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Calma quasi piatta #50

Eventi & Mercati – settimana #50 (7 – 11 dic)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Nuovi massimi storici a Wall Street ma senza strafare, come se fosse un atto dovuto in vista del calcolo delle performance di fine anno e distribuzione bonus ai money manager
    • La fatina un po’ stagionata della BCE è riuscita ad innervosire i compratori di azioni europee, poco felici di possedere titoli che esportano con un euro sempre più forte
    • Finalmente Joe Biden non ha più ostacoli per essere nominato ufficialmente Presidente di uno dei più grandi Stati pandemizzati 

Settimana tranquilla senza scossoni per indici e asset. Fra gli eventi macro di un certo rilievo segnaliamo questi:

– il meeting BCE ha confermato le attese di mercato con un rafforzamento del QE e altra valanga di denari per le banche (come già anticipato nel report scorso) ma i big trader sulla notizia hanno liquidato – come da manuale – un bel po’ di posizioni rialziste sugli indici europei

Trump ha perso definitivamente le speranze di prolungare la sua carriera di Potus col respingimento della Corte Suprema del ricorso surreale presentato dal Texas repubblicano; Wall Street ha ignorato l’evento ma attende il 5 gennaio per sapere se anche il Senato finirà ai democratici nel qual caso dovremmo attenderci qualche segno di nervosismo che si manifesterà con prese di profitto e conseguente correzione, dopodichè Wall Street dovrebbe mettersi in modalità di attesa – quindi lateralizzazione -per valutare fra gennaio e febbraio le trimestrali Q4 2020, le prime mosse del Congresso e l’andamento dell’epidemia sotto vaccinazione

anche il fanta-vaccino Pfizer ha perso qualche dollaro a Wall Street dopo le prime reazioni allergiche
comparse in alcuni sfortunatissimi inglesi che oltre ad avere un sistema immunitario ribelle hanno anche un Primo Ministro che ha deciso di avviare di fatto un test clinico di massa (fase IV illecita) soprattutto sugli ultra-ottantenni (semplicemente IMMORALE) incurante della scarsità di dati sugli effetti collaterali di questa nuova classe di farmaci ad induzione genica.
Lunedì sarà la volta degli americani con lo stesso fanta-vaccino. Entro febbraio/marzo dovrebbero iniziare anche le vaccinazioni col farmaco di Moderna (molto simile a quello di Pfizer) e di AstraZeneca che dovrebbe diventare il vero vaccino di massa se non altro perchè costerà un decimo rispetto a quelli di Pfizer/Moderna e non avrà alcun problema di stoccaggio e distribuzione.

 

 

In pratica solo la BCE ha dato qualche pretesto ai Big Trader per movimentare gli indici azionari europei e consolidare le tendenze dell’euro e dei BTP. Invece solo noia a Wall Street e un po’ di riposo per l’oro che non vede ancora una fine per la sua discesa pluri-mensile.
Per il WTI la decisione del cartello OPEC+ nei tempi supplementari del meeting ha dato vita ad un altro rigurgito rialzista basato per ora solo sulle speranze dei boss arabi (che vivono su un altro pianeta) di ripresa a breve dei consumi internazionali.
Mercoledì prossimo ci sarà il FOMC che non dovrebbe sorprendere le attese di mercato, nemmeno per le mirabolanti previsioni di crescita dell’inflazione e del GDP nei prossimi tre anni.

Domani prima variazione del Ptf US Stocks

Indici azionari

Wall Street
Mercoledì dedicato a nuovi massimi storici ma senza forza o meglio, solo per forza d’inerzia.
Giovedì e venerdì invece qualche presa di profitto. Nella sostanza un consolidamento del bull market con tendenza alla pausa in attesa dei pronunciamenti del FOMC di mercoledì prossimo. Si resta in ipercomprato su tutti i time frame. Da notare che l’inserimento di Tesla nell’indice SP500 è considerato come nuova benzina sul fuoco del rialzo.

SSE
Shanghai da accademia: settimana tutta al ribasso dopo aver testato nella settimana precedente il bordo superiore dell’area laterale di medio periodo 3500/3200 iniziata quasi cinque mesi fa con formazione ora di un triplo massimo annuale; ha chiuso a 3347

MIB
Settimana totalmente debole con ritorno in chiusura sotto i 22 mila; il meeting BCE ha favorito le prese di profitto dando una visibile accelerazione alla correzione in atto; lo scenario rialzista e il quadro tecnico di breve resta però immutato

DAX
Settimana nervosa con un mercoledì interessante: apertura in gap up, spike oltre 13400 e chiusura sui valori di apertura per cui sul grafico giornaliero è rimasta una candela di incertezza potenzialmente ribassista. Infatti giovedì si è toccato 13200 con immediata risalita in chiusura ma venerdì i venditori si sono organizzati per dar vita ad una correzione con bottom a 13000 e poi ancora una volta pull back con chiusura a 13114. A questo punto il grafico giornaliero evidenzia una lateralizzazione 13000/13400 di brevissimo iniziata il 9/11

Asset 

ORO future dicembre
Il rialzo è proseguito fino a martedì in area 1880 ma poi si è avuta una correzione sensibile che ha fatto segnare in chiusura un prezzo di 1843. Quindi ancora nessun segnale di cambiamento di scenario che resta ribassista di medio periodo. Primo supporto in area 1770/1800. Area 1700 è un altro supporto molto importante.
Un primo segnale di inversione verrà da un netto superamento di 1900. Esauritosi questo canale ribassista probabilmente in area 1700 inizierà una fase lateral rialzista di medio periodo con test del massimo storico di agosto.

OIL WTI future fronte mese
Alla fine gli Stati OPEC+ con un supplemento di meeting si sono accordati per un prolungamento dei tagli fino a gennaio lasciando trasparire un irrazionale ottimismo sulla crescita della domanda internazionale per via della disponibilità a breve di diversi vaccini anti-covid. I prezzi ne hanno beneficiato toccando giovedì i 47,70 in spike per poi stornare fino alla chiusura di venerdì a 46,56.
Ribadiamo questo concetto apparso nel report scorso: sapendo che con la nuova presidenza americana potrebbero cadere prima o poi le sanzioni contro Iran e Venezuela facciamo fatica a credere che questo rialzo sia strutturale e prolungato per cui da gennaio terremo in considerazione questa eventualità per una possibile apertura short tattica nel ptf Base

BTP 10
Altra settimana con nuovo minimo storico di rendimento ora allo 0,52%

t-NOTE 10 future dicembre
Settimana resistente con chiusura a 138. Ora il grafico giornaliero evidenzia un doppio minimo in area 137,3 che corrisponde ad un rendimento di circa l’1%. Ora attendiamo gli sviluppi derivanti dal FOMC di mercoledì prossimo.

DOLLARO USA dollar index
Settimana piuttosto piatta con ripetuti ribassi fino all’area 90,5 dove si riversavano puntualmente forti acquisti che hanno determinato ripetuti pullback; 90,5 al momento è minimo annuale e anche area di modesto supporto. Il FOMC di mercoledì sarà market mover.

EUR/USD future
Giovedì col meeting BCE l’euro si è rafforzato ulteriormente fino a sfiorare 1,22 ma poi sono intervenute prese di profitto che hanno fatto chiudere la settimana a 1,2143. Dalla BCE non è arrivato nessun segnale di “intolleranza” sulla forza dell’euro per cui i big trader non hanno motivo di liquidare i long

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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