Home / Analisi mercati / 2020 ciao… #52/53

2020 ciao… #52/53

Eventi & Mercati – settimana #52/53 (21 – 31 dic)

Rassegna settimanale intermarket precedente QUI

    • Sempre nuovi massimi storici a Wall Street  però a breve ci attendiamo una pausa se non altro per le incertezze della politica americana e dell’epidemia fuori controllo
    • Il dollaro è riuscito a fare un nuovo minimo annuale ma l’oro e il petrolio non ne hanno beneficiato granchè

Anche il 2020 è finito e ora all’orizzonte si profilano più nettamente le sagome dei vaccini e dei cocktail di anticorpi (che tristezza, per ora solo di questi ci dobbiamo accontentare visto che i bar sono chiusi, con tanti saluti ai Bloody Mary e Mojito) che tanti soldi hanno portato e porteranno nelle casse di Pfizer, Biontech, Moderna, AstraZeneca, J & J, Sanofi, Regeneron, Gilead, Eli Lilly e altri.

Quindi abbiamo doppiato il Capo di Buona Speranza e ora avremo solo gli alisei in poppa che ci porteranno all’immunità collettiva e ad un Rinascimento Economico?

Può essere, ma occorrono Capitani Coraggiosi e soprattutto competenti che eviteranno rotte pericolose o sbagliate, occorre piegare sempre più ad Est ed evitare i pirati del Corno d’Africa e lo Stretto di Ormuz infestato dai missili iraniani e israeliani, evitare Taiwan assediata dalla marina cinese ed approdare sulle coste  indocinesi e cinesi dove il covid “clinicamente non esiste più” (come direbbe un emerito luminare del San Raffaele) e l’economia è ripartita alla grande tant’è che rame, mais e soia sono in bull market.
Ma dove sono questi “capitani coraggiosi” e chi sarebbero? forse quelli delle Banche Centrali che comprano qualsiasi cosa (comprese le cambiali di soggetti privati) creando volumi di debito governativo e corporate da fantascienza con denari creati dal nulla, o meglio senza nessuna garanzia sottostante? e che continueranno così fino a che si creerà una rottura degli attuali equilibri a seguito del verificarsi di altri eventi traumatici e imprevedibili come l’attuale pandemia?

Lasciamo per ora il futuro ai posteri e occupiamoci del passato recente

* * *

Com’era facile prevedere Wall Street in queste ultime due settimane ha continuato a salire ritoccando ripetutamente i massimi storici dei principali indici anche se con volumi e forza ridotti; bond USA e oro sono invece rimasti al palo (che di questi tempi non è male visto che gli asset rifugio non sono più di moda), il dollaro ha continuato ad indebolirsi e di conseguenza alcune materie prime ne hanno beneficiato: oro, rame e petrolio non più di tanto ma soia e mais hanno continuato il loro rialzo iperbolico raggiungendo prezzi visti l’ultima volta nel 2014.

La pandemia fuori controllo nel Vecchio e Nuovo Mondo non è stato fin qui un problema per i money manager e i più importanti trading desk che dovevano massimizzare i loro profitti con performance stellari e con l’incremento delle transazioni dei loro clienti per generare volumi di commissioni sempre stellari.
Probabile che da febbraio il sentiment euforico per l’azionario si smorzi fino ad avviare una necessaria e significativa correzione che consentirà poi di rientrare per fare qualche buon guadagno al rialzo anche nel primo semestre del 2021 e spuntare un migliore dividend yield.

La settimana entrante dovrebbe chiarire definitivamente le intenzioni di Trump che si sta barricando in Casa (Bianca) lasciando che il 6 gennaio i suoi elettori della curva sud chiamati a raccolta diano inizio a violenze demenziali quanto inutili per scalfire l’ordinamento democratico USA e per riportarlo alla presidenza. Quindi tale scenario non dovrebbe essere sufficiente per avviare un selloff.

Al momento la nostra strategia di ptf è di attesa di un cambio del sentiment per il ptf BASE (che è un ptf difensivo) e di una progressiva liquidazione dei titoli del ptf US Stocks per monetizzare i guadagni ed essere pronti a rientrare inizialmente a prezzi più bassi e senza ulteriori apporti di liquidità.

2020 CHART

SP500
La correzione flat settembre/ottobre si è rivelata una fase di accumulo e da novembre l’indice è tornato a salire ritoccando i massimi storici in più occasioni tuttavia i volumi si sono contratti e l’ RSI (5) è ancora in ipercomprato; forte supporto a 3200 la cui tenuta sarà occasione per nuovi acquisti

NASDAQ100
Andamento simile a SP500

DOW JONES
Andamento simile a SP500 ma molto più debole

SSE Shangai
Sempre dentro al laterale 3200/3500 ma lo spike dell’ultima giornata di negoziazione ha messo sotto test il bordo superiore; vedremo nei prossimi giorni l’esito di questa forzatura

MIB
Dopo un novembre da brividi di piacere per i rialzisti è subentrato un dicembre di profonda riflessione sui rischi di una vera crisi di governo; l’anno si chiude in modo deludente, con 3700 punti sotto al massimo di febbraio quindi l’indice si è dimostrato molto sottoperformante rispetto a Wall Street e al DAX

DAX
A differenza di Wall Street l’ottobre è stato veramente preoccupante e la correzione non è stata flat ma impulsiva; comunque ne è seguito un rimbalzo a V fino al test di questi ultimi giorni del massimo di febbraio; ragionando sul lungo periodo il forte rialzo marzo/dicembre non è altro che un’onda B a cui seguirà a breve un’onda C ribassista

ORO future
Dopo il massimo storico di agosto gli hedge fund si sono precipitati a prendere profitto sulla scia delle speranze dei vaccini anti-covid dopodichè è subentrata l’apatia visto che nessuno ha avuto più bisogno di asset rifugio e l’indebolimento del dollaro non ha impedito che la correzione segnasse un bottom a 1770; purtroppo il pull back di dicembre non ha ancora annullato il canale ribassista con origine il top di agosto per cui meglio non farsi illusioni rialziste sul medio periodo; supporto molto forte in area 1700

RAME (copper)
Bull market da marzo grazie alla ripresa industriale cinese e Paesi est asiatici


OIL WTI future
2020 incredibile con future scesi sottozero a febbraio; poi recupero discretamente pilotato dall’OPEC e dagli hedge fund coalizzati per sostenere i profitti di tutta l’industria energetica (estrattori, raffinerie, distribuzione, impiantistica); il top di dicembre a $50/barile resta sotto di $15 rispetto al massimo annuale di gennaio; forte supporto fra 35 e 40 dollari

MAIS (corn)
Gli acquisti degli emergenti asiatici, Cina inclusa, il dollaro debole e altre circostanze specifiche che impattano sulla produzione e stoccaggio hanno prodotto un bull market che non si vedeva da anni

SOIA (soybeans)
Come il mais


BTP rendimenti decennale
Grafico di due anni; il doppio massimo è stato realizzato a fine 2018 seguito da un imponente ribasso culminato nell’autunno 2019 con un primo minimo storico sotto all’1% grazie agli acquisti della BCE; la dèbacle dei mercati finanziari del febbraio 2020 ha riportato forti timori di default per un’Italia con debito pubblico fuori controllo per cui i venditori si sono placati solo con rendimenti in area 2,5% ma la volatilità è rimasta grazie ad una Capitana veramente coraggiosa (Lagarde) e inconsapevole dell’effetto destabilizzante di certe affermazioni pubbliche; una volta ripartita Wall Street e avviata la comunicazione internazionale sui fanta-vaccini la BCE, previa mea culpa della Lagarde, si è fatta perdonare dagli italiani comprando ancora tantissimo debito pubblico fino a segnare a dicembre un nuovo minimo storico sotto lo 0,5%


BUND rendimenti decennale
Andamento grosso modo simile al BTP salvo due cose: i rendimenti sono negativi e a febbraio/marzo la reazione del mercato è stata esattamente all’opposto con BTP buttati via e BUND comprati al meglio

t-NOTE rendimenti decennale
Dal top del 2018 al gennaio 2020 la FED ha fatto crollare i rendimenti dal 3,2% allo 0,5% con massima disperazione dei fondi pensione; poi il crollo dell’azionario ha creato volatilità e necessità di avere liquidità per coprire il margin debt dei big trader che operano con future e opzioni per cui ci sono state vendite tecniche che hanno risollevato i rendimenti per un paio di settimane; con la ripartenza di Wall Street è calata la volatilità e i rendimenti si sono stabilizzati sui minimi fino al FOMC di settembre quando Powell ha cominciato a parlare di inflazione crescente; i big trader gli hanno creduto sulla parola e le vendite hanno superato gli acquisti per cui i rendimenti attuali si sono portati e stabilizzati intorno all’1% (e l’inflazione non è ancora cresciuta)

DOLLARO USA dollar index
Notare due cose:
1. a febbraio crolla in sintonia con Wall Street e a marzo rinasce con Wall Street, ma alla FED non va assolutamente bene un dollaro così forte (top a 104) perchè i debitori internazionali in dollari rischiano di saltare così come le corde vocali di un Trump urlante che considerava il dollaro forte come un attacco terroristico cinese
2. dal top di marzo inizia una inesorabile discesa che segna il bottom annuale a 88,5 il 30 dicembre per cui non è assolutamente terminata

EUR/USD future
Il cross si muove ovviamente in modo opposto e speculare al dollar index; nell’ultimo meeting di politica monetaria della BCE si sperava che la Capitana Coraggiosa, superata la soglia psicologica di 1,20, dicesse qualcosa sulla maledizione di un euro forte in un’economia europea debole ma nemmeno un bisbiglio, forse le è mancato il coraggio; i big trader quindi si sono sentiti protetti e ora puntano al top del primo trimestre 2018 in area 1,26

CHF/EUR forex
Dall’ottobre 2019 al maggio 2020 i big trader sono stati perfetti buttandosi su un asset rifugio classico, il franco svizzero; poi quando le cose sono andate normalizzandosi sono iniziate le fisiologiche prese di profitto che però si sono limitate a stornare solo la metà dell’up trend; ora il cross è in area 0,925 che potrebbe essere considerata come fase di accumulo e quindi ottimale per un posizionamento long sul CHF anche con un ETN appropriato

§ § §

Ptf Base     –    Ptf US Stocks

Trading Money Management – TMM

§ § §

investimentiprotetti@gmail.com

se questa rassegna può essere di qualche utilità falla conoscere in rete, grazie

 

Check Also

Adesso dolore

Liliana se ne è andata mia compagna di vita devastata da un male atroce Un …