzo punto. Si diceva nel report scorso: “Probabile che superato il 3% anche i tedeschi si renderanno conto che non è nel loro interesse permettere che l’Italia faccia la fine della Grecia...” Per il momento questa previsione tiene.
Se proprio si vuole avere BTP in portafoglio che almeno siano a scadenza media, col giusto compromesso fra rendimento teorico positivo e rischio default. Meglio invece non avere proprio bond bancari, quindi liquidarli e rollare su industriali o meglio su enti sovranazionali tassati come i BTP
 
Suggerimento: raccomandabile per l’investitore tradizionale liquidare progressivamente tutti i bond pubblici/privati italiani o aprire posizioni di protezione del capitale (hedging) con ETF short pur sapendo che in questi casi l’ETF è uno strumento assai limitato sotto vari punti di vista; d’altra parte un tradizionalista non potrebbe mai convertirsi in trader su derivati e in particolare su opzioni put con sottostante BTP

DAX
13200 resta una vetta difficile da raggiungere nuovamente a breve e 12400 è primo target importante dove potrebbero tornare acquisti anche di medio periodo per cui è forte supporto. Per settimana prossima probabile che l’indice si muova all’interno di questi due valori. Mai dimenticare che il sistema bancario tedesco è più compromesso di quello italiano e come ha detto recentemente Rampini “Monte dei Paschi è nulla a confronto di Deutsche Bank” e per stare sull’attualità ecco una novità emblematica su Deutsche Bank
Suggerimento: mantenere al ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BUND 10yr
Rendimento sempre in calo ora allo 0,38% ma martedì scorso nell’intraday era arrivato allo 0,2%! 

Suggerimento:
solo day trading per esperti con ETF o derivati 

USA
Wall Street
La settimana precedente (21/25 maggio #22) è stata condizionata dalla paura di un dollaro in continuo rialzo e dalla conferma dei dazi acciaio/alluminio.  Con la stabilizzazione della situazione politica in Italia e Spagna il dollaro ha interrotto momentaneamente il trend rialzista e in chiusura di settimana i ribassisti hanno preso profitto venendo a mancare il principale driver di mercato del momento aprendo in simultanea  nuove posizioni rialziste (reversal della speculazione).
Nel report precedente si diceva: “…la congestione in range stretto continua lasciando aperte le porte per un nuovo vistoso ribasso”. Il ribasso c’è stato giovedì scorso e sarebbe continuato in caso di nuove tensioni sulla stabilità in ambito UE.
DJ, SP500 e Russel si mantengono in congestione mentre NASDAQ100 prolunga il trend rialzista e ora è vicinissimo al test del massimo di marzo. Altre considerazioni su SP500 e scenario QUI
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: aprire piccole posizioni ribassiste con stoploss stretto ed incrementare su conferma dell’avvio di un nuovo downtrend

T-Note 10yr
L’effetto gregge del BUND rialzista per riposizionamenti su asset ‘rifugio” non si è fatto attendere e il rendimento del decennale USA scende al 2,90%.
Suggerimento: trading da dimenticare per un po’; da valutare posizionamenti long su ETF con sottostante bond USA scadenza breve

EURO
Mercoledì scorso col nuovo accordo di governo italiano i ribassisti hanno preso profitto ma il pullback è durato solo due giorni e venerdì si è avuto un accenno di ripresa del trend ribassista. D’altra parte i venti di instabilità che soffiano in Europa da più fronti e il possibile effetto domino che il primo governo cosiddetto “sovranista” si sia materializzato proprio in un Paese per nulla secondario come il nostro non aiuterà certo l’euro a riprendere quota. Sul grafico giornaliero l’area compresa fra 1,18 e 1,20 ha tutta l’aria di una resistenza infrangibile per mesi. Notare il bottom di settimana scorsa del future giugno realizzato a 1,15 prezzo intermedio rispetto ai target di pullback prospettati nel report precedente.
A questo punto – cioè a governo italiano fatto – l’andamento del cross sarà caratterizzato da una volatilità crescente e con molta probabilità da un trend di medio/lungo ulteriormente ribassista.
Suggerimento: seguire il trend ribassista e chiudere in trailing stop

PETROLIO WTI
Anche la settimana precedente ha visto nuove vendite avendo ormai già scontato tutto quello che si poteva in ottica rialzista. La forza del dollaro non aiuta a sostenere i prezzi e ora la speculazione torna a prezzare l’aumento delle scorte USA ma area 60 dovrebbe comunque essere un buon supporto e ottimale per implementare la strategia “buy the dips” come WallStreet insegna da anni (a volte però con scarso successo). Il 22 giugno primo meeting OPEC dove si dovrebbe ratificare l’accordo in corso fra Arabia e Russia per l’aumento dell’output a compensare il deficit venezuelano. Anche questa cosa incide sulle attuali prese di profitto
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire il ribasso in trailing stop

ORO
Ci spiace dirlo ma l’oro è sempre figlio di un dio minore: se non l’hanno portato sopra 1320 in una settimana dove i bond si sono impennati per la paura di instabilità europa quando mai tornerà a salire? Certo poi che la forza del dollaro non aiuta minimamente il rialzo delle commodity. Quindi area 1320 resta resistenza molto forte e 1280 è il primo target ribassista rotto il quale non si può altro che constatare che che dal top di aprile è sempre in atto un movimento ribassista di medio periodo.
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire al rialzo/ribasso in trailing stop considerando che 1300 è inflection point e <1280 è conferma ribassista con buoni spazi di ampliamento

 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 4 giugno h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #21

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI


SPECIALE ITALIA/EUROPA
Al momento in cui viene scritto questo articolo nulla si sa della nuova compagine ministeriale. Tuttavia ci sembra molto improbabile che il Capo dello Stato possa imporre dei cambiamenti alla lista dei ministri già sul tavolo. Tentativi di dissuadere e cambiare sì, rifiuto ad accettare la lista no.
Ad un rifiuto seguirebbe un caos istituzionale assoluto seguito a breve da elezioni anticipate da cui il centro-destra si assicurerebbe la maggioranza alle due Camere e Mattarella si troverebbe costretto a conferire l’incarico del nuovo governo a Salvini con tanto di ministri a lui graditi!
Mattarella è perdente su tutti i fronti, meglio non aggravare i conflitti interni e passare alla storia come uno che ci ha provato per non scontentare i diktat UE (ma senza riuscIrci).

D’altra parte le leggi per essere approvate necessitano della sua firma e se non ci fossero le coperture finanziarie – come sancito in Costituzione –  non passeranno e a quel punto sarà il nuovo governo a passare dalla parte dei perdenti. A parte le inevitabili invettive che ne nasceranno la posizione di Mattarella sarà assolutamente legittima e inattacabile da un punto di vista istituzionale e ciò che non è riuscito ad ottenere per via maestra lo otterrà con una fiera opposizione e relative barricate sulla linea del Piave, cioè il rigetto di leggi senza copertura.
Tutto questo ha un prezzo enorme da pagarsi alla grande speculazione finanziaria e quanto visto finora è solo un anticipo e il pagamento avverrà a rate, cioè si produrranno col tempo una serie di eventi negativi che determineranno fasi ribassiste successive  e ripetute, intercalate (forse) da prese di profitto ma incapaci di invertire quanto meno un trend ribassista di medio periodo per i titoli azionari e per i prezzi del debito pubblico e privato (in primis bond bancari da LIQUIDARE IMMEDIATAMENTE)

MIB
L’indice ha chiuso a 22400 quindi siamo ancora in un’area di supporto che però potrebbe già essere violata da domani, dipende quando verrà confermata la lista dei ministri. L’eventuale break out potrebbe trovare una pausa per prese di profitto parziali in area 20500. Un ulteriore sfondamento determinerebbe una nuova ondata di vendite – anche dei fondi gestiti bene – con primo target area 16000. Si ricorda quanto detto nel report precedente: ” … il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo
Il nuovo investitore e quello non di primo pelo ma con memoria corta guardino a quanto successo nel 2011.
Chi invece è già passato dal crollo del 2011 subendo passivamente il mercato e ora – dopo sette anni –  rivede i suoi vecchi prezzi, per favore, cerchi di non restare incastrato nuovamente e agisca da trader di posizione e non da cassettista
Suggerimento: seguire il ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BTP 10yr
Toccato il rendimento di 2,5% visto l’ultimo volta nel 2014.
E’ matematico che il nuovo governo (o un eventuale altro governo in caso di elezioni anticipate) verrà bombardato dalle società di rating con minaccia di bocciatura al rango di spazzatura (come i bond sudamericani) per cui la speculazione, fondi e banche non italiane (in primis le tedesche) continueranno a liquidare i titoli italiani e i rendimenti continueranno a salire. Probabile che superato il 3% anche i tedeschi si renderanno conto che non è nel loro interesse permettere che l’Italia faccia la fine della Grecia per cui nel medio periodo, cioè scomparso Draghi dalla BCE, possano trovare soluzioni di compromesso con le istituzioni europee, col FMI e con le società di rating per congelare la situazione ovviamente in attesa di eventi e decisioni più risolutive, ad esempio istituire nel trattato le regole mancanti per l’uscita dall’euro. Dipenderà molto anche dal grado di compromissione del sistema bancario ovvero quanto il deprezzamento dei titoli del debito italiano peserà nei bilanci delle banche europee.
Per ora ce n’è a sufficienza per non stare tranquilli. 
Suggerimento: raccomandabile per l’investitore tradizionale liquidare progressivamente tutti i bond pubblici/privati italiani o aprire posizioni di protezione del capitale (hedging) con ETF short pur sapendo che in questi casi l’ETF è uno strumento assai limitato sotto vari punti di vista; d’altra parte un tradizionalista non potrebbe mai convertirsi in trader su derivati e in particolare su opzioni put con sottostante BTP

DAX
Anche qui si ritorna sulle parole dell’ultimo report: ” … Questo rally non sembra proprio in sintonia con l’indebolimento dell’euro e con le implicazioni di un governo italiano fautore della spesa a deficit. Visti i prezzi e sapendo che la speculazione impiega un attimo a riversare ordini di vendita per consolidare i grandi profitti realizzati negli ultimi due mesi, potrebbe valer la pena prendere in considerazione l’apertura di posizioni ribassiste già da domani…  Francamente ci sembra che non ci siano grossi spazi di crescita“.
Dopo una settimana possiamo affermare che il rally in questione è finito e non se ne vede a breve la continuazione. L’arbitro delle sorti del DAX è il comparto bancario. Un  prolungato ribasso dei prezzi dei BTP avrebbe un impatto negativo anche sulla capitalizzazione di borsa delle banche tedesche determinando un ritorno quanto meno ai minimi annuali
Suggerimento: mantenere al ribasso con le regole del TMM ed incrementare le posizioni su sfondamento di supporti importanti

BUND 10yr
Rendimento in calo allo 0,4% cioè il bund viene comprato in quanto asset rifugio e il BTP viene venduto come potenziale spazzatura, e lo spread si impenna.
Non si capisce perchè nel breve/medio periodo lo scenario non dovrebbe peggiorare.

Suggerimento:
solo day trading per esperti con ETF o derivati 

USA
Wall Street
La settimana precedente (21/25 maggio #21) è stata caratterizzata dall’ignavia per tutti gli indici maggiori, ovvero la congestione in range stretto continua lasciando aperte le porte per un nuovo vistoso ribasso.
L’Europa in questa fase costituisce un discreto deterrente non solo per il ritorno verso i massimi annuali ma anche per il “semplice” test di 2800 di SP500, soglia psicologica nonchè massimo relativo di marzo. Le storie con la Corea o con l’Iran passano in secondo piano e il rafforzamento continuo del dollaro con possibilità di ulteriori allunghi rialzisti comincia a pesare sul sentiment.
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: aprire piccole posizioni ribassiste con stoploss stretto ed incrementare su conferma dell’avvio di un nuovo downtrend

T-Note 10yr
Rendimento al 2,93% quindi in leggero calo per acquisti sincronizzati col bund. Nessun evento di rilievo sul fronte tassi, solo un fiume di parole di vari esponenti della FED, Powell compreso, quindi solo bla bla. Adesso l’attenzione è puntata sulla UE e relativa variabile-Italia, non ancora impazzita.
Suggerimento: in ottica di trading da dimenticare per un po’

EURO
Sulla base di quanto detto finora e se il ribasso del cross è da considerarsi negativo, allora arriviamo alla conclusione che non c’è limite al peggio, nel senso che l’attuale downtrend continua ad essere fortemente sostenuto dalla situazione UE/Italia. In questo contesto non è nemmeno ipotizzabile che in corrispondenza di minimi periodali precedenti ci possa essere pullbeck per prese di profitto. La speculazione sembra ben determinata a far crollare l’euro fintanto che la FED non interverrà direttamente con vendite di dollari. In una situazione di “normalità” si potrebbero azzardare target di tenuta a 1,16 e 1,14 ma la settimana entrante non sarà “normale”.
Suggerimento: seguire il trend ribassista e chiudere in trailing stop

PETROLIO WTI
Mancando nuovi eventi rialzisti ed avendo già scontato tutto quello che poteva avere valenza rialzista ora la speculazione riprende in considerazione l’andamento del dollaro e declassa il WTI a commodity “normale” per cui – vista la forza della valuta – si vende prendendo buon profitto. Nel breve periodo e quindi per settimana prossima i prezzi dovrebbero seguire sempre il dollaro; area 60 dovrebbe comunque essere un buon supporto.
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire il ribasso in trailing stop

ORO
La settimana precedente ha visto la formazione di un nuovo minimo periodale a 1280 grazie al ritorno di acquisti di asset rifugio. Vista la scarsa attenzione che i mercati hanno per l’oro c’è il rischio che i prezzi non vengano forzati oltre 1320 e allora area 1300 si trasformerebbe da supporto a resistenza, con implicazioni ribassiste di medio periodo. Altre considerazioni QUI
Suggerimento: rimanere liquidi o seguire il rialzo in trailing stop; reversal sotto 1295; 1300 è inflection point

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 4 giugno h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #20

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI

AZIONARIO
Wall Street
La settimana precedente (14/18 maggio #20) è stata caratterizzata da forte incertezza per SP500, DJ e NASDAQ con prezzi che hanno congestionato con variazioni intraday ridotte poco sotto i massimi di settimana scorsa. Il RUSSEL ha invece rotto al rialzo la resistenza di medio periodo in area 16100 ritoccando così il massimo storico. In sostanza malgrado il timore sempre vivo di tre ulteriori aumenti dei tassi per il 2018 e il rafforzamento consistente del dollaro che penalizza l’export, la speculazione sostiene i prezzi senza peraltro mutare il sentiment di generale incertezza sul futuro dell’economia. E’ convinzione di molti che rendimenti del bond decennale superiori al 3% costituiranno un forte ostacolo al superamento dei massimi storici realizzati pochi mesi fa.
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti e stock picking per investimenti
DAX
Nuovi acquisti hanno forzato ancora i prezzi spingendo l’indice verso un nuovo massimo settimanale ma in chiusura di settimana ci sono state consistenti prese di profitto per cui l’area 13000/13200 rappresenta sempre forte resistenza. Questo rally non sembra proprio in sintonia con l’indebolimento dell’euro e con le implicazioni di un governo italiano fautore della spesa a deficit. Visti i prezzi e sapendo che la speculazione impiega un attimo a riversare ordini di vendita per consolidare i grandi profitti realizzati negli ultimi due mesi, potrebbe valer la pena prendere in considerazione l’apertura di posizioni ribassiste già da domani con stoploss appena sopra 13140. Francamente ci sembra che non ci siano grossi spazi di crescita.
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Probabile che le continue raccomandazioni dei precedenti report sul comportamento dei mercati qualora si fosse concretizzata l’ipotesi di un governo Lega-M5S abbiano aiutato qualche investitore a prendere decisioni conseguenti. La speculazione e qualche grosso investitore non ha avuto dubbi e il sentiment si è capovolto all’insegna del SELL ITALY. Tecnicamente il recente breakout della resistenza di area 24000 è da considerarsi come falso segnale rialzista con valenza di lungo periodo per cui  ci sembra sensato chiudere tutte le posizioni rialziste con target di medio/lungo. Già nel report precedente #19 si diceva: “Se il nuovo governo trovasse un minimo di consenso negli ambienti UE il MIB è destinato a sorprendere ancora, lo stesso per un possibile governo tecnico. In caso contrario, cioè governo incurante dei moniti dei poteri forti, probabilissima inversione duratura e quindi raccomandabile azzerare tutte le posizioni rialziste” e si considerava la settimana appena trascorsa come cruciale. Ovviamente sarà il comparto bancario a realizzare le migliori performance negative…
Suggerimento: aprire trade di posizione ribassisti da gestire con le regole del TMM  

BOND
Il rendimento del decennale USA ha realizzato un nuovo massimo frazionale grazie ad alcuni dati economici e ai discorsi di alcuni governatori delle FED regionali che riportano alla ribalta la possibilità di quattro aumenti dei tassi nel 2018. Al momento la probabilità stimata dall’algoritmo CME per questo evento è del 42% superiore alla stima di una settimana fa. Francamente ha tutta l’aria di un balletto per creare volatilità e quindi profitti per speculatori e intermediari.  Il bund decennale sale di sette centesimi (0,57%) mentre il rendimento del BTP entra in rally e chiude la settimana al 2,2% con spread su BUND quindi intorno ai 160 punti che in sè non ha nulla di eccezionale essendo un valore già toccato e superato ampiamente più volte nei diciotto mesi precedenti. Ciò non toglie che la salita della settimana precedente è risultata assai veloce e marcata – un rally appunto – grazie alla speculazione che vede già nelle carte delle società di rating un outlook negativo.  E come riportato nel report precedente la settimana # 20 è stata effettivamente cruciale anche per il BTP sempre per la serie SELL ITALY.
Sempre nel report precedente si accennava alla “massima attenzione” per i possessori di BTP. Senza farla lunga visto che il governo di rottura ancora non c’è, si vuole solo ricordare che i titoli del debito pubblico italiano possono essere mandati in default a mercati chiusi e il primo giorno di apertura dei mercati è troppo tardi per liquidarli. Nessun allarmismo per il breve periodo, lasciamo che il governo si formi e prenda le prime facciate giusto per capire di che pasta è fatto e poi se ne riparla. Ma è raccomandabile non avere alcuna fiducia sulla solidità, qualità e garanzie di BOT e BTP. E un ulteriore e sempre possibile declassamento di rating aprirebbe scenari greci. Si spera di non dover più ritornare su queste ipotesi.
Suggerimento: l’investitore tradizionale che possiede titoli del debito pubblico italiano dovrebbe iniziare a liquidare progressivamente le proprie posizioni e/o pensare di comprare ETF BTP short; il day trader troverà maggiore volatilità con strumenti sul BTP e si comporterà in base all’analisi grafica e agli eventi macro di contesto

EURO
Nulla da fare, la corsa ribassista dell’euro è proseguita con formazione di un nuovo minimo proprio in chiusura di settimana. A questo punto inutile ricercare appigli in eventi macro per l’operatività. Si guarda solo ai grafici e relative linee di tendenza, supporto e resistenza fermo restando che ci si muove in uno scenario ribassista di medio periodo con primo target importantissimo area 1,16.
Suggerimento: seguire il trend ribassista e chiudere in trailing stop

PETROLIO WTI
Si consolidano i prezzi sopra i 70$ e la corsa rialzista non accenna a fermarsi ma con forza ridotta. Altre considerazioni QUI
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Caro (anche se scontatissimo) vecchio oro nessuno ormai ti vuole più. La settimana precedente si è aperta con precipizio a rompere in modo convincente il supporto di area 1300 e la trend line ascendente di medio periodo. Nelle ultime tre giornate i prezzi hanno altalenato fra 1285 e 1290 facendo sospettare che trattasi di fase di distribuzione cioè momento in cui la speculazione si riorganizza per spingere ulteriormente i prezzi verso sud con prima tappa a 1240 e tappa intermedia a 1270.
Suggerimento: operare in piccola quantità con trading di posizione ribassista e stoploss appena sopra 1300 che è inflection point 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 21 maggio h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #19

Rassegna periodica intermarket
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class
Rassegna precedente QUI

AZIONARIO
Wall Street
La settimana precedente (7/11 maggio #19) è risultata interamente positiva – praticamente un rally (cinque sedute consecutive con massimi crescenti) – come si conviene in uno scenario di lateralità mancando al momento stimoli/eventi tali da indurre in primis speculazione e, a ruota, fondi passivi cioè ETF a forzare i prezzi spingendo o sopra i massimi o sotto i minimi annuali. Le prospettive a breve restano ancora per un mercato choppy. Tuttavia la distensione con la Nord Corea, il controllo dei conflitti mediorientali, le ottime trimestrali delle società quotate, l’affievolirsi dello spauracchio di una guerra commerciale con la Cina, il minor rischio di altri tre aumenti dei tassi USA per il 2018, un mercato del lavoro più che accettabile e scarsissimi segni che la prossima recessione è vicina hanno rialimentato il sentiment verso il bicchiere mezzo pieno.
Tutti gli indici maggiori hanno superato i massimi di aprile ma si trovano sempre al centro della fascia di prezzi compresi fra massimi e minimi annuali con eccezione del NASDAQ che grazie soprattutto a Apple ha sovraperformato e ora è in prossimità del suo massimo di aprile.
Da un punto di vista operativo manteniamo uno scenario altalenante che ci vede rispettivamente ribassisti e rialzisti in prossimità di massimi e minimi periodali. Per gli investimenti manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti e stock picking per investimenti
DAX
Altra settimana di gloria con chiusura settimanale a sfiorare 13mila. Il rally dai minimi di aprile è ora imponente e sarà interessante vedere se la forte area di resistenza 13000/13200 si opporrà a questo rialzo: se no allora il primo target sarà il test dei massimi di gennaio, se sì allora andamento lateral ribassista per settimane. Riteniamo che questo comportamento sia sempre legato a movimenti speculativi ed in sintonia col ritorno della cosiddetta “propensione al rischio” a Wall Street. Per il trading seguire il rialzo e chiudere in trailing stop.
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Raggiunto un nuovo massimo a 24550 ad inizio settimana e poi per le note vicissitudini politiche nostrane ritracciamento sul nuovo supporto in area 24000. Se il nuovo governo trovasse un minimo di consenso negli ambienti UE il MIB è destinato a sorprendere ancora, lo stesso per un possibile governo tecnico. In caso contrario, cioè governo incurante dei moniti dei poteri forti, probabilissima inversione duratura e quindi raccomandabile azzerare tutte le posizioni rialziste.
Quindi settimana entrante cruciale.
Per il trader la possibile rottura del supporto va seguita al ribasso; invece, sia per il trader che per l’investitore di posizione con gestione dinamica, logico sarebbe incrementare i long sopra 24500
Suggerimento: nuovi long in caso di tenuta del supporto; 24mila è inflection point; posizioni da gestire con le regole del TMM e quindi non solo day trading

BOND
Il rendimento del decennale USA si mantiene intorno al 3% e il trentennale rende un misero decimale in più, ovvero non è il massimo per uno scenario economico di lungo periodo, ovvero il tBond 30yr sconta una prossima recessione USA. Tuttavia lo spread fra decennale e biennale si mantiene intorno a 50 punti per cui malgrado l’appiattimento della curva dei rendimenti questo dato conferma che i mercati non ritengono che la recessione sia imminente. Il bund decennale resta fermo allo 0,50% e lo spread con l’omologo BTP si estende a 132 punti. Nulla di grave in sè ma sintomatico di quanto potrebbe succedere con un nuovo governo non in linea con l’establishment internazionale. Quindi settimana prossima cruciale anche per il BTP.
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste (di prezzo) su tNote per trading di breve e chiudere in trailing stop; per l’investitore tradizionale massima attenzione ai BTP (se ne riparla settimana prossima sul concetto di ‘massima attenzione’)

EURO
Col minimo a 1,1850 del future giugno sul cross eurodollaro raggiunto mercoledì scorso c’è stata una corposa serie di prese di profitto che hanno prodotto per ora un ritracciamento di circa 120 punti. Presto per dire che la gamba ribassista partita da aprile da area 1,245 è finita ma in uno scenario di breve è molto probabile in quanto nelle due settimane precedenti il dollaro USA ha mantenuto una forte divergenza con bond, petrolio e oro per cui logico sarebbe un riallineamento in termini di correlazioni intermarket. Le storie mediorientali hanno pesato ma ora la speculazione sembra intenzionata a prendersi una pausa e soprattutto i profiti, con calo conseguente di volatilità. Ci aspettiamo per la settimana entrante prezzi sopra i minimi e fine del pullback.
Suggerimento: seguire il pullback rialzista e chiudere in trailing stop

PETROLIO WTI
Solite vaccate speculative. I mercati erano in attesa martedì della parola del profeta Trump che avrebbe dovuto dare il due di picche all’Iran. Secondo la maggioranza degli analisti e strategist tale evento avrebbe dovuto dare nuova spinta ai prezzi e quindi secondo logica martedì alle ore 20.00 era in programma uno spike, cioè una sorta di missile-cargo per il trasporto dei prezzi verso le stelle. Acquisito ciò la sporca speculazione che ti fa? Circa tre ore prima dell’annuncio e in pochi minuti affonda il prezzo da 70,3 a 67,6 cioè un meno 4% da paura. Probabile che si sia sparsa la voce nelle sale operative degli hedge fund che il profeta yankee si era convertito all’islamismo sciita. Nulla di più falso. Martedì in chiusura i prezzi hanno recuperato solo i massimi del giorno prima e quindi la partenza dello spike è stata annullata. Mercoledì e giovedì continuazione rialzista a formare un nuovo massimo praticamente a 72,0 e venerdì una salutare presa di profitto grazie all’ennesimo incremento dei rig USA.
70$ è ora nuovo supporto; al momento i prezzi hanno incorporato tutti gli eventi macro rialzisti (vedi report precedenti) e solo la prospettiva di un reale calo dell’export petrolifero iraniano potrebbe spingere oltre 75$ che è il target dato dal ministro saudita dell’energia. Da non escludere comunque un ritorno stabile fra 60 e 70 per settimane qualora la rottura dell’accordo USA-Iran non producesse nuove occasioni di allargamento della guerra in corso con tavolo da gioco la Siria al quale siedono Russia, Israele, Iran, Arabia e USA come giocatori dichiarati. Ma si sa, la pace è noiosa e non fa bene nè all’economia nè ai mercati finanziari
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Settimana precedente in pullback asmatico ma se non altro si è evitato ancora l’onta di finire sotto 1300 e soprattutto il massimo intraday di venerdì, malgrado le prese di profitto in chiusura, potrebbe risultare di buon auspicio per la settimana entrante. In realtà solo l’ulteriore indebolimento del dollaro USA potrebbe portare ancora un po’ di crescita ma il tutto e sempre nell’ambito di uno scenario laterale quanto meno di medio periodo. A nostro modestissimo avviso non c’è alcuna urgenza ad acquistare fisico o ETF con fisico sottostante. Secondo circostanza invece un buon trading delle fasce laterali con ETC a leva (o derivati) dovrebbe essere tenuto sempre presente.
Lo sfondamento confermato dei minimi di maggio dovrebbe avviare un nuovo scenario ribassista con primo target area 1270. La tenuta invece del supporto non è assolutamente garanzia di un ritorno nel breve verso il top di aprile. Quindi scenario di breve solo lateral ribassista.
Suggerimento: valutare trading di posizione rialzista/ribassista considerando 1300$ come inflection point

 

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

§ § §

Lunedì 21 maggio h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #18

Rassegna periodica intermarket.
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class.
Rassegna precedente QUI

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

AZIONARIO
Wall Street
La settimana precedente (30 apr/4 maggio #18) è risultata ancora complessivamente debole malgrado la chiusura in rally di venerdì. Il sentiment continua ad essere pesante considerando gli ottimi utili e ricavi presentati nelle trimestrali. Dopo il meeting FOMC di mercoledì la grande speculazione continua a non vedere quali eventi possano consentire la forzatura dei prezzi oltre i massimi di gennaio per SP500 e DJ e marzo per NASDAQ. I dati mensili sull’occupazione USA pubblicati venerdì hanno ulteriormente dimostrato che le retribuzioni non crescono allontanando il rischio di una crescita rapida dell’inflazione e riducendo di conseguenza la probabilità di quattro aumenti dei tassi USA nel 2018. Si potrebbe dire che la sintesi delle cronache borsistiche è tutta qui e sempre uguale: tendenza di fondo moderatamente ribassista interrotta di tanto in tanto da “notizie” favorevoli ai reversal. Quindi solo e sempre trading. Il netto calo dei rendimenti dei bond potrebbe dare ulteriore spinta rialzista per la settimana entrante ma che potrebbe iniziare a prezzare l’eventuale rottura degli accordi USA-Iran.
Manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti
DAX
Al contrario di Wall Street mercoledì è stata un’ottima giornata per i rialzisti che, sulla scia di dati economici europei complessivamente deludenti (e Draghi li aveva già anticipati nell’ultimo meeting BCE), la speculazione ha trovato la forza di rompere in modo convincente la resistenza di area 12650 e chiudere la settimana rafforzando i guadagni seguendo il rialzo di venerdì dei mercati USA. Ora l’indice si trova a metà strada fra il massimo di fine gennaio e il doppio minimo di marzo /aprile per cui ha ampi spazi di movimento in entrambe le direzioni senza mutare di una virgola il quadro di medio periodo che resta laterale
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Il tetto dei 24000 è stato decisamente sbrecciato mercoledì e venerdì se ne è avuta una prima conferma. Trattasi di evento storico ma meglio non farsi prendere da facili entusiasmi. Guardando al lungo periodo, su questi livelli si è avuta inversione sia nel gennaio 2009 sia nell’agosto 2015. Per cui per gli investimenti passivi meglio non allocare subito tutto il capitale disponibile. Per il trading di breve invece obbligatorio seguire il rialzo. Come scritto nel report precedente: … Notare che sopra 24000 c’è il vuoto, cioè nessun riferimento grafico utile per individuare un possibile target per cui ci si dovrebbe accontentare della soglia psicologica dei 30000 visti l’ultima volta nel 2008!
Suggerimento: nuovi long sopra 24mila anche in ottica di posizione da gestire con le regole del TMM e quindi non solo day trading

BOND
Il rendimento del 3% del decennale USA si conferma resistenza fortissima. Anche sui bond il trading algoritimico è la regola. Probabile che il massimo di rendimento del 25 aprile resti tale per mesi soprattutto alla luce dei dati sull’occupazione di venerdì scorso e probabilmente non sarà l’aumento dei prezzi del petrolio a rappresentare un market driver convincente per gli istituzionali a liquidare nuovamente parte delle loro posizioni. Ora il rendimento è sceso al 2,75% e non è da escludere un’ulteriore erosione anche per la settimana entrante.
Il BUND segue e ora rende lo 0,50%. Interessante invece notare il modesto ma progressivo allargamento dello spread BUND/BTP ora a 125 circa. Nulla di drammatico in sè. Occorre attendere gli sviluppi degli intrecci politici nostrani prima di iniziare a preoccuparsi veramente. Le agenzie di rating non dormono mai, il rapporto debito/PIl è al 132%, aumenti IVA molto vicini e probabili, certezza assoluta che nei prossimi mesi l’Italia non avrà alcun potere contrattuale con la UE (quindi niente di diverso dal passato…), certezza quasi assoluta anche per un governo (qualunque esso sia) incapace di ridurre le spese correnti e la grande evasione fiscale, Draghi potrà continuare a “proteggere” la sua patria per altri quattordici mesi scarsi: gli ingredienti per un rialzo progressivo dei rendimenti dei BTP  ci sono tutti
Suggerimento: aprire posizioni rialziste (di prezzo) su tNote per trading di breve

EURO
Il cross eurodollaro è spesso una questione complicata da comprendere o addirittura impossibile essendoci troppe variabili e forze in gioco. Dall’ultimo meeting BCE l’euro ha cominciato ad indebolirsi tant’è che nella settimana precedente è uscito al ribasso dal laterale che durava ormai da quattro mesi. Per cui euro debole e timori di quattro aumenti dei tassi USA hanno alimentato il downtrend. Ma quello che non torna ancora è il comportamento divergente di venerdì scorso dopo i dati sull’occupazione USA: i rendimenti sono scesi e i prezzi del petrolio e dell’oro sono cresciuti per cui secondo logica il cross avrebbe dovuto riportarsi nettamente sopra 1,20. Invece no. Potrebbe essere una forzatura per macellare gli scopertisti di put visto che venerdì scorso andavano in scadenza le opzioni maggio. Se così fosse la settimana entrante dovrebbe vedere l’indebolimento del dollar index e conseguente rialzo del cross. Tuttavia la logica non è una condizione sufficiente per tracciare scenari attendibili e quindi potremmo trovarci in una situazione di decorrelazione intermarket anche prolungata (e incomprensibile se non per logiche puramente speculative). Il rafforzamento prolungato del dollaro non fa bene all’export e penalizza i debitori in dollari, asiatici in primis. Al ribasso nuovi target in area 1,1750 e 1,16 difficilmente raggiungibili settimana prossima. Al rialzo nessun target, solo pullback per ora di forza indefinibile. Area 1,20 resta supporto forte intaccato seriamente venerdì scorso ma la cui rottura non è ancora confermata
Suggerimento: area 1,20 è inflection point quindi daily trading short/long secondo tendenza, solo per esperti

PETROLIO WTI
La settimana precedente il WTI ha recuperato per intero il ribasso della chiusura di settimana 17# e venerdì scorso il future giugno fronte mese ha ritoccato il massimo annuale a sfiorare 70$. L’uptrend iniziato a febbraio si conferma continuazione del rialzo iniziato nel giugno 2017. Altre considerazioni QUI
70$ è livello psicologico il cui superamento confermato potrebbe produrre un’accelerazione verso 75$ salvo consistenti prese di profitto e conseguente consolidamento fra 70 e il nuovo massimo che si verrebbe a creare
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Le settimane deludenti non hanno fine. Settimana scorsa nuovo minimo a sfiorare 1300$ e debole ritocco dei minimi di due mesi fa seguito poi da poco convincente pullback. Le probabilità di continuazione ribassista aumentano. Decisive le prossime due settimane per confermare la sostanziale lateralità degli ultimi quattro mesi o per inaugurare un nuovo scenario ribassista con primo target area 1270.
Suggerimento: sospendere day trading, valutare trading di posizione rialzista/ribassista considerando 1300$ come inflection point

§ § §

Lunedì 7 maggio h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #17

Rassegna periodica intermarket.
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class.
Rassegna precedente QUI

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

AZIONARIO
Wall Street
Utile notare ancora una volta come l’andamento dei valori-indice segua ormai logiche erratiche di brevissimo periodo, in alcuni casi con rapporto causa-effetto chiaro ma spesso del tutto incomprensibili se non rifacendosi ai sistemi algoritmici automatici che ormai rappresentano oltre la metà delle contrattazioni giornaliere grazie alla notevolissima crescita dei fondi passivi (ETF). La settimana precedente (23/27 aprile #17) è un caso di scuola.  Martedì 24 i future hanno aperto a mezzanotte con una moderata spinta rialzista durata otto ore circa. All’apertura dei future europei – h. 8.00 – i future USA sono semplicemente crollati. Incomprensibile, nessun dato o evento concomitante, nessun tweet trumpiano…
SP500 in meno di sette ore ha perso una settantina di punti. In realtà questo selloff giornaliero fa parte del downtrend iniziato dal top del 18/4 poi terminato il 25/4 da cui è ripartito l’ennesimo e debole pullback che ha chiuso la settimana #17 con prezzi sostanzialmente invariati rispetto alla #16.
Non c’è storia. I grandi utili che vengono pubblicati quasi giornalmente coi bilanci trimestrali (earnings) e l’allentamento delle tensioni geopolitiche sono già tutti scontati, come dire che siamo al massimo dell’ottimismo e che l’eventuale ritocco dei massimi storici realizzati nel primo trimestre 2018 resta per ora solo utopia.
Quindi lo scenario di medio periodo non può essere altro che lateral ribassista.
Manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti
DAX
A una settimana #16 sostanzialmente piatta ne è seguita una “vivace”, inizialmente con un ritracciamento di ben 300 punti dal test della resistenza (fallito) recuperato poi interamente grazie alle parole di Draghi durante il meeting BCE del 25/4. Quindi la settimana #17 chiude ancora a ridosso della resistenza ma con la sensazione che la speculazione non sia determinata ad avviare un trend stabile di crescita. Invece una rottura (breakout) apparentemente confermata e successivo crollo potrebbe essere un ottimo piano per far realizzare buoni profitti a chi è in grado di forzare i prezzi.
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Si è allineato al DAX. E’ come se qualcuno spingesse da sotto il tetto (resistenza di area 24000) per romperlo e trovare spazio vitale per edificare un nuovo piano (ripresa dell’uptrend dal minimo di 16000 del gennaio scorso). Notare che sopra 24000 c’è il vuoto, cioè nessun riferimento grafico utile per individuare un possibile target per cui ci si dovrebbe accontentare della soglia psicologica dei 30000 visti l’ultima volta nel 2008!
In caso di breakout di 24000 chiedersi se la costruzione del nuovo “piano” ha licenza edilizia regolare (Wall Street in crescita) o se è abusivo e quindi soggetto a demolizione…
Suggerimento: nuovi long sopra 24mila anche in ottica di posizione da gestire con le regole del TMM e quindi non solo day trading

BOND
Piccolo riassunto: le curve di rendimento dei decennali USA (tNote) e Germania (BUND) dell’ultimo anno non sono perfettamente sovrapponibili. I minimi sono stati raggiunti rispettivamente nel settembre e giugno 2017 (2,0% /-0,2%) e i massimi il 25 aprile e nel febbraio anno corrente (3,02%/0,77%). Prima considerazione: il BUND anticipa gli USA.
Il BUND dal max di febbraio ha ritracciato il 50% circa per dar luogo poi ad un debole pullback probabilmente terminato il 25/4 a 0,64% grazie alle parole di Draghi (meeting BCE)
Il tNote dal max relativo di febbraio a 2,95% ha ritracciato poco e sulla spinta emotiva/speculativa di una inflazione USA galoppante (che non c’è) ha prodotto un breakout mercoledì scorso ma non ancora confermato in quanto i due giorni seguenti hanno visto consistenti prese di profitto e quindi una discesa dei rendimenti.
Mentre per il BUND lo scenario lateral ribassista dei rendimenti potrebbe continuare finchè Draghi è governatore BCE, per il tNote occorre a questo punto considerare una maggiore volatilità in quanto i market driver in gioco sono molteplici. La logica vorrebbe che i rendimenti USA non dovrebbero aumentare più, vuoi perchè già si sta scontando quattro aumenti dei tassi USA e vuoi perchè Wall Street potrebbe scendere ancora per riallocazione dei portafogli dei fondi pensione in primis e da moltissimi altri istituzionali. E la discesa di WS non è gradita a molti.
In sostanza la settimana #17 ha visto oscillazioni fisiologiche dei rendimenti BUND mentre per il tNote c’è il forte sospetto che il nuovo massimo annuale non dia luogo ad ulteriori ritocchi almeno per la settimana entrante.
Spread BUND/BTP ancora in calo a 116. E’ eveidente che i mercati apprezzano un’Italia senza governo…
Suggerimento: aprire posizioni rialziste (di prezzo) su tNote per trading di breve

EURO
Si pensava che la BCE di giovedì scorso fosse un non-evento almeno sul fronte della politica monetaria (e così è stato) invece Draghi ha pensato bene di riportare volatilità (la madre di tutti i profitti della grande speculazione) dicendo che ci sono segnali inaspettati di rallentamento economico. Ma come? se è da mesi che ci racconti quanto stia diventando virtuosa la UE con la tua politica e il tuo controllo sul sistema bancario truffaldino, contento persino che il rialzo del petrolio ti dà una mano (e forse l’unica) a risollevare l’inflazione di pochi decimali, e ora fai in modo che la speculazione vada a nozze ribassista sul cross eurodollaro?
In sostanza: fino alle h. 14.00 circa del 26/4 il cross si manteneva sul bordo inferiore del trading range di medio periodo 1,26/1,225 ma poi sono partite a raffica le vendite. Il ribasso è continuato fino alle 8.00 del giorno seguente a segnare un minimo intraday di 1,21 da cui è partito un pullback tecnico a chiudere la giornata e la settimana a 1,2176 (future giugno) restando quindi sotto la ex-trading range.
La rottura ribassista richiede conferme che potranno venire solo dalle prossime sedute: un rapido ritorno sopra 1,22 potrebbe dare continuazione alla lateralità di medio periodo. Al contrario il ritocco del suddetto minimo aprirebbe un nuovo scenario – questa volta ribassista di medio – con primo target area 1,20 -raggiungibile già settimana prossima
Suggerimento: daily trading ribassista con stoploss in area 1,22 ma da considerare immediati reversal,  solo per esperti

PETROLIO WTI
La settimana precedente conferma che area 66,0 è ora supporto importante. La volatilità si è ridotta e non sono stati trovati dati o eventi tali da giustificare il ritocco del massimo annuale del 18/4. La speculazione ha testato questo livello martedì scorso ma senza strappi e poi tutto è rientrato in una sorta di congestione con oscillazioni intraday modestissime. Sul fronte macro da segnalare l’aumento delle scorte USA che hanno calmierato i prezzi allontanando il rischio di una crescita galoppante dell’inflazione USA
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Ancora una settimana deludente per i rialzisti di posizione e per i possessori di fisico con chiusura a 1324 e in downtrend continuativo con primo target area 1310. La tenuta del supporto autorizza ad aprire posizioni long per il day trading (ma con stoploss stretti). L’eventuale rottura della soglia psicologica 1300 deve convincere invece l’apertura di posizioni ribassiste anche in ottica multy-day con primo target area 1280 e poi 1240.
La normalizzazione geopolitica, la stabilità di Wall Street e il rialzo dei rendimenti USA sono tutti market driver fortemente ribassisti
Suggerimento: come sopra, solo per esperti

§ § §

Lunedì 7 maggio h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #16

Rassegna periodica intermarket.
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class.
Rassegna precedente QUI

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

AZIONARIO
Wall Street
Tutti i pullback che si sono susseguiti dai minimi di febbraio hanno fallito la continuazione del movimento rialzista iniziato nel marzo 2016 e la settimana precedente (16/20 aprile #16) non è stata da meno. Mercoledì si è formato il top dell’uptrend iniziato il 3 aprile seguito da due sedute nettamente ribassiste praticamente impulsive, a ulteriore conferma che gli indici sono solo ed esclusivamente condizionati dalla grande speculazione che lavora solo sul brevissimo periodo senza esitare a vendere i rialzi e studiando bene quando è il momento di riposizionarsi long nelle fasi di debolezza.
La questione siriana si è risolta senza ulteriori traumi, le trimestrali confermano la crescita degli utili ed è sbocciato l’idillio USA-NordCorea: tutto questo ha illuso il piccolo investitore che il test dei massimi annuali avrebbe potuto avvenire in tempi brevi. Ma da giovedì scorso il mercato dimostra ancora una volta di aver già scontato nei prezzi le notizie positive per lasciar aperte le porte ad un nuovo movimento ribassista per dare ulteriori opportunità di profitto alla speculazione. E si sa che il piccolo investitore nelle fasi ribassiste è solo uno spettatore preoccupato.
Manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti
DAX
Il primo test di rottura della resistenza di area 12600 è fallito ma l’impostazione di breve cioè dai minimi di fine marzo si mantiene nettamente rialzista. Si continua a replicare l’andamento di Wall Street ma con una certa propensione ad incrementare i ribassi.
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Semplicemente grandioso. Ha chiuso la settimana sempre e solo al rialzo tant’è che in chiusura ha persino testato il top di area 24000 di gennaio, per ora massimo annuale. Settimana prossima diventa così molto importante perchè un possibile selloff a Wall Street renderebbe molto probabile la formazione di un doppio massimo mentre in mancanza di tensioni ribassiste internazionali il MIB dovrebbe trovare la forza di formare nuovi massimi. Probabile che nell’immediato la formazione del governo, qualunque esso sia, dia ulteriore forza.
Suggerimento: nuovi long sopra 24mila anche in ottica di posizione da gestire con le regole del TMM e quindi non solo day trading

BOND
In settimana le vendite in particolare sui bond USA si sono accentuate riportando prezzi e rendimenti rispettivamente ai minimi/massimi annuali. Da notare che il significativo ritracciamento di Wall Street di giovedì e venerdì non ha determinato alcun segno di riposizionamento sugli asset “rifugio” oro incluso. Sembra che la speculazione abbia approfittato di alcuni segnali di incremento dell’inflazione per disorientare i rialzisti e catturare gli stoploss. Anche il BUND ha seguito il ribasso dei prezzi del t-Note ma in modo più contenuto. Settimana prossima sarà quindi interessante capire se il mercato vuole scontare veramente quattro rialzi annuali dei tassi USA anzichè tre e ritoccare di conseguenza i massimi annuali di rendimento del decennale.
Spread BUND/BTP in calo a 118 grazie a maggiori acquisti dei BTP. Sembra proprio che Lega e M5S siano tutt’altro che uno spauracchio per i mercati.
Suggerimento: chiudere posizioni ribassiste e restare in attesa

EURO
Altra settimana all’insegna della stabilità con prezzi del future giugno sempre compresi nella fascia 1,26/1,2250. In chiusura il cambio ha chiuso a 1,23 segnando il minimo settimanale. Probabile che anche il dollar index seguirà l’andamento dei bond con ulteriore marginale rafforzamento per la settimana entrante. Il meeting BCE previsto per giovedì prossimo al momento è considerato un non-evento nel senso che sono attese novità.
Suggerimento: daily trading delle fasi laterali o short strangle con opzioni a scadenza breve, solo per esperti

PETROLIO WTI
La settimana precedente ha confermato la rottura della resistenza di area 66,0 obbligando a ritenere più probabile uno scenario rialzista di medio periodo con prezzi superiori a 70$.  Altre considerazioni QUI
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Chiusura di settimana sotto 1340 e quindi continuazione della lateralità che sta caratterizzando i primi mesi del 2018. Il top intraday oltre resiistenza di due settimane fa si è dimostrato falso segnale. Nello scorso report si diceva “…Fondamentale la prossima settimana per capire se siamo veramente alla vigilia di un uptrend di medio periodo…” Ora lo sappiamo, ancora nessun cambiamento e se il mercato credesse veramente ai quattro rialzi dei tassi USA allora l’altalena dei prezzi è destinata a continuare ancora per mesi evidenziando dalla settimana entrante nuovi ribassi
Suggerimento: aprire posizioni ribassiste in ottica di trading delle fasce laterali, solo per esperti

§ § §

Lunedì 23 aprile h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com

MERCATI settimana #15

Rassegna periodica intermarket.
Sintesi dei principali fattori che hanno caratterizzato nel periodo di riferimento specificato dal titolo una o più asset class.
Rassegna precedente QUI

Sapendo che Wall Street, le politiche monetarie e l’economia USA
sono in grado di condizionare i mercati finanziari mondiali, l’avvio del PROTEZIONISMO apre
scenari imprevedibili e tendenzialmente sfavorevoli per gli investitori tradizionali

AZIONARIO
Wall Street
La settimana precedente (9/13 aprile #15) è stata caratterizzata ancora una volta da andamento contrastato, con micro-trend di uno-due giorni. In gergo andamento “choppy” ideale solo per i day trader e ovviamente per i sistemi algoritmici che operano in totale autonomia. I dati economici della settimana non hanno fornito spunti particolari per la grande speculazione che ha dovuto prestare di conseguenza la massima attenzione ai tweet presidenziali USA per mantenere abbastanza alta la volatilità, che è la madre di tutti i guadagni per le cosiddette “mani forti” ovvero di chi è in grado di forzare/manipolare i prezzi.
Dal punto di vista tecnico l’andamento choppy non ha impedito di ritoccare giornalmente i massimi anche se con ampiezze quasi irrisorie, tuttavia sul grafico giornaliero tutti gli indici evidenziano una settimana di ulteriore recupero dai minimi della prima settimana del mese (#14).
Notare che circa due ore prima della chiusura di venerdì scorso tutti gli indici maggiori sono stati venduti con decisione nell’eventualità di un attacco militare alla Siria a cui è seguito un immediato pullback in modo che la chiusura settimanale risultasse positiva. I prezzi di chiusura DJ, Nasdaq 100 e SP500 evidenziano sempre un ritracciamento rispetto ai rispettivi massimi annuali superiore al 50%.
Ora che l’attacco alla Siria si è realizzato non resta che attendere le decisioni di domani della speculazione; garantito l’aumento di volatilità e molto probabile che la settimana entrante non sarà caratterizzata da un rialzo significativo.
Manteniamo sempre questa allerta: dopo nove anni di bull market la prospettiva di una normalizzazione della politica monetaria e i timori per un aumento dei tassi superiore alle previsioni hanno scatenato a febbraio la speculazione algoritmica delle “mani forti” dando un primo segnale agli investitori istituzionali che potrebbero farsi più cauti con gli acquisti nelle fasi ribassiste anche se mancano evidenze oggettive di recessione a breve. Probabile che se iniziasse veramente una guerra commerciale “USA contro Resto del Mondo” (e in particolare contro la Cina) l’economia USA si avvierà più velocemente verso la recessione e Wall Street si comporterà di conseguenza
Suggerimento: solo day trading per esperti
DAX
Finalmente una settimana di riscatto dove hanno prevalso le chiusure delle posizioni ribassiste e netto superamento della resistenza di area 12mila ma sempre sotto al massimo di fine febbraio. Aspettando domani per reazioni post-Siria.
Suggerimento: solo day trading per esperti
MIB
Sempre forte con superamento confermato della resistenza di area 23mila. Inutile aggiungere altro in attesa di domani per le reazioni post-Siria.
Suggerimento: solo day trading per esperti

BOND
Il moderato ottimismo che ha pervaso i listini azionari ha riportato vendite significative ma fisiologiche dei decennali determinando aumenti frazionali dei rendimenti; il trentennale USA invece è stato meno venduto e mantiene il suo rendimento nominale sul filo del 3%. Notare che il dato sull’inflazione pubblicato in settimana pur risultando inferiore alle attese è stato ignorato. Andamento settimanale choppy anche per il bund e spread con BTP stabile.
Ormai i decennali tedesco e USA hanno archiviato il trend ribassista dei prezzi e ora seguono logiche da scenario correttivo laterale ma con maggior probabilità di implementare uptrend significativi in caso di eventuale nuovo panico delle borse. 
Suggerimento: come il precedente  buone opportunità anche con la vendita di put scoperte con strike uguale/sotto i recenti minimi

EURO
Settimana precedente caratterizzata da movimenti sempre molto contenuti e prezzo di chiusura centrato nella fascia di oscillazione di medio periodo 1,26/1,2250. Magari continuasse così per l’eternità…
Suggerimento: daily trading delle fasi laterali o short strangle con opzioni a scadenza breve, solo per esperti

PETROLIO WTI
Nel report precedente si scriveva: “… Tecnicamente il WTI continua a disegnare sul grafico giornaliero un triangolo rialzista di medio periodo ma, mancando significativi eventi macro, i forti ribassi di Wall Street spingono la speculazione a prendere profitto ritardando il momento della rottura dei massimi di periodo…” Le minacce di guerra alla Siria hanno prevalso sull’aumento delle scorte USA per cui l’evento macro si è realizzato e il WTI  ha rotto con forza la resistenza  e la scalata con primo target 70$ (area psicologica) è ripresa. Si prospettano tempi durissimi per i ribassisti…
Suggerimento: mantenere posizioni rialziste e gestire con le regole del TMM

ORO
Settimana interessante che ha visto una rottura “mordi e fuggi” (solo intraday e quindi non confermata) della resistenza di area 1360 e malgrado il ritracciamento che ne è seguito il grafico giornaliero ora evidenzia un canale rialzista di breve che necessita obbligatoriamente la formazione di nuovi massimi per consolidarsi. Purtroppo la chiusura sotto 1340 non fa ben sperare. Notare come il massimo intraday di mercoledì scorso a 1370 abbia convinto tutti a prendere immediato profitto, è come se la speculazione non credesse assolutamente che valga la pena di rafforzare l’oro, al contrario di quanto è avvenuto per WTI e azionario. Fondamentale la prossima settimana per capire se siamo veramente alla vigilia di un uptrend di medio periodo
Suggerimento: aprire rialzi solo su rottura confermata di 1360 e poi adeguarsi alle regole del TMM

§ § §

Lunedì 23 aprile h. 21.30 webinar – per partecipare gratuitamente richiedere invito via e-mail

___________________________
Preghiera: se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie investimentiprotetti@gmail.com