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Avvio correttivo #30

Eventi & Mercati – settimana #30 (20 – 24 lug)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

  • Continua la distorsione fra valutazioni dell’azionario e prospettive economiche covid-dipendenti
  • Infatti oro e bond USA questa settimana sono tornati sui massimi storici
  • Il cross EUR/USD resta fortemente condizionato da acquisti speculativi conseguenti agli esiti dell’accordo UE per il cosiddetto Recovery Fund
  • Modesto storno degli indici USA a seguito delle consuete chiusure di posizioni long di fine settimana

La pandemia si rafforza visto che in molte aree del globo l’epidemia è sempre fuori controllo a partire dagli USA, con implicazioni negative di lungo periodo sull’economia.
L’investitore che riesce a non illudersi che l’azionario crescerà ancora a lungo e senza crolli dovrebbe trarne le logiche conseguenze operative.
Ad esempio potrebbe prendere profitto parziale o totale dalle posizioni sull’azionario riallocando sugli asset rifugio per eccellenza, cioè bond USA e soprattutto oro che ha un potenziale di rialzo nettamente superiore a quello dei bond.
Al momento questa riallocazione è favorita anche dalla svalutazione del dollaro USA.
Da considerare anche un incremento della liquidità sia in conti deposito a rendimento netto positivo, sia come cash in franchi svizzeri.

Mercoledì prossimo h. 20.30 comunicato FOMC e poi conferenza stampa di Powell; non si attendono novità

 

Indici azionari

NASDAQ100
Martedì è stato testato il massimo storico in area 11060 già segnato il 13 luglio scorso disegnando un abbozzo di doppio massimo di breve; poi da giovedì è iniziato uno storno che in chiusura di settimana ha eroso circa 600 punti. Una discesa fino a 9700 è da considerarsi fisiologica e opportunità di acquisto. Invece una forte rottura di 9500 aprirebbe uno scenario ribassista importante.

SP500
Giovedì ha testato il massimo annuale in area 3270 realizzato la settimana precedente ma poi sono intervenute prese di profitto per le nuove tensioni con la Cina facendo chiudere intorno a 3215. Ritracciamenti fino a 3000 non intaccano minimamente il rialzo di medio periodo lasciando aperta anche la possibilità di un nuovo movimento impulsivo con primo target area 3400.

DOW JONES
Le oscillazioni settimanali di prezzo ricalcano l’andamento di SP500 ma finchè non ci sarà una rottura confermata di area 28000 lo scenario di breve resta laterale 25000/28000.

SSE
Confermato l’aumento di volatilità con forte pullback di inizio settimana e poi nuovo storno a chiudere sugli stessi valori della settimana precedente

DAX
Settimana iniziata con un nuovo massimo relativo a 13314 per via dell’accordo sul Recovery Fund e conclusasi a 12838 in coda a Wall Street; malgrado il ritorno sotto 13000 il trend rialzista di medio periodo non è compromesso

MIB
Come il DAX: martedì nuovo massimo relativo a 21133 e venerdì storno con chiusura a 20075; trend rialzista sempre solido; primo supporto in area 19000

 

Asset

ORO
Settimana impulsiva con chiusura sui massimi a 1900 quindi sempre più vicino al massimo storico del settembre 2011 a 1924; molto probabile che il trend rialzista iniziato nell’ottobre 2018 prosegua ben oltre 2000. Il COMEX ha acquistato un quantitativo record di fisico e lo spread fra future USA e spot di Londra permane.

OIL WTI
Andamento settimanale fotocopia dell’azionario: martedì nuovo massimo relativo a 42,5 e poi chiusura a 41,34; potrebbe trattarsi di un test dell’ex resistenza di area 41 da considerarsi ora come supporto di breve

BTP 10
Anche questa settimana è proseguito il trend ribassista dei rendimenti con chiusura all’1%

t-NOTE 10
Nuovo consolidamento dei rendimenti con chiusura appena sotto lo 0,6%

DOLLARO USA
Anche questa settimana si è vista un’ulteriore svalutazione del dollaro nei confronti delle principali valute; ora il dollar index è sceso fino a testare il bordo superiore di un’estesa area di supporto di medio/lungo periodo compresa fra 93,5 e 95; prossimo target ribassista è area 92 dove ci attendiamo lo sviluppo di una nuova guerra valutaria in particolare con l’euro.

EUR/USD
L’inaspettato pieno accordo sul Recovery Fund condito da concessioni per i Paesi eufemisticamente e stupidamente definiti “frugali” ha alimentato la spinta speculativa/rialzista dell’euro portando il cross a chiudere a 1,1670 quindi molto vicino alla resistenza di area 1,1850 dove potrebbe avviarsi una prima correzione per prese di profitto. Riteniamo che area 1,20 sia il massimo livello di “sopportazione” della UE/BCE raggiunto il quale dovrebbero iniziare massicce vendite di euro magari accompagnate da eventi di criticità sulla coesione degli Stati membri.

CHF/EUR
Il franco svizzero conserva un sostanziale trend di crescita nei confronti dell’euro e l’indebolimento di questa settimana dovrebbe essere considerato come una discreta opportunità di acquisto per il lungo periodo

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investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

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