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Bye bye Donald ma la bolla resta #3

Eventi & Mercati – settimana #3 (18 – 22 gen)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Wall Street sotto il segno Biden/Harris festeggia con nuovi record
    • L’Europa sotto il segno del lockdow e del fanta-vaccino-che-non-c’è non festeggia nulla
    • L’Italietta invece è sotto e basta
    • Bond, oro, petrolio e dollaro restano poco mossi in attesa che scoppi qualcosa

Dubbio: è un “bye bye” o un “so long”? probabile che sarà solo la giustizia penale e tributaria made in US a dirlo perchè il culto della sua personalità
resisterà per decenni e Lui, nel bene e nel male, passerà comunque alla storia
 Will America make Trump great again?

Molto bella la cerimonia di insediamento di Biden con lacrimucce di commozione, fuochi d’artificio, esibizioni di top star musicali, tante mascherine obbligatorie variopinte e soprattutto tanta voglia di gonfiare sempre più la bolla azionaria con nuovi massimi storici, magari appena accennati ma pur sempre storici.

Wall Street è territorio di caccia senza limiti dove ormai il bull market è sempre più simboleggiato dal lupo piuttosto che dal toro.
I numerosissimi appelli alla cautela rivolti soprattutto ai piccoli investitori individuali spesso corredati da grafici che aiutano a capire anche con gli occhi gli eccessi di questo rialzo che sta superando anche quello di fine secolo (dot.com) al momento non bastano a frenare entusiasmi, speranze, avidità e acquisti.

D’altra parte se gli ingegneri e fantasisti della finanza hanno inventato fra l’altro
– bond mortgage fasulli (ad es. quelli teoricamente garantiti dai prestiti ipotecari sub-prime),
– società ad elevatissimo dividend yield obbligatorio (DBCBusiness Development Company) e
– società di venture capital chiamate addirittura “assegno in bianco” (SPAC Special Purpose Acquisition Companies) che fra i loro obiettivi non ci sono obiettivi espliciti ma solo promesse – col beneplacito della  SEC – di moltiplicare in tempi brevissimi il valore del titolo
e tutte quotate nei mercati regolamentati (soprattutto NASDAQ) come si può restare indifferenti a queste sirene che alimentano i sogni di ricchezza praticamente di chiunque?

Interessante l’opinione di Jeremy Grantham quando dice “We have very seldom seen levels of investor euphoria like this” (abbiamo visto raramente livelli di euforia come questo, riferendosi agli investitori individuali) e poi “never been a great bull market that ended in this kind of bubble that did not decline by at least 50%” (mai un grande bull market finito in una bolla come questa non ha poi corretto almeno del 50%).
E alla domanda: “Quando potrebbe accadere?” la risposta è secca “It’s entitled to go tomorrow if you look at all the signs … As soon as the new president gets settled in, that would be a perfectly good time for the bubble to start deflating” (potrebbe succedere anche domani se guardiamo alle evidenze … il momento giusto potrebbe essere quando il nuovo presidente inizierà il suo mandato)

Interessante anche l’opinione della Bank of AmericaD.C.’s policy is fueling Wall St’s asset price bubble” (le politiche monetarie e fiscali americane incrementano la bolla dei prezzi degli asset di Wall Street). Inoltre nel report degli strategist della BofA si legge anche che gli attuali investimenti aggressivi dei big trader nei mercati europei sono un segnale di fine ciclo, cioè di fine bull market.

E se Wall Street fosse sotto il segno di Icaro?
Cuento corto de Ícaro y Dédalo para niños. Mitología griega

Indici azionari

Wall Street
Malgrado i nuovi massimi storici realizzati durante l’insediamento di Biden la settimana è risultata poco mossa fino a giovedì; venerdì invece si sono viste modestissime prese di beneficio su DJ e SP500 mentre NASDAQ100 ha confermato i valori del giorno prima. Quindi assolutamente nulla di nuovo, si continuerà a salire fino all’arrivo di qualche evento correttivo in grado di invertire le programmazioni dei sistemi di trading.

SSE Shangai
Settimana in modesta altalena con lieve ritocco del massimo annuale ma poi chiusura sullo stesso livello della settimana precedente quindi sembra essere in atto una pausa correttiva flat che al momento va considerata come fase di accumulo

MIB
Povero MIB, giovedì mattina era così ben lanciato per superare il massimo dell’8 gennaio a 23 mila …
ma poi nel pomeriggio la cattivissima Lagarde ha detto cose che non hanno fatto piacere agli estimatori del Borsellino di Milano (“la BCE al momento non ha paura di rialzi contenuti dei rendimenti dei bond” questa è l’unica affermazione degna di nota, il resto solo aria fritta attendista) per cui sono arrivate le vendite – tante – che sono continuate venerdì con una bella apertura in gap down e chiusura in area 22 mila (-4% rispetto al massimo annuale) che è supporto di brevissimo, quindi debole. Al di là del sarcasmo questa modestissima correzione non intacca minimamente il trend rialzista di medio periodo; il primo vero segnale di allarme per i rialzisti è la discesa sotto 21000

DAX
Anche il DAX è stato un po’ tarpato con chiusura a 13484 ma è sotto solo dell’1,3% rispetto al top dell’8 gennaio (14049). Null’altro da dire di nuovo, è sempre bull market ma solo grazie ai big trader che cercano nuovi sbocchi a Wall Street ormai troppo inflazionata in tutti i sensi

Materie prime

ORO future
Fra giovedì e venerdì s’è vista un po’ di volatilità ma nulla di importante; continua a traccheggiare fra 1800 e 1900 confermando che il sentiment resta neutro/ribassista in attesa di fantomatici “nuovi eventi” che potrebbero dar luogo a movimenti marcati in trend, sia giù che su, dipenderà dall’evento; per ora bisogna accontentarsi di una parvenza di lateralizzazione che comunque non vede ancora conferme grafiche. Inoltre meglio ricordarsi che il canale ribassista partito dal massimo storico è ancora intatto; a questo proposito si può notare che le due trendline discendenti sono divergenti grazie al massimo del 6 gennaio che è anche doppio massimo di breve periodo; si potrebbe dedurre quindi che il doppio massimo non promette nulla di buono per l’inversione rialzista mentre la divergenza delle trendline creatasi per un massimo relativo rende più probabile una continuazione laterale di medio/lungo periodo con minimo in area 1750/1700 e massimo in area 1950/2000

OIL WTI future
Per cogliere qualcosa di appena appena utile occorre guardare il grafico orario fermo restando che sul giornaliero c’è piattezza assoluta intorno ai recenti valori massimi. Il 13 gennaio in apertura quindi alle h. 0.01 è stato segnato il massimo annuale a 53,93; nelle ore successive ha perso quasi due dollari e il giorno dopo ha segnato un massimo relativo a 53,83 e ha perso subito dopo due dollari netti quindi s’è formato un doppio massimo. Il 20 gennaio ritorno a nord a 53,73 e poi nuova discesa culminata venerdì con un bottom intraday a 51,50 e quindi ora si vede un triplo massimo su base oraria. A voler essere pignoli i tre massimi suddetti sono discendenti per pochi centesimi e pure i minimi relativi del 13, 14, 18 e 22 gennaio sono discendenti. Si potrebbe quindi concludere che nelle ultime due settimane si è sviluppato un debolissimo canale ribassista ma che in ottica di breve periodo resta irrilevante. Infatti solo una discesa sotto 47 farebbe pensare che il covid è ancora lì a mettere in dubbio la ripresa economica. Tante parole per dire che non è successo niente di importante.


Bond

BTP rendimenti decennale
Nuovo rialzo ora in area 0,7% ma nulla di preoccupante, solo un po’ di disgrazie politiche e sanitarie, normale amministrazione italian style, nessuno vuole che l’Italia vada in default anche se di fatto è già in bancarotta con entrate fiscali in picchiata e spese fuori controllo. Il cosiddetto recovery fund serve solo a prolungare l’agonia di un Paese metastasizzato con prognosi infausta evitando per un altro decennio almeno la fine dell’euro e di tutti gli interessi che ci girano intorno

t-NOTE rendimenti decennale
Settimana con rendimenti in frazionale ribasso correttivo ora all’1,08% ma l’uptrend di breve resta intatto. Vedremo se il FOMC del 27 gennaio modificherà questa tendenza rialzista.
Visto il permanere di tassi azzerati per i prossimi due anni almeno, vista l’economia che arranca e che è sull’orlo di una nuova recessione tecnica e quindi ufficiale, vista l’inflazione che non si vede, visto il covid che ha messo a nudo la stupidità di popoli e governi, viste le promesse della nuova gestione di Biden, viene difficile pensare ad un riedizione del Tantrum di cui abbiamo detto nel report scorso; in soldoni area 1,5% è top e poi discesa per acquisti dovuti a fame di rendimenti

Valute

DOLLARO USA dollar index
L’uptrend iniziato il 6 gennaio è terminato con un top a 90,90 a cui ha fatto seguito un progressivo indebolimento ma piuttosto contenuto vista la chiusura a 90,22; discreto supporto fra 90,7 e 90,9. Un dollaro debole non aiuta a contenere il deficit USA se l’export non incrementa.

EUR/USD future
Settimana in pullback rialzista con chiusura di poco sotto a 1,22; la correzione iniziata l’8 gennaio potrebbe essere terminata oppure è in pausa; supporto molto forte con valenza di medio periodo fra 1,20 e 1,17; al momento il cross è condizionato solo dal dollaro tant’è che la maggior debolezza dell’economia UE rispetto a quella USA non è riflessa nel rapporto di cambio; il dollaro debole è una bolla inversa?

EUR/CHF forex
Settimana in congestione intorno al supporto di 1,075 quindi l’euro mantiene un pattern lateral ribassista di breve; invece il medio periodo è caratterizzato da un pattern laterale 1,06/1,09; forte resistenza a 1,1075

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Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

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