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BCE ardita & Wall Street sempre più gonfia #23

Eventi & Mercati – settimana #23 (1 – 5 giu)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI


Settimana delle sorprese e quindi decisamente movimentata per i mercati con eventi macro di rilievo, due su tutti: BCE che procede imperterrita con l’ampliamento del QE e Wall Street che  vuole cancellare in quattro mesi il bear market che si è avviato in quattro settimane fra febbraio e marzo con un crollo del 35%.

Lagarde vs conservatori tedeschi
Sorprendentemente la BCE sfida la corte costituzionale teutonica – che dovrà giudicare fra pochi mesi la legittimità in ambito nazionale delle politiche monetarie espansive con particolare riferimento al QE – incrementando da subito di 600 miliardi il programma acquisti e promettendo ulteriori ampliamenti del proprio bilancio, il tutto giustificato dall’implosione dell’economia e l’euro si rafforza al pari degli indici azionari europei che traggono ulteriore forza anche dall’impennata di quelli americani


e i rendimenti dei decennali tedeschi e italiani prendono strade diverse: il Bund segue l’onda americana e incrementa mentre il BTP vagheggia di non cadere mai fra i bond spazzatura e riduce

Notare:
– che l’euro venerdì scorso ha ritracciato parecchio sulla scia del dato sull’occupazione USA (leggi più avanti) per cui è molto probabile che le prossime sedute saranno ribassiste a completare il ciclo mensile
– come il MIB abbia sotto-performato il DAX
– che il rendimento del BTP malgrado i forti acquisti della BCE  è ancora sopra al doppio minimo del settembre 2019 e febbraio 2020

Trump vs Main Street
Altra mega-sorpresa è stato l’incremento di poco più di due milioni di nuovi occupati americani quando tutti – tranne i trading system dell’azionario – avevano scommesso per un’ulteriore dèbacle. Il dato pubblicato venerdì ha provocato uno spike rialzista degli indici tant’è che ora il NASDAQ100 ha segnato un nuovo massimo storico dando il primo segnale di ripresa del mercato toro

mentre Dow Jones e SP500 sono ormai ad un soffio dai propri massimi. Qui sotto il grafico orario di SP500 dove si nota che le ultime cinque ore di negoziazione del future (quindi a mercato cash chiuso) sono state caratterizzate solo da prese di profitto indotte dal raggiungimento del target a 3200.

In questo clima euforico ha beneficiato ulteriormente anche il greggio già sostenuto di suo per le aspettative di prolungamento dei tagli alla produzione da parte dell’OPEC+; poi sabato si è saputo  che l’accordo prevede un solo mese di prolungamento per cui vedremo lunedì come reagirà il mercato, probabilmente con altre prese di profitto

Il dato positivo sull’occupazione è stato immediatamente “cavallato” da Trump per indire una conferenza stampa pro domo sua dove avrebbe lasciato intendere che l’America deve essere orgogliosa di avere un Presidente così grande competente illuminato munifico e che dovrà per forza rinnovargli il mandato. Chissà se Trump avrà colto l’ironia e il realismo dirompente della replica dell’economista Ian Stepherdson


ovvero che a fronte di un incremento di due milioni di occupati (per altro questo dato non è assolutamente esente da sospetti di “magheggi” come ipotizzato da SouthBay Research e altri) ne restano almeno altri quindici da recuperare per tornare ai livelli di febbraio e diciotto milioni per uguagliare il top del novembre scorso.
La reazione dei mercati ha coinvolto poi le quotazioni dell’oro che tuttavia restano ancora in un canale laterale anche se ormai prossime alla rottura ribassista

e un sensibile incremento dei rendimenti sia del trentennale che del decennale dando un primo segnale operativo ribassista sui future da intendersi come correzione di breve periodo e quindi offrire un’opportunità di acquisto quando il mercato avrà esaurito questa fase di sentiment assolutamento positivo.
Forse già mercoledì prossimo ci penserà il FOMC a stabilizzare i prezzi dei bond visto che la FED ne dovrà comprare ancora a trilioni ed è tutto suo interesse a non far incrementare i rendimenti.

 

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